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Salento da pedalare, alla scoperta dei percorsi cicloturistici

15 Mag

Pedalate decise e veloci per sentire la brezza sulla pelle oppure pedalate più lente per osservare ogni dettaglio: la bici è senz’altro il mezzo più indicato per scoprire un territorio dalle sfumature variegate come il Salento. Vi presentiamo due percorsi differenti, per lunghezza e per tappe, ma facili da percorrere anche per i cicloappassionati meno esperti e che vi daranno l’imperdibile opportunità di conoscere il Salento da una prospettiva inconsueta.

LECCE – ACAYA – OTRANTO

Lunghezza 78 km; dislivello fino a 405 metri

Si parte da Lecce e si pedala per 12 km verso Sud, fino a raggiungere l’antico borgo fortificato di Acaya, col castello del ‘500 ancora intatto. Passando per la riserva naturale de “Le Cesine” si ha il privilegio di percorrere un sentiero fra gli alberi, prima di arrivare a ridosso delle spiagge di San Foca e di Torre dell’Orso.

Immancabile la tappa a Roca Vecchia e un tuffo nella Grotta della Poesia. Proseguendo sulla litoranea adriatica e superata la splendida Sant’Andrea con i suoi faraglioni, si pedala verso il piccolo centro di Borgagne. I laghi Alimini sono l’ultima tappa dell’itinerario prima di giungere a Otranto, la “Porta d’Oriente”.

MAGLIE – PUNTA PALASCIA – LEUCA – GALATINA

Lunghezza 186 km; dislivello fino a 1500 metri

Il secondo itinerario parte da Maglie, attraversando i comuni di Muro Leccese, Giurdignano e Otranto, da qui siete a due passi da Punta Palascìa, il punto più a Est d’Italia. Proseguendo sulla costa adriatica, si giunge alla piccola baia di Porto Badisco, dove approdò Enea in fuga da Troia e, infine, a Santa Maria di Leuca, dove i due mari, lo Ionio e l’Adriatico, si incontrano.

The famous lighthouse of Punta Palascìa

Da qui, siamo pronti a risalire per il versante ionico attraverso la medioevale Castrignano, Patù fino a Gallipoli, la “Città Bella”. Ultima tappa è Galatina con i suoi tesori, fra cui la cattedrale di Santa Caterina d’Alessandria, una delle espressioni più insigni dell’arte gotica e romanica in Puglia.

Qui, qualche consiglio su dove trascorrere le vostre vacanze nel Salento:

Sito web case vacanza –> www.casesalento.com

Sito ville di pregio per vacanze –> www.villesalento.it

Oppure chiedeteci informazioni:

email –> info@villesalento.it

Cellulari –> (+39) 392/0202233 – (+39) 328/4617633

La via Francigena, il percorso da Brindisi a Leuca

8 Mag

Guardare dal finestrino i paesaggi che mutano lentamente da città in città è un aspetto romantico del viaggio. Ma cosa succederebbe se rallentassimo ulteriormente il passo? Cosa osserveremmo e quale esperienza vivremmo se attraversassimo terre e luoghi con il ritmo del viandante? Se amate scoprire panorami e territori sconosciuti con l’occhio del pellegrino, percorrere la via Francigena è l’itinerario che fa per voi.

La via Francigena, nella sua ultima propaggine meridionale, parte da Roma e giunge a Santa Maria di Leuca, l’antica Finibus Terrae. Riconosciuto dal Consiglio d’Europa, l’itinerario culturale vi permetterà di “assaporare” i colori della nostra terra, crocevia fra Oriente e Occidente, all’insegna dello “Slow turism”.

LA STORIA – Un tratto di più di 900 km attraverso 4 regioni diverse (Lazio, Molise, Basilicata e Puglia) costituiva il cammino, percorso dai pellegrini di tutta Europa nel corso del Medioevo per raggiungere i porti d’imbarco per la Terra Santa. Nel Salento, il tratto della via Traiana Calabra, che collega Brindisi a Otranto, passando per Lecce, porta a Leuca, ultima tappa, prima dell’approdo a Gerusalemme. 

Il percorso iniziò ad assumere maggiore importanza a partire dall’età tardo antica, quando, in seguito ai rivolgimenti politici successivi alla fine dell’Impero romano e al successivo controllo bizantino del territorio, la città di Otranto assunse maggiore importanza.

L’ITINERARIO – Il cammino segue le orme del pellegrino di Bordeaux che lo percorse al contrario nel 333 d.C., passa dai resti dell’antica Valesium, giunge a Torchiarolo (uno dei primi comuni ad aver dato ospitalità ai pellegrini contemporanei) e, infine, termina a Lupiae, l’attuale Lecce, regina del Barocco, la cui espressione artistica trova risalto nei numerosi monumenti e chiese che, come un ricamo, arricchiscono il centro storico. 

Superato il capoluogo salentino, passando per Carpignano Salentino, si giunge a Otranto, antica Hydruntum, con le sue bellezze architettoniche senza eguali: la cattedrale, che custodisce il mosaico medievale, e il castello Aragonese.

Il percorso finisce a Leuca, passando per Marittima, Tricase e Castro. Giunto a destinazione, il viaggiatore compirà il suo itinerario con la visita alla Basilica di Santa Maria, dove una colonna indica che per proseguire oltre bisogna superare il mare e intraprendere il lungo viaggio per Gerusalemme.

IL RISTORO DEL VIANDANTE – Le frise, anelli di pane biscottato sfornate e tagliate trasversalmente al filo di ferro per poi essere infornate nuovamente ed asciugate nelle loro due parti, sono uno dei simboli culinari del Salento. Pensato per essere un alimento durevole nel tempo, di facile conservazione e trasporto, le frise sono state il cibo per eccellenza per pellegrini e marinai.

Ancora oggi è il piatto principe delle estati salentine, sia che siate in spiaggia sia che vogliate gustare un pranzo o una cena veloci, ma non per questo meno gustosi.

L’unica difficoltà, si fa per dire, nel procedimento di preparazione è la “sponzatura”, ovvero il tempo di immersione nell’acqua per ammorbidire la frisa: in una bacinella per una manciata di secondi per chi la gusta più morbida, solo una rapida passata sotto l’acqua della fontanella per chi la ama più croccante. Il condimento è a seconda dei gusti. Non deve mancare dell’ottimo olio di oliva locale e pomodori freschi. Al via tutte le varianti: origano, capperi, olive o ortaggi grigliati, ecc.  

Ecco dove soggiornare nel Salento:

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La via Francigena nel Salento, gli itinerari a piedi

1 Mag

Zaino in spalla e scarpe comode, l’escursionista è il pellegrino del XXI secolo! Non è raro, infatti, che molti turisti scelgano di scoprire un territorio attraverso il passo lento delle camminate all’aperto, a contatto con la natura.

Per questo motivo segnaliamo al moderno viandante gli antichi percorsi, già battuti dai veri pellegrini, ormai secoli or sono. Si tratta dell’ultimo segmento della via Francigena, il sentiero che da Roma conduceva in Terra Santa. L’abbiamo suddiviso in itinerari con tappe con tanto di km e durata, per scoprire il Salento da una prospettiva insolita.

Itinerario 1: Percorso: 22km Durata: 6h 

Partendo dalla provinciale Squinzano-Casalabate (circa 15 km a Nord di Lecce) si arriva a Masseria Patricelli e Masseria Alcaini. Da qui, dopo aver attraversato un oliveto, si può ammirare l’Abbazia di Santa Maria a Cerrate, famosa per gli straordinari affreschi di età medievale e recentemente recuperata grazie al Fai (Fondo Ambiente Italiano).

Si giunge così a un parco eolico e poi a Surbo, centro abitato dal quale si esce tramite una pista ciclabile, dopo la quale vi è un centro commerciale. Da qui, siete all’entrata di Lecce, in zona Monastero degli Olivetani, all’interno del quale è presente la chiesa dei Santi Niccolò e Cataldo del secolo XI. La tappa si conclude in piazza Sant’Oronzo, caratterizzata dalla colonna su cui vi è la statua del Santo e dall’anfiteatro romano.

Itinerario 2: Percorso: 30 km -Durata: 8h30

Da Piazza Sant’Oronzo, nel cuore di Lecce, ci si sposta verso via Merine e, superati i Giardini di Athena, ci si dirige verso Acaya, splendido borgo fortificato medievale, che conserva intatto il suo castello. L’uscita dal centro, attraverso la chiesa di San Paolo, è contraddistinta da sentieri caratterizzati dalla presenza di muretti e costruzioni a secco che portano ad Acquarica di Lecce.

Attraverso una pista ciclabile si giunge nella piazza di Vernole, al centro della quale si erge la colonna di Sant’Anna. L’itinerario si conclude alle porte di Martano, caratteristico centro della Grecìa Salentina, con la visita al Monastero dei Padri Cistercensi dove è possibile ammirare la chiesa di Santa Maria della Consolazione e dove i monaci producono, prodotti locali come amari, olio e marmellate.

Itinerario 3: Percorso: 29,7 km – Durata: 8h30

Da Martano, per raggiungere il centro di Carpignano Salentino è necessario arrivare alla Chiesa della Madonnella e da qui attraversare un percorso fatto di antiche carraie. Sfruttando il percorso cicloturistico si arriva Serràno e poi a Cànnole. Imboccando la strada vicinale Scoppelle, si arriva alla Masseria Torcito, immersa in una pineta.

Sempre attraversando delle carraie, si esce dal tratto boschivo per proseguire fino al Santuario di Montevergine, importante luogo collegato ai pellegrinaggi, dal quale, attraverso una discesa, si giunge al centro di Palmariggi. Si prosegue sulla via vecchia per Giurdignano, giungendo in prossimità della Masseria Quattro Macine, un antico casale medievale abbandonato, dal quale si giunge in un’area in cui si possono apprezzare dolmen e menhir. Dopo Giurdignano, la via Francigena attraversa splendidi uliveti e una lecceta, per poi arrivare al centro di Otranto con la splendida Cattedrale e la chiesa bizantina dedicata a San Pietro.

Itinerario 4: Percorso: 21,9 km –  Durata: 6h

Si riparte dal porto di Otranto, dove, appena fuori dalla cittadina, si può raggiungere la suggestiva ex cava di Bauxite, con il suo paesaggio dai colori lunari. Attraverso una strada sterrata si arriva a Uggiano la Chiesa e poi Cocumola. Dopo aver ammirato il menhir della Croce, si percorre un rettilineo immerso tra ulivi e pini e si giunge a Vitigliano, dove possiamo visitare la chiesa di San Michele Arcangelo. Si prosegue fino all’ultima tappa di Vignacastrisi.

Itinerario 5: Percorso: 14,3 km – Durata: 4h

Uscendo dal centro abitato di Vignacastrisi e superata la Cappella della Madonna di Costantinopoli, si procede fino a Marittima. Attraversata la strada provinciale e dopo aver imboccato una sterrata, si arriva in prossimità delle rovine della Torre del Sasso. Andando oltre, si incontra un bosco di eucalipti, di pini e querce vallonee, tipiche di quest’area. Si raggiunge, infine, un incrocio che indica il porto di Tricase, ultima tappa di questo itinerario.

Itinerario 6 – Percorso: 17,5 km, Terreno: sterrato, asfaltato, Durata: 5h

Dopo Tricase, si prosegue per Tiggiano con il suo splendido Palazzo Baronale e Corsano. Proseguendo per un percorso in aperta campagna disseminato di muretti a secco, si entra a Gagliano del Capo, con l’immancabile chiesa di San Rocco e il Convento di San Francesco di Paola. Attraverso una strada comunale si giunge, attraversando la campagna, al Santuario di Leuca, ultima propaggine della penisola italica nell’Adriatico. I due angeli che accolgono il viandante sono il simbolo di un viaggio che si conclude e l’inizio di un percorso ancora da battere che porta fino a Gerusalemme.

Qui, qualche spunto dove soggiornare lungo i percorsi: 

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Patrimonio dell’Unesco, la Puglia presente con 4 siti imperdibili

24 Apr

Cosa hanno in comune Alberobello, Castel Del Monte, la Basilica di San Michele Arcangelo e la Foresta Umbra? Beh, a parte il fatto che si trovano tutte in Puglia, forse non tutti sanno che i quattro siti sono inseriti nella lista Unesco come Patrimonio dell’Umanità.

La bellezza naturale, culturale e storica della Puglia è spesso sotto gli occhi degli attenti visitatori che ogni anno scelgono di trascorrere un periodo di vacanza in una delle regioni più a Sud d’Italia. Ma in questo caso, l’unicità dei luoghi è formalmente certificata dal riconoscimento del prestigioso ente internazionale delle Nazioni Unite. 

L’identificazione, la protezione, la tutela e la trasmissione alle generazioni future del patrimonio culturale e naturale di tutto il mondo sono tra le missioni principali dell’UNESCO. Non solo bellezze naturali, ma anche culturali costituiscono il patrimonio da tutelare e tramandare alle generazioni future secondo il celebre ente.

ALBEROBELLO – Inserita nella lista Unesco dal 1996, Alberobello è davvero unica in tutto il mondo per la distesa delle caratteristiche costruzioni a forma di cono. Si tratta di antiche abitazioni con il tetto a forma di cono fatto con pietre a vista, edificate con la tecnica del muretto a secco e imbiancate con calce viva. Croci, cuori trafitti e simboli zodiacali decorano la cima di ogni trullo.

The Trulli of Alberobello

Nel Rione Monti, fra i vicoli stretti si snodano circa 1000 trulli, fra cui svettano i “trulli siamesi”, dall’originale copertura a due coni, la Chiesa di Sant’Antonio con pianta a croce greca e il Trullo Sovrano. Da non perdere il Museo del Territorio, ospitato in un complesso di trulli comunicanti, e la Casa d’Amore, oggi prezioso punto d’informazione turistica, primo edificio nell’intera cittadina, costruito con calce e malta. 

CASTEL DEL MONTE – Piena di simbolismi e unica nel suo genere, la fortezza, a forma di corona ottagonale, è l’espressione del genio eccentrico di Federico II di Svevia, che l’ha fatta edificare secondo uno stile gotico e normanno. Ormai è ben noto che la ricorrenza del numero 8, nella forma delle stanze e in numerosi dettagli, non sia un caso, motivo per cui il Castello è considerato da alcuni alla stregua di un monumento esoterico.

Posto a ben 540 metri sul livello del mare, su una dolce collina a circa 20 km da Andria, il maniero offre una visione mozzafiato del tramonto. La fortezza, inserita nella lista Unesco nel 1996, fu utilizzata forse come osservatorio astronomico o imponente maniero di caccia.

BASILICA DI SAN MICHELE ARCANGELO – Custodita all’interno del piccolo comune del foggiano di Monte Sant’Angelo, la Basilica di San Michele è una preziosa testimonianza dell’arte longobarda in Italia. Una scalinata scavata nella roccia conduce nella Sacra Grotta, luogo dell’apparizione dell’Arcangelo e famosa meta di pellegrinaggio. 

Nel quartiere Junno, la zona più antica del borgo, ci si perde fra i vicoli dove si respira il profumo della tradizione delle tipiche “ostie ripiene”, ovvero dolcetti farciti di mandorle e miele. Imperdibile la visita al castello normanno, residenza di Federico II, la Tomba di Rotari e il complesso di San Francesco. Mentre a 8 km dal centro abitato, tra decine di eremi scavati nella roccia, sorge l’Abbazia di Santa Maria di Pulsano, arroccata su uno spuntone affacciato sul golfo.

FORESTA UMBRA – A dispetto del nome, le faggete della foresta Umbra, nel cuore del promontorio del Gargano, non hanno nulla a che vedere con la regione dell’Italia centrale, ma devono il nome dalla derivazione latina di “umbra”, ovvero cupa e ombrosa.

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Inserita nella lista Unesco dal 2017, l’area delle faggete, che si estende per un perimetro di 399 ettari, fa parte di un patrimonio naturale dall’alto valore ecologico, storico e culturale: le maestose piante sono tra le più vecchie d’Europa e raggiungono un’altezza di quasi 50 metri. Il sito, inoltre, vanta un altro prestigioso riconoscimento: l’inserimento nella lista tra i cinque boschi più belli al mondo da parte della celebre rivista National Geographic.

Per venire in Salento in una delle nostre soluzioni, visitate i siti:

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Il Salento non è solo spiagge, Corigliano D’Otranto e Specchia “Bandiere arancioni”

17 Apr

Corigliano D’Otranto e Specchia: cosa hanno in comune i due piccoli borghi del Salento distanti una trentina di km l’uno dall’altro? Non tutti lo sanno, ma queste due località si sono aggiudicate la “Bandiera Arancione”, il premio per l’eccellenza dei comuni dell’entroterra assegnato dal Touring Club.

Ebbene sì, il Salento è famoso soprattutto per le spiagge e per i chilometri di costa, ma a chi viene in vacanza nel Tacco d’Italia non sarà sfuggito di notare quanta bellezza e tradizione ci sia anche nei piccoli borghi, quelli lontani dalla costa, pieni di storia e di tradizione.

La “Bandiera arancione”, assegnata dal 1998, è marchio di qualità turistico-ambientale. Bellezza del patrimonio storico-culturale e qualità nell’accoglienza dei turisti hanno fatto di Specchia e Corigliano d’Otranto i due fra i borghi più belli di tutta la Puglia.

CORIGLIANO D’OTRANTO – Uno dei comuni più caratteristici della Grecìa Salentina, grazie alle tipiche case a corte che impreziosiscono il centro storico e fulcro culturale salentino di grande fermento, grazie alle attività che si svolgono all’interno del Castello De’ Monti, antico maniero dalla nobile facciata barocca. 

A soli 25 km da Lecce, la ricchezza delle tradizioni del piccolo comune si rispecchia persino nella lingua locale, il griko, antica eredità della dominazione ellenica. Di derivazione bizantina sono anche i nomi delle vie. L’Arco Lucchetti, che sormonta l’entrata di una piccola corte, racconta, attraverso i simboli bizantini intagliati nella pietra, l’amore di un uomo per la sua sposa.

SPECCHIA – Il piccolo comune del Sud Salento (circa 54 km da Lecce) vanta già un prestigioso riconoscimento, ovvero la menzione fra i “Borghi più belli d’Italia”. In effetti, passeggiando per le assolate viuzze, dove il tempo sembra essersi fermato e dove la vita scorre lenta, non si fa fatica a capire perché il borgo si sia meritato questi riconoscimenti. 

Un dedalo di vicoli intricati, di case a corte dai balconi in fiore e di incroci impreziositi dalle tradizionali nicchie con i santi: il centro storico di Specchia, oggi albergo diffuso, è un’esperienza per gli occhi! 

A suggellare questo splendore gli edifici più famosi: Castello Risolo, il Convento dei Francescani Neri e la Colonna dell’Immunità, così chiamata perché bastava toccarla per garantirsi l’immunità dall’arresto. Comune dalle mille virtù, Specchia è nota per la sua qualità della vita, per l’uso di fonti rinnovabili e per i frantoi ipogei. 

Per scoprire dove soggiornare per visitare questi e altri borghi del Salento, date un’occhiata qui:

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Salento, cosa fare se siete in vacanza a Maggio

10 Apr

Temperature miti, giornate lunghe e bel tempo: Maggio è il preludio dell’estate. Cosa c’è di meglio, quindi, di anticipare le vacanze e visitare il Salento?

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Chi sogna un soggiorno tutto spiagge e mare potrà godersi i posti più incantevoli. Oltre alla tintarella, però, a Maggio, ci sono un sacco di cose da fare per chi vuole conoscere e vivere da vicino le tradizioni di questa terra.

Tour enogastronomici e percorsi cicloturistici a contatto con la natura sono alcune delle attività che amerete fare se venite in vacanza nel Salento a maggio.

Le temperature ancora non troppo calde vi permetteranno inoltre di fare delle escursioni alla scoperta dei parchi naturali del Salento. E così, dopo un tuffo nelle acque cristalline potete perdervi nel verde della Macchia Mediterranea e osservare specie di fiori e animali che crescono sul territorio.

Raccomandiamo anche le visite ai borghi di Corigliano D’Otranto e Specchia, comuni insigniti della “Bandiera Arancione” del Touring Club Italiano.

Lecce, il capoluogo barocco, merita una visita anche in questa stagione. Con le sue bellezze architettoniche disseminate per il centro storico della città, la capitale del Barocco vi regalerà dei percorsi inediti fra chiese, monumenti e stradine impreziosite da piccoli negozi di artigianato e locali.

Lecce

 

Per informazioni su dove alloggiare, vi consigliamo alcune ville/case vacanze ideali per il vostro soggiorno:

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Oasi del Salento, il parco naturale “Porto Selvaggio e Palude del Capitano”

3 Apr

Un fitto bosco di pini, una scogliera affacciata sul verde smeraldo del mare è il panorama che si ammira dal Parco che si estende attorno all’area dell’omonima baia di Porto Selvaggio per 7 km di costa e per 1500 ettari di superficie, nell’area del comune di Nardò. 

Il Parco Naturale è stato istituito nel 2006 in un’area sul mare interessata da vari interventi di riforestazione iniziati negli anni ’50. Prima brullo e roccioso, oggi il paesaggio è caratterizzato dalla presenza di una fitta pineta inserita nella splendida cornice del Mar Ionio.

La vegetazione del bosco è caratterizzata dai pini di Aleppo, alcuni esemplari di cipressi e di eucalipto e dalla presenza di un sottobosco con piante selvatiche di mirto, ulivo e macchia mediterranea spontanea tra cui orchidee e rosmarino.

Non manca di avvistare specie come volpi, donnole, ricci, camaleonti e, durante il periodo della migrazione, anche il merlo, il tordo e l’upupa oltre al falco grillaio e al gheppio.

A pochi metri dalla costa si può visitare anche la Palude del Capitano dove il fenomeno carsico ha dato origine alle “spunnulate”, ovvero grotte a cui è crollata la volta formando dei laghetti di acqua salmastra. Per scoprire gli altri parchi naturali del Salento, leggi qui.

Qui, qualche consiglio su dove soggiornare nelle vicinanze: 

Sito web case vacanza –> https://www.villainpuglia.it/IT/affitti_vacanze/Sant%20Isidoro

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Oasi del Salento, il Parco “Isola di Sant’Andrea e Litorale di Punta Pizzo”

27 Mar

Il Parco Naturale Regionale Isola di Sant’Andrea e Litorale di Punta Pizzo, istituito nel 2006, comprende il territorio sud di Gallipoli (Punta Pizzo) e la vicina isola di Sant’Andrea, dove è presente una colonia nidificante del Gabbiano corso, unica in tutta Italia.

L’isola, con un diametro di soli 4,5 km, è priva di promontori e facilmente esposta alle intemperie del mare. Durante la stagione invernale, la parte centrale, essendo sotto il livello del mare, resta coperta d’acqua.

Il litorale di Punta Pizzo si presenta come un mosaico ambientale composto da distese sabbiose, protette da dune, macchia mediterranea, ambienti umidi e acquitrinosi. Dal corbezzolo alla ginestra spinosa, dal mirto al lentisco, dal rosmarino al timo l’habitat della flora presente.

In prossimità delle aree umide quali il canale Li Foggi, invece, è possibile sbirciare i colori dell’avifauna acquatica tra cui spicca il Cavaliere d’Italia. Per scoprire gli altri parchi naturali del Salento, leggi qui.

Se volete visitare il parco, qui alcune soluzioni per le vostre vacanze:

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Oasi del Salento, il Parco “Costa Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase”

20 Mar

Gli zinzuli (le stalattiti) che danno il nome alla Grotta della Zinzulusa e i pittogrammi preistorici della Grotta dei Cervi sono solo alcune delle mete più famose che racchiude il parco, una distesa di oltre 3000 ettari che sorge in uno dei tratti più spettacolari della costa salentina, lungo il litorale orientale.

Istituito nel 2006, il parco ricade nel territorio di ben 12 comuni costieri salentini, da Otranto fino a Tricase, passando per Castro. Questo offre una varietà dei panorami che vanno dalle acque cristalline dell’Adriatico, con tratti di costa alta e rocciosa, fino ai campi punteggiati di muretti delle campagne.

Sulla strada che da Tricase conduce verso il mare si erge la “Vallonea dei cento cavalieri”, esemplare di quercia plurisecolare unico in Europa occidentale.

Ricchissima e variegata, la flora del parco comprende numerose rarità, dal Fiordaliso di Leuca all’Alisso e dalla Veccia di Giacomini fino alle orchidee. Senza dimenticare le distese di finocchio marino e salicornia fruticosa che ricoprono le falesie a picco sul mare. La Foca monaca ha fatto proprio qui la sua ultima apparizione in territorio regionale, mentre nutrite colonie di chirotteri abitano gli antri umidi di diverse grotte. Per scoprire gli altri parchi naturali del Salento, leggi qui.

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Oasi naturali del Salento, il Parco “Bosco e Paludi di Rauccio”

13 Mar

Alle porte di Lecce, da cui dista appena 9 km, il Parco di Rauccio rappresenta l’ultimo esempio del grande sistema di boschi ed acquitrini che in passato si estendeva lungo la costa tra Brindisi e Lecce.

Istituito nel 2002, il parco si estende per una superficie di oltre 1500 ettari, il cui paesaggio è caratterizzato da stagni retrodunali, dove spicca il breve corso dell’Idume

Il bosco è costituito da una lecceta fitta e intricata e da un ricco sottobosco dove prosperano il lentisco, il mirto e il caprifoglio mediterraneo. Nelle radure aperte si formano acquitrini colonizzati da rari anfibi come il tritone italico, il rospo smeraldino e la raganella italica.

La parte più conosciuta del parco è proprio quella del bosco di lecci (“bosco di Rauccio”), incredibilmente sopravvissuto ad un disboscamento totale avvenuto negli anni Trenta per ricavarne legna, e oggi meta famosa per le scampagnate nelle giornate di sole. Per scoprire gli altri parchi naturali del Salento, leggi qui.

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