Archivio | maggio, 2021

Salento, the most beautiful beaches on the Ionian coast

30 Mag

With a coast of about 70 km, mainly sandy, the part of Salento overlooking the Ionian sea offers landscapes of amazing beauty. The beaches, from Porto Cesareo to Leuca, are like postcards with crystal clear sea that are worth seeing if you are on holiday in Salento. In this short guide, we point out the most beautiful beaches of the Ionian. Continua a leggere

Salento, le spiagge più belle dello Ionio

29 Mag

Con una costa di circa 70 km, prevalentemente sabbiosa, la parte del Salento che si affaccia sul mar Ionio regala scenari di una bellezza incredibile. Le spiagge che si alternano, da Porto Cesareo fino al capo di Leuca, sono delle cartoline dal mare cristallino che vale la pena vedere se siete in vacanza nel Salento. In questa breve guida, vi segnaliamo le spiagge più belle dello Ionio.

PORTO CESAREO

All’estremità nord del litorale ionico leccese si trova l’incantevole Punta Prosciutto, con spiaggia di sabbia bianca e mare turchese che richiama panorami caraibici e che è riconosciuta come una delle dieci spiagge più belle al mondo.

Punta Prosciutto

Scendendo più a sud troviamo in ordine: Torre Castiglione, la Penisola della Strea, colle Belvedere.

Torre Castiglione deve il suo nome alla torre eretta nel XVI secolo dall’imperatore Carlo V, della quale però non resta che un cumulo di pietre. Si tratta di una cinquantina di metri di spiaggia, con solo un piccolo spazio di sabbia. Più a sud ci sono le dune di Padula Fede, con frequentatissimi stabilimenti balneari e una rigogliosa macchia mediterranea, e Torre Lapillo, una baia a forma di mezzaluna, dominata dalla omonima torre di avvistamento del XVI secolo.

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PORTO SELVAGGIO

Il nome richiama le caratteristiche che contraddistinguono la baia per la sua natura incontaminata, le sue pinete e la macchia mediterranea. La zona parte dell’area protetta del Parco Naturale Regionale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano.

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All’interno del parco, famosa la grotta naturale costiera calcarea, la Grotta del Cavallo, facente parte di un ampio sistema di caverne naturali presenti nell’area.

GALLIPOLI

Gallipoli

Percorrendo la costa in direzione meridionale si arriva a Gallipoli, “la perla dell’Ionio”, con alcune delle spiagge più belle di tutta la costa: Baia del Pizzo e Punta della Suina, caratterizzata da una pineta fitta e rigogliosa e mare dai riflessi azzurri e turchesi.

Punta della Suina

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TORRE PALI

Frazione di Salve, ultimo tratto del Tacco dello Stivale, la spiaggia di Torre Pali merita il suo successo non solo fra gli abitanti locali, ma anche per chi viene da fuori, grazie al suo litorale basso e sabbioso, caratterizzato dalla presenza di dune retrostanti.

Torre Pali

Particolarità: la torre cinquecentesca da cui prende il nome, a causa dell’erosione costiera, oggi si trova completamente circondata dalle acque del mare a circa 15 metri dalla costa. Grazie all’espansione turistica degli ultimi anni, la località offre sempre maggiori servizi per chi arriva da fuori.

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PESCOLUSE E LE “MALDIVE DEL SALENTO”

Il nome della spiaggia parla da sé, evocando scenari esotici bellissimi. La spiaggia di Pescoluse, una distesa di sabbia bianca, rosa e dorata, con dune naturali, è caratterizzata dall’acqua trasparente, con fondali bassissimi.

Pescoluse

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Otranto, Castro and Salve, the “Blue Flag” beaches of Salento

23 Mag

You chose Salento for your vacation and you have in mind so many places to visit that you are not able to choose which one first. To organize your priorities, the “Blue Flag” award can help you saving you precious time for your holiday, to spend lying in the sun rather than reading the maps!

Otranto, Salve and Castro are the municipalities of Salento awarded by the Foundation for Environmental Education (FEE) that gives the “Blue Flag” to the best European coastal towns for water quality, services and cleanliness of the beach. The award lives since 1987 and goes to the best coastal towns in 48 countries around the world in Europe, South Africa, New Zealand, Canada and the Caribbean.

Let’s find out why these three wonderful villages have earned the award.

OTRANTO – The little jewel, leaning towards East, is set on a rocky spur overlooking the sea on the Adriatic coast. The village, enclosed by the Aragonese walls, with the characteristic white houses that wind through a maze of alleys, will enchant you. From the “Lungomare degli Eroi”, crossing Porta Alfonsina, you enter the old city, with a necessary stop at the Aragonese Castle (today a lively cultural center with art exhibitions) and the Romanesque Cathedral with the 12th century mosaic floor, depicting the tree of life and the relics of the 800 martyrs, massacred by the Turks in 1480.

Just outside Otranto, the “Blue Flag” waves on some of the most enchanting beaches in all of Salento. To the north are the localities of Conca Specchiulla, the Alimini Lakes, the Baia dei Turchi. To the south you can visit the Baia delle Orte, Torre Sant’Emiliano and the inlet of Porto Badisco, famous for being the landing place of Aeneas.

Outside the inhabited center, the emerald green lake surrounded by the red mountains of the former Cava di Bauxite and the Punta Palascìa lighthouse, one of the few that can still be visited in Italy and the easternmost point of the boot, are worth a visit.

We leave the description of these timeless places to images rather than words.

SALVE – A very small town 75 km south of Lecce which has become famous above all for its beaches, even renamed as the “Maldives of Salento”. Fine sand, shallow and transparent bottoms, framed by soft dunes covered with “Macchia mediterranea” (the typical vegetation of these places) are the characteristics of the beaches of Pescoluse, Posto Vecchio and Torre Pali. It will take little to feel like being into a tropical scenario, while you’re still in Europe.

The old town of Salve is dotted with stately towers and noble palaces, where the Mother Church dedicated to St. Nicholas the Great stands out, where the oldest organ in Puglia is kept, the seventeenth-century Olgiati Mauro. On the way to the sea, the “treasure” of Salve was found, the silver coins of Magna Graecia, now kept in the Museum of Taranto.

CASTRO – One of the most indented stretches of the coast of Salento, but for this very reason one of the most evocative, Castro develops on the ashes of an ancient fishing village. With its numerous caves, the town offers the opportunity to make memorable boat trips to discover these beautiful caves.

Grotta Romanelli is one of the most important Italian prehistoric sites with red graffiti, while the Zinzulusa cave, which can also be visited from the ground, takes its name from the dialectal term “zinzuli” (rags, patches), for the stalactites inside.

Perched on the cliff overlooking the Adriatic, about 48 km from Lecce, the Roman Castrum Minervae has always been the nerve center of Salento. Today it is a pretty village with characteristic narrow streets and embellished with monuments such as the former 12th century Cathedral with a Romanesque façade, the remains of a small 10th century Byzantine church and the Aragonese Castle, where the statue of Athena Phrygia was found, proof of the existence of the temple of the goddess Minerva.

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Otranto, Castro e Salve, le “Bandiere Blu” orgoglio del Salento

23 Mag

Siete partiti alla volta del Salento, avete in mente moltissime località da vedere che vi hanno consigliato amici e parenti, ma non sapete orientarvi su quale scegliere per prima. Per organizzare le vostre priorità, la “Bandiera Blu” può essere un ottimo criterio di selezione, che vi farà guadagnare tempo prezioso per la vostra vacanza, da spendere sdraiati al sole piuttosto che intenti a leggere le mappe!

Otranto, Salve e Castro sono i comuni del Salento insigniti del prestigioso riconoscimento che ogni anno la Foundation for Environmental Education (FEE) conferisce alle località costiere europee. Qualità delle acque, servizi offerti e pulizia delle spiagge sono i 3 parametri che garantiscono l’assegnazione del premio, che dal 1987 viene assegnato ogni anno a spiagge in 48 paesi del mondo in Europa, Sudafrica, Nuova Zelanda, Canada e nei Caraibi.

Andiamo a vedere perché queste tre meravigliose località si sono guadagnate il rinomato premio. 

OTRANTO – Non ha bisogno di presentazioni: il piccolo gioiello, proteso a Oriente, è incastonato su uno sperone roccioso a picco sul mare della costa adriatica. Il borgo, racchiuso dalle mura aragonesi, con le caratteristiche case bianche che si snodano in un dedalo di viuzze, lascia senza fiato.

Dal “Lungomare degli Eroi”, attraversata Porta Alfonsina, si accede alla città vecchia, con tappa doverosa al Castello Aragonese (oggi vivace centro culturale grazie alle numerose mostre d’arte) e alla Cattedrale romanica con il pavimento musivo del XII secolo, raffigurante l’albero della vita e le reliquie degli 800 Martiri, massacrati dai Turchi nel 1480.

Appena fuori Otranto, sventola la Bandiera Blu su alcune delle più incantevoli spiagge di tutto il Salento. Verso nord si dispiegano le località di Conca Specchiulla, dei Laghi Alimini, della Baia dei Turchi. A sud si può far visita alla Baia delle Orte, a Torre Sant’Emiliano e all’insenatura di Porto Badisco, celebre per essere stata l’approdo di Enea.

  • Spiaggia Baia dei Turchi Otranto

Fuori dal centro abitato, merita una visita il laghetto verde smeraldo circondato dalle montagne rosse della ex Cava di Bauxite e il faro di Punta Palascìa, uno dei pochi ancora visitabili in Italia e punto più a Est dello Stivale. 

Lasciamo alle immagini, più che alle parole la descrizione di questi posti senza tempo.

SALVE – Un piccolissimo comune a 75 km a sud di Lecce che è diventato famoso soprattutto per le sue spiagge, ribattezzate addirittura come “Maldive del Salento”. Sabbia finissima, fondali bassi e trasparenti, incorniciati da morbide dune ricoperte dalla macchia mediterranea sono le caratteristiche delle spiagge di Pescoluse, Posto Vecchio e Torre Pali. Basterà poco per sentirsi catapultati in uno scenario tropicale, pur rimanendo ancora in Europa e in Italia.

La città vecchia di Salve è costellata di torri signorili e palazzi nobiliari, dove spicca la Chiesa Matrice dedicata a San Nicola Magno, dove si custodisce l’organo più antico di Puglia, il seicentesco Olgiati Mauro. Proprio in queste zone, sulle strade che conducono al mare, è stato ritrovato il cosiddetto “tesoretto” di Salve, ovvero le monete d’argento della Magna Grecia, oggi custodite nel Museo di Taranto.

CASTRO – Uno dei tratti più frastagliati della costa salentina, ma proprio per questo uno dei più suggestivi, Castro si sviluppa sulle ceneri di un antico borgo di pescatori. Grazie alle sue numerose grotte, la località offre la possibilità di fare memorabili escursioni in barca alla scoperta di queste bellissime cavità.

Grotta Romanelli è uno fra i più importanti giacimenti preistorici italiani con i graffiti a tinta rossa, mentre la Grotta Zinzulusa, visitabile anche da terra, prende il nome dal termine dialettale “zinzuli” (stracci, pezze), ovvero le stalattiti che si trovano al suo interno.

Arroccata sulla scogliera a picco sull’Adriatico, a circa 48 km da Lecce, la romana Castrum Minervae è sempre stata centro nevralgico del Salento. Oggi è un grazioso borgo con caratteristiche stradine e impreziosita da monumenti come l’ex Cattedrale del XII secolo con facciata romanica, i resti di una piccola chiesa bizantina del X secolo e il Castello Aragonese, dove è stata ritrovata la statuina di Atena Frigia, prova dell’esistenza del tempio della dea Minerva.

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Salento by bike, the cycling routes to discover new places

16 Mag

Faster to feel the breeze on your skin or slower to observe every detail: the bike is undoubtedly the best way to discover Salento. Here they are two different routes, in length and in stages, but easy to follow even for less experienced cycle enthusiasts and which will give you the unmissable opportunity to get to know Salento from an unusual perspective.

LECCE – ACAYA – OTRANTO

Length 78 km; difference in altitude up to 405 meters

We start from Lecce and cycle for 12 km southwards, until we reach the ancient fortified village of Acaya, with the 16th century castle still intact. Passing through the “Le Cesine” nature reserve, you have the privilege to go through a path made up by trees, before arriving close to the beaches of San Foca and Torre dell’Orso.

We surely reccomend a stop in Roca Vecchia and a dip in the Grotta della Poesia. Along the Adriatic coast and after passing the splendid Sant’Andrea with its stacks, you arrive in the small town of Borgagne. The Alimini lakes are the last stop on the itinerary before reaching Otranto, the “Gateway to the East”.

MAGLIE – PUNTA PALASCIA – LEUCA – GALATINA

Length 186 km; difference in altitude up to 1500 meters

The second itinerary starts from Maglie, crossing the towns of Muro Leccese, Giurdignano and Otranto, from here you are very close to Punta Palascìa, the easternmost point of Italy. Along the Adriatic coast, you reach the small bay of Porto Badisco, where Aeneas landed from Troy and Santa Maria di Leuca, where the two seas, the Ionian and the Adriatic, meet.

The famous lighthouse of Punta Palascìa

From here, we are ready to go up the Ionian side through the medieval town Castrignano, Patù up to Gallipoli. The last stop is Galatina with its treasures, including the cathedral of Santa Caterina d’Alessandria, one of the most distinguished expressions of Gothic and Romanesque art in Puglia.

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Salento da pedalare, alla scoperta dei percorsi cicloturistici

15 Mag

Pedalate decise e veloci per sentire la brezza sulla pelle oppure pedalate più lente per osservare ogni dettaglio: la bici è senz’altro il mezzo più indicato per scoprire un territorio dalle sfumature variegate come il Salento. Vi presentiamo due percorsi differenti, per lunghezza e per tappe, ma facili da percorrere anche per i cicloappassionati meno esperti e che vi daranno l’imperdibile opportunità di conoscere il Salento da una prospettiva inconsueta.

LECCE – ACAYA – OTRANTO

Lunghezza 78 km; dislivello fino a 405 metri

Si parte da Lecce e si pedala per 12 km verso Sud, fino a raggiungere l’antico borgo fortificato di Acaya, col castello del ‘500 ancora intatto. Passando per la riserva naturale de “Le Cesine” si ha il privilegio di percorrere un sentiero fra gli alberi, prima di arrivare a ridosso delle spiagge di San Foca e di Torre dell’Orso.

Immancabile la tappa a Roca Vecchia e un tuffo nella Grotta della Poesia. Proseguendo sulla litoranea adriatica e superata la splendida Sant’Andrea con i suoi faraglioni, si pedala verso il piccolo centro di Borgagne. I laghi Alimini sono l’ultima tappa dell’itinerario prima di giungere a Otranto, la “Porta d’Oriente”.

MAGLIE – PUNTA PALASCIA – LEUCA – GALATINA

Lunghezza 186 km; dislivello fino a 1500 metri

Il secondo itinerario parte da Maglie, attraversando i comuni di Muro Leccese, Giurdignano e Otranto, da qui siete a due passi da Punta Palascìa, il punto più a Est d’Italia. Proseguendo sulla costa adriatica, si giunge alla piccola baia di Porto Badisco, dove approdò Enea in fuga da Troia e, infine, a Santa Maria di Leuca, dove i due mari, lo Ionio e l’Adriatico, si incontrano.

The famous lighthouse of Punta Palascìa

Da qui, siamo pronti a risalire per il versante ionico attraverso la medioevale Castrignano, Patù fino a Gallipoli, la “Città Bella”. Ultima tappa è Galatina con i suoi tesori, fra cui la cattedrale di Santa Caterina d’Alessandria, una delle espressioni più insigni dell’arte gotica e romanica in Puglia.

Qui, qualche consiglio su dove trascorrere le vostre vacanze nel Salento:

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“Via Francigena” route, the path from Brindisi to Leuca

9 Mag

Watching from the window the landscapes that slowly change from town to town is a romantic aspect of the trip. But what if we slowed down further? What would we observe and what experience would we have if we crossed lands and places with the pace of the traveler? If you love to discover unknown landscapes with the pilgrim’s eye, the itinerary of “Via Francigena” route is perfect for you.

The route, in its last southern offshoot, starts from Rome and reaches Santa Maria di Leuca, the ancient Finibus Terrae. Recognized by the Council of Europe, the cultural itinerary will allow you to “savor” the colors of our land, a crossroads between East and West.

HISTORY – A stretch of more than 900 km through 4 different regions (Lazio, Molise, Basilicata and Puglia) was the path traveled by pilgrims from all over Europe during the Middle Ages to reach the ports of embarkation for the Holy Land. In Salento, the stretch of the Via Traiana Calabra, which connects Brindisi to Otranto, passing through Lecce, leads to Leuca, the last stop, before landing in Jerusalem.

The route began to take on greater importance starting from the late ancient age, when, following the political upheavals following the end of the Roman Empire and the subsequent Byzantine control of the territory, the town of Otranto assumed greater importance.

THE ITINERARY – The path follows in the footsteps of the pilgrim from Bordeaux who walked it in reverse in 333 AD, passes by the remains of the ancient Valesium, reaches Torchiarolo (one of the first municipalities to have given hospitality to contemporary pilgrims) and, finally, ends in Lupiae, now Lecce, symbol of the Baroque, whose artistic expression finds prominence in the numerous monuments and churches that, like embroidery, enrich the old town.

The path continues through Carpignano Salentino, and then Otranto, ancient Hydruntum, with its unparalleled architectural beauties: the cathedral, with its the medieval mosaic, and the Aragonese castle.

The route ends in Leuca, passing through Marittima, Tricase and Castro. Once at their destination, the traveler will complete his itinerary with a visit to the Basilica of Santa Maria, where a column indicates that the journey to Jerusalem will continue across the sea.

THE FOOD – Frise”, rings of toasted bread baked and cut across the wire and then baked again and dried in their two parts, are one of the culinary symbols of Salento. Thought to be a long-lasting food, easy to store and to transport, frise have been the food for pilgrims and sailors.

Even today it is the main dish of Salento summers, whether you are on the beach or you want to enjoy a quick lunch or dinner, but no less tasty.

The only difficulty, so to speak, in the preparation process is the “sponzatura“, that is the time of immersion in water to soften the frisa: in a basin for a few seconds for those who taste it softer, only one quick moment under the water for those who love it more crunchy. The seasoning is according to taste. Do not miss the excellent local olive oil and fresh tomatoes. All the variants are welcomed: oregano, capers, olives or grilled vegetables, etc.

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La via Francigena, il percorso da Brindisi a Leuca

8 Mag

Guardare dal finestrino i paesaggi che mutano lentamente da città in città è un aspetto romantico del viaggio. Ma cosa succederebbe se rallentassimo ulteriormente il passo? Cosa osserveremmo e quale esperienza vivremmo se attraversassimo terre e luoghi con il ritmo del viandante? Se amate scoprire panorami e territori sconosciuti con l’occhio del pellegrino, percorrere la via Francigena è l’itinerario che fa per voi.

La via Francigena, nella sua ultima propaggine meridionale, parte da Roma e giunge a Santa Maria di Leuca, l’antica Finibus Terrae. Riconosciuto dal Consiglio d’Europa, l’itinerario culturale vi permetterà di “assaporare” i colori della nostra terra, crocevia fra Oriente e Occidente, all’insegna dello “Slow turism”.

LA STORIA – Un tratto di più di 900 km attraverso 4 regioni diverse (Lazio, Molise, Basilicata e Puglia) costituiva il cammino, percorso dai pellegrini di tutta Europa nel corso del Medioevo per raggiungere i porti d’imbarco per la Terra Santa. Nel Salento, il tratto della via Traiana Calabra, che collega Brindisi a Otranto, passando per Lecce, porta a Leuca, ultima tappa, prima dell’approdo a Gerusalemme. 

Il percorso iniziò ad assumere maggiore importanza a partire dall’età tardo antica, quando, in seguito ai rivolgimenti politici successivi alla fine dell’Impero romano e al successivo controllo bizantino del territorio, la città di Otranto assunse maggiore importanza.

L’ITINERARIO – Il cammino segue le orme del pellegrino di Bordeaux che lo percorse al contrario nel 333 d.C., passa dai resti dell’antica Valesium, giunge a Torchiarolo (uno dei primi comuni ad aver dato ospitalità ai pellegrini contemporanei) e, infine, termina a Lupiae, l’attuale Lecce, regina del Barocco, la cui espressione artistica trova risalto nei numerosi monumenti e chiese che, come un ricamo, arricchiscono il centro storico. 

Superato il capoluogo salentino, passando per Carpignano Salentino, si giunge a Otranto, antica Hydruntum, con le sue bellezze architettoniche senza eguali: la cattedrale, che custodisce il mosaico medievale, e il castello Aragonese.

Il percorso finisce a Leuca, passando per Marittima, Tricase e Castro. Giunto a destinazione, il viaggiatore compirà il suo itinerario con la visita alla Basilica di Santa Maria, dove una colonna indica che per proseguire oltre bisogna superare il mare e intraprendere il lungo viaggio per Gerusalemme.

IL RISTORO DEL VIANDANTE – Le frise, anelli di pane biscottato sfornate e tagliate trasversalmente al filo di ferro per poi essere infornate nuovamente ed asciugate nelle loro due parti, sono uno dei simboli culinari del Salento. Pensato per essere un alimento durevole nel tempo, di facile conservazione e trasporto, le frise sono state il cibo per eccellenza per pellegrini e marinai.

Ancora oggi è il piatto principe delle estati salentine, sia che siate in spiaggia sia che vogliate gustare un pranzo o una cena veloci, ma non per questo meno gustosi.

L’unica difficoltà, si fa per dire, nel procedimento di preparazione è la “sponzatura”, ovvero il tempo di immersione nell’acqua per ammorbidire la frisa: in una bacinella per una manciata di secondi per chi la gusta più morbida, solo una rapida passata sotto l’acqua della fontanella per chi la ama più croccante. Il condimento è a seconda dei gusti. Non deve mancare dell’ottimo olio di oliva locale e pomodori freschi. Al via tutte le varianti: origano, capperi, olive o ortaggi grigliati, ecc.  

Ecco dove soggiornare nel Salento:

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“Via Francigena” route in Salento, the paths you can walk

2 Mag

Backpack on the shoulder and comfortable shoes, the hiker is the pilgrim of the 21st century! It is not uncommon for many tourists to choose to discover an area through the slow pace of walking outdoors, in contact with nature.

For this reason we point out to the modern traveler the ancient routes, already trodden by real pilgrims, centuries ago. This is the last segment of the Via Francigena, the path that led from Rome to the Holy Land. We have divided it into itineraries with stops and complete it with km and duration, in order to discover Salento from an unusual perspective.

Itinerary 1: Route: 22km Duration: 6h

Starting from the provincial Squinzano-Casalabate (about 15 km north of Lecce) you arrive at Masseria Patricelli and Masseria Alcaini. From here, after crossing an olive grove, you can admire the Abbey of Santa Maria in Cerrate, famous for its extraordinary medieval frescoes and recently recovered thanks to the FAI (Fondo Ambiente Italiano).

This leads to a wind farm and then to Surbo. From here, you walk till Lecce, in the Monastero degli Olivetani area, inside which there is the church of Saints Niccolò and Cataldo from the 11th century. We also recommend a visit to Piazza Sant’Oronzo, characterized by the column on which there is the statue of the Saint and the Roman amphitheater.

Itinerary 2: Route: 30 km -Duration: 8h30

From Piazza Sant’Oronzo, in the heart of Lecce, move towards via Merine and, after passing the Gardens of Athena, head towards Acaya, a splendid medieval fortified village, which preserves its castle intact. The exit from the center, through the church of San Paolo, is marked by paths characterized by the presence of stone walls and dry buildings that lead to Acquarica di Lecce. Through a cycle path you reach Vernole.

The itinerary ends at the gates of Martano, a characteristic center of the Grecìa Salentina, with a visit to the Monastery of the Cistercian Fathers where you can admire the church of Santa Maria della Consolazione and where the monks produce local products such as liquor, oil and jams.

Itinerary 3: Route: 29.7 km – Duration: 8h30

From Martano, to reach the center of Carpignano Salentino it is necessary to reach the Church of the Madonnella and from here cross a path made up of ancient carriageways. Taking advantage of the cycling route, you arrive at Serràno and then in Cànnole. Taking the Scoppelle local road, you arrive at Masseria Torcito, immersed in a pine forest.

Always crossing the carriageways, you leave the wooded stretch to continue to the Sanctuary of Montevergine, an important place connected to pilgrimages, from which, through a descent, you reach the center of Palmariggi. Continue on the old road to Giurdignano, arriving near the Masseria Quattro Macine, an old abandoned medieval farmhouse, from which you reach an area where you can appreciate dolmens and menhirs. After Giurdignano, the Via Francigena crosses splendid olive groves and an holm oak forest, and then reaches the center of Otranto with the splendid Cathedral and the Byzantine church dedicated to St. Peter.

Itinerary 4: Route: 21.9 km – Duration: 6h

It starts from the port of Otranto, where, just outside the town, you can reach the suggestive former quarry of Bauxite, with its lunar-colored landscape. Through a dirt road you reach Uggiano la Chiesa and then Cocumola. After admiring the menhir of the Cross, you go along a straight line surrounded by olive and pine trees and you reach Vitigliano, where we can visit the church of San Michele Arcangelo. Continue until Vignacastrisi.

Itinerary 5: Route: 14.3 km – Duration: 4h

Leaving the town of Vignacastrisi and passing the Chapel of the Madonna di Costantinopoli, proceed to Marittima. Crossing the provincial road and after taking a dirt road, you arrive near the ruins of the Torre del Sasso. Going further, you will come across a wood of eucalyptus, pine and oak trees, typical of this area. Finally, you reach an intersection that indicates the port of Tricase, the last stop on this itinerary.

Itinerary 6 – Route: 17.5 km, Terrain: dirt, asphalted, Duration: 5h

After Tricase, continue to Tiggiano with its splendid Baronial Palace and Corsano. Continuing along a path in the open countryside dotted with dry stone walls, you arrive to Gagliano del Capo, with the church of San Rocco and the Convent of San Francesco di Paola. Through a municipal road, crossing the countryside, you reach the Sanctuary of Leuca, the last offshoot of the Italian peninsula in the Adriatic. The two angels who welcome the traveler are the symbol of a journey that ends and still the symbol of the beginning of a journey that leads to Jerusalem

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La via Francigena nel Salento, gli itinerari a piedi

1 Mag

Zaino in spalla e scarpe comode, l’escursionista è il pellegrino del XXI secolo! Non è raro, infatti, che molti turisti scelgano di scoprire un territorio attraverso il passo lento delle camminate all’aperto, a contatto con la natura.

Per questo motivo segnaliamo al moderno viandante gli antichi percorsi, già battuti dai veri pellegrini, ormai secoli or sono. Si tratta dell’ultimo segmento della via Francigena, il sentiero che da Roma conduceva in Terra Santa. L’abbiamo suddiviso in itinerari con tappe con tanto di km e durata, per scoprire il Salento da una prospettiva insolita.

Itinerario 1: Percorso: 22km Durata: 6h 

Partendo dalla provinciale Squinzano-Casalabate (circa 15 km a Nord di Lecce) si arriva a Masseria Patricelli e Masseria Alcaini. Da qui, dopo aver attraversato un oliveto, si può ammirare l’Abbazia di Santa Maria a Cerrate, famosa per gli straordinari affreschi di età medievale e recentemente recuperata grazie al Fai (Fondo Ambiente Italiano).

Si giunge così a un parco eolico e poi a Surbo, centro abitato dal quale si esce tramite una pista ciclabile, dopo la quale vi è un centro commerciale. Da qui, siete all’entrata di Lecce, in zona Monastero degli Olivetani, all’interno del quale è presente la chiesa dei Santi Niccolò e Cataldo del secolo XI. La tappa si conclude in piazza Sant’Oronzo, caratterizzata dalla colonna su cui vi è la statua del Santo e dall’anfiteatro romano.

Itinerario 2: Percorso: 30 km -Durata: 8h30

Da Piazza Sant’Oronzo, nel cuore di Lecce, ci si sposta verso via Merine e, superati i Giardini di Athena, ci si dirige verso Acaya, splendido borgo fortificato medievale, che conserva intatto il suo castello. L’uscita dal centro, attraverso la chiesa di San Paolo, è contraddistinta da sentieri caratterizzati dalla presenza di muretti e costruzioni a secco che portano ad Acquarica di Lecce.

Attraverso una pista ciclabile si giunge nella piazza di Vernole, al centro della quale si erge la colonna di Sant’Anna. L’itinerario si conclude alle porte di Martano, caratteristico centro della Grecìa Salentina, con la visita al Monastero dei Padri Cistercensi dove è possibile ammirare la chiesa di Santa Maria della Consolazione e dove i monaci producono, prodotti locali come amari, olio e marmellate.

Itinerario 3: Percorso: 29,7 km – Durata: 8h30

Da Martano, per raggiungere il centro di Carpignano Salentino è necessario arrivare alla Chiesa della Madonnella e da qui attraversare un percorso fatto di antiche carraie. Sfruttando il percorso cicloturistico si arriva Serràno e poi a Cànnole. Imboccando la strada vicinale Scoppelle, si arriva alla Masseria Torcito, immersa in una pineta.

Sempre attraversando delle carraie, si esce dal tratto boschivo per proseguire fino al Santuario di Montevergine, importante luogo collegato ai pellegrinaggi, dal quale, attraverso una discesa, si giunge al centro di Palmariggi. Si prosegue sulla via vecchia per Giurdignano, giungendo in prossimità della Masseria Quattro Macine, un antico casale medievale abbandonato, dal quale si giunge in un’area in cui si possono apprezzare dolmen e menhir. Dopo Giurdignano, la via Francigena attraversa splendidi uliveti e una lecceta, per poi arrivare al centro di Otranto con la splendida Cattedrale e la chiesa bizantina dedicata a San Pietro.

Itinerario 4: Percorso: 21,9 km –  Durata: 6h

Si riparte dal porto di Otranto, dove, appena fuori dalla cittadina, si può raggiungere la suggestiva ex cava di Bauxite, con il suo paesaggio dai colori lunari. Attraverso una strada sterrata si arriva a Uggiano la Chiesa e poi Cocumola. Dopo aver ammirato il menhir della Croce, si percorre un rettilineo immerso tra ulivi e pini e si giunge a Vitigliano, dove possiamo visitare la chiesa di San Michele Arcangelo. Si prosegue fino all’ultima tappa di Vignacastrisi.

Itinerario 5: Percorso: 14,3 km – Durata: 4h

Uscendo dal centro abitato di Vignacastrisi e superata la Cappella della Madonna di Costantinopoli, si procede fino a Marittima. Attraversata la strada provinciale e dopo aver imboccato una sterrata, si arriva in prossimità delle rovine della Torre del Sasso. Andando oltre, si incontra un bosco di eucalipti, di pini e querce vallonee, tipiche di quest’area. Si raggiunge, infine, un incrocio che indica il porto di Tricase, ultima tappa di questo itinerario.

Itinerario 6 – Percorso: 17,5 km, Terreno: sterrato, asfaltato, Durata: 5h

Dopo Tricase, si prosegue per Tiggiano con il suo splendido Palazzo Baronale e Corsano. Proseguendo per un percorso in aperta campagna disseminato di muretti a secco, si entra a Gagliano del Capo, con l’immancabile chiesa di San Rocco e il Convento di San Francesco di Paola. Attraverso una strada comunale si giunge, attraversando la campagna, al Santuario di Leuca, ultima propaggine della penisola italica nell’Adriatico. I due angeli che accolgono il viandante sono il simbolo di un viaggio che si conclude e l’inizio di un percorso ancora da battere che porta fino a Gerusalemme.

Qui, qualche spunto dove soggiornare lungo i percorsi: 

Sito web case vacanza –> www.casesalento.com

Sito ville di pregio per vacanze –> www.villesalento.it

Oppure chiedeteci informazioni:

email –> info@villesalento.it

Cellulari –> (+39) 392/0202233 – (+39) 328/4617633

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