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Things to do on holidays in Salento in November

30 Ago

November could be an unusual month to travel and visit Salento, a land where the sea and beaches are its main vocation. And yet, spending a few days in Salento in autumn could still be a good idea, thanks to the still mild climate. That’s why!

Even if the diving and swimming season gradually goes away, discovering Salento in November could offer you an even more special opportunity to explore the area. Without the summer crowds and the hot wether, you will find an immense pleasure in discovering unspoiled natural landscapes both on the coast (with the beauty of the rocky and sandy stretches) and in the hinterland (countryside and villages full of history). Continua a leggere

In vacanze nel Salento a novembre, ecco cosa fare

29 Ago

Novembre potrebbe essere un mese insolito per viaggiare e visitare un territorio, come il Salento, che fa del mare e delle spiagge la sua principale vocazione. Eppure, grazie al clima ancora mite e alla ricchezza delle tradizioni, trascorrere qualche giorno nel Salento in autunno potrebbe essere un’idea tutt’altro che bizzarra! Ecco perché!

Anche se la stagione dei tuffi e delle nuotate si allontana gradualmente, scoprire il Salento a novembre può offrire un’occasione ancora più speciale per conoscere il territorio. Al netto delle folle estive e del caldo afoso, troverete un immenso piacere nello scoprire paesaggi naturali incontaminati sia sulla costa (con la bellezza dei tratti rocciosi e sabbiosi) sia dell’entroterra (campagne e borghi pieni di storia).

Il Salento, inoltre, è terra ricca di arte che potrete ammirare nelle chiese, nelle bellezze architettoniche e nei musei disseminati a Lecce e nei paesini della provincia.

Gli itinerari enogastronomici con visite alle cantine e ai frantoi ipogei sono, inoltre, uno dei modi più piacevoli per conoscere e apprezzare i sapori di questa terra. A completare il programma per la vostra vacanza a novembre nel Salento ci sono poi gli eventi, che in questo mese diventano appuntamenti fissi dell’autunno salentino.

Ogni 1° novembre a Carpignano Salentino si tiene la Fiera di Ognissanti, una delle sagre più antiche del territorio. Nata come sagra agricola fuori dal paese, intorno all’anno 1000, aveva in origine come scopo lo scambio di prodotti e attrezzi per superare l’inverno. Divenuta sempre più grande, la fiera, pur conservando il carattere rurale, venne spostata a Carpignano, dove ancora oggi occupa un’ampia area del paese, coinvolgendo quasi tutto l’abitato. Cuore della fiera è il mercato del bestiame, con esposizione e vendita, dove si svolge la “pantomima dei sensali”, impegnati nella mediazione del bestiame.

A Leverano si festeggia il Novello in Festa, uno degli eventi principali per gli amanti del vino salentino. Stand gastronomici di prodotti tipici salentini danno la possibilità di degustazione, non solo di vini, ma anche di formaggi, olio e altri prodotti.

Il 9, il 10 e l’11 a Taviano si festeggia San Martino, il santo patrono. Accanto alle celebrazioni religiose, da non perdere la sagra con i prodotti tipici del territorio, la degustazione del vino novello e i giochi piromusicali. Nel giorno di San Martino, tutto il Salento festeggia, bevendo vino novello, con eventi in piazza e nei locali di ciascun borgo della provincia.

Per informazioni su dove alloggiare per non perdere gli eventi, vi consigliamo alcune ville/case vacanze ideali per il vostro soggiorno:

sito web case vacanza–> www.casesalento.com

Sito ville di pregio per vacanze –> www.villesalento.it

email –> info@villesalento.it

Cellulari –> (+39) 392/0202233 – (+39) 328/4617633

Salento, cosa fare in vacanza a Settembre

15 Ago

Spiagge meno affollate, temperature miti, eventi su tutto il territorio: trascorrere le vacanze a settembre nel Salento significa godersi il lato più bello dell’estate.

Se per la vostra villeggiatura avete scelto il mese di settembre, il Salento sarà la vostra meta ideale. Vi spieghiamo perché.

Le giornate ancora calde (ma non afose) e i posti meno frequentati vi consentiranno di godere appieno di tutte le sfumature del nostro territorio. Distese di sabbia bianca, mare cristallino, tratti rocciosi mozzafiato saranno a vostra completa disposizione per meravigliose giornate di relax.

Non solo. Se volete conoscere la storia, l’arte e la tradizione del Salento, vi consigliamo di approfittare delle temperature più gradevoli per visitare Lecce e i borghi dell’entroterra, vere e proprie gallerie d’arte a cielo aperto, dove poter ammirare le meraviglie architettoniche, le numerose chiese e i musei.

Gli itinerari enogastronomici, attraverso visite guidate a cantine vinicole e a frantoi ipogei, vi permetteranno di conoscere i sapori di questa terra.

Settembre, solitamente, è un mese ricco di eventi e sagre che vi consentiranno di esplorare le tradizioni più antiche del territorio.

 

 

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Alla scoperta del Salento del vino, il regno del Salice Salentino

27 Giu

Insieme a Primitivo e a Negroamaro, il Salice Salentino è il terzo vino autoctono del Salento. I prodotti enogastronomici locali sono un modo originale e “gustoso” per conoscere da vicino la nostra terra e le sue tradizioni culinarie. Accanto, quindi, ai classici itinerari turistici fatti di spiagge e mare, vi proponiamo qui un piccolo viaggio fra le province di Lecce e Brindisi, alla scoperta del Salice Salentino.

PRODUZIONE

Il Salice Salentino è un vino DOC, la cui produzione avviene nelle province di Brindisi e Lecce. Veglie, Guagnano e Campi Salentina, in provincia di Lecce, San Pancrazio Salentino, Sandonaci e Cellino San Marco, in provincia di Brindisi, sono i comuni in cui si produce il vino, dai vitigni Negroamaro, Malvasia nera di Brindisi e Malvasia nera di Lecce. Il Salice Salentino si declina in sei diversi tipi di vino, tra i quali, ci sono il rosso, il bianco, il rosato e il pinot bianco (presenti anche con la tipologia spumante), l’aleatico dolce e l’aleatico liquoroso dolce.

CARATTERISTICHE

Il vino si presenta dal colore rosso rubino, più o meno intenso. L’odore è gradevole e intenso, mentre il sapore è robusto ma vellutato. Queste proprietà rendono il Salice Salentino particolarmente consigliato sugli arrosti, sui formaggi forti e sulla cacciagione.

STORIA

L’origine della denominazione DOC del Salice Salentino è da attribuirsi al Senatore Arcangelo de Castris, che grazie alla sua azienda vitivinicola “Leone De Castris” è riuscito ad affermare la bontà di questo particolare vino in Italia e nel mondo. La Cantina, una fra le più antiche ancora in attività, è stata fondata nel 1665 dal duca Oronzo Arcangelo Maria Francesco De Castris, conte di Lemos.

Agli inizi dell’800 l’azienda vitivinicola iniziò a esportare vino negli Stati Uniti, in Germania e in Francia. Nel 1943 nasce il Five Roses, il prodotto più conosciuto dell’azienda e il primo vino rosato a essere imbottigliato e commercializzato in Italia e da subito esportato negli Stati Uniti.

Ecco qualche consiglio utile su dove alloggiare mentre esplorate il regno del Primitivo

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Alla scoperta del Salento del vino, il regno del Negroamaro

20 Giu

Scuro, armonioso e caldo, il Negroamaro è il vitigno più diffuso e antico della penisola salentina. Il cuore della sua produzione è nella piana Messapica nell’Alto Salento, da San Pietro Vernotico a Monteroni di Lecce, passando da Cellino San Marco, San Donaci, Guagnano, Salice Salentino e Leverano, sedi di storiche cantine. Se volete conoscere questa terra, battendo percorsi insoliti e percorrendo le tappe che rendono unico il Salento dal punto di vista enogastronomico, continuate a leggere.

LA STORIA

L’origine del nome deriva dal latino “niger” e dal greco “mauros” e denota il carattere scuro del vitigno a frutto nero. Il Negroamaro è un vitigno molto antico, anche se fu descritto per la prima volta solo nell’Ottocento dal professore universitario Achille Bruni.

LE CARATTERISTICHE

Il nome stesso si riferisce al colore nero dell’acino e al sapore tipicamente amarognolo del vino che se ne ricava, dal quale si ottengono i migliori vini rossi e rosati d’Italia, tanto da essere impiegato per la “correzione” di vini extra regionali, conosciuti anche all’estero. Dal vigneto si producono vini rossi e rosati, di diversa tipologia come: fermo, frizzante, spumante.

Il Negroamaro è inoltre presente nei disciplinari: Galatina DOC, Squinzano DOC, Leverano DOC, Alezio DOC, Copertino DOC, Matino DOC, Nardò DOC. Nella denominazione Squinzano, l’assemblaggio con la Malvasia Nera o con il Sangiovese regala vini da invecchiare di pregio e rosati fragranti.

Ideale per primi piatti con sughi molto saporiti, a base di carne o selvaggina, carni rosse o selvaggina cotta al forno o alla griglia, formaggi saporiti e di lunga stagionatura. Si sposa benissimo con i ricchi piatti della tradizione del Salento, come la pasta fatta in casa, ad esempio le tipiche Sagne ‘incannulate.

LA PRODUZIONE

Il Salento è la zona di maggiore coltivazione, pur avendo anche buone estensioni nel resto della regione, soprattutto nelle province di Brindisi e Taranto.

CURIOSITA’

Dal famoso vitigno ha preso il nome anche l’omonima pop-rock band salentina Negramaro, da anni alla ribalta nel panorama musicale italiano.

Ecco qualche consiglio utile su dove alloggiare mentre esplorate il regno del Negroamaro:

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Alla scoperta del Salento del vino, il regno del Primitivo

13 Giu

Volete conoscere ed esplorare il Salento in un modo originale? Vi proponiamo, dunque, un modo alternativo di visitare la nostra terra, seguendo la via del Primitivo, vino di produzione locale che, assieme al Negroamaro, è uno dei prodotti principe delle tavole salentine. Attraverso un percorso che combina il gusto alla storia, andiamo alla scoperta delle origini e delle proprietà di questo meraviglioso vitigno.

Da Manduria a Lizzano, passando per S. Giorgio Jonico, Pulsano, Leporano, San Marzano di San Giuseppe, Sava e Avetrana, i comuni che segnano il nostro percorso di degustazione. Dal colore rosso corposo e dal sapore intenso, il Primitivo si accompagna ai formaggi stagionati, alle zuppe di legumi, alle grigliate di agnello.

LE CARATTERISTICHE

Da sempre utilizzato come vino da taglio, oggi il Primitivo di Manduria rappresenta uno dei cardini dell’enologia salentina. Sono le note di frutta dolce e matura (more, ciliegie, prugne), le spezie e talvolta il cuoio a definire il Primitivo, vino a bassa acidità e alto tenore alcolico.

Secco da pasto o dolce naturale, il vino si accompagna perfettamente carni grigliate o a formaggi stagionati. Il Primitivo è anche il compagno perfetto per i dolci della tradizione pugliese dalle farciture a base di ricotta, mandorle, fichi secchi. Un calice di Primitivo va benissimo anche se degustato da solo, per poterne apprezzare le particolari note fino in fondo. Ci sono due diverse tipologie: Il Primitivo di Manduria DOC e il Primitivo di Manduria dolce naturale DOCG.

Pasticciotto

LA STORIA

Non è ben chiaro a quale epoca risalga la nascita del vitigno nel Salento. Si ipotizza che siano stati gli antichi Greci a portarlo fin qui oppure i Romani dalla Dalmazia. Il vino, infatti, geneticamente è molto simile al Crljenak Kastelsnski coltivato dall’Istria alla penisola di Sabbioncello. Un altro discendente dal Primitivo è lo Zinfandel, specie cult della California. Pare, infatti, che, nei primi anni dell’Ottocento, sia stato esportato oltre oceano da qualche migrante pugliese.

Per la produzione del vino, le vendemmie avvengono di notte, unico momento in cui si riesce ad avere tregua dal caldo e dal sole. Nel 2011 nella versione Dolce Naturale, il Primitivo diventa DOCG, protetto e valorizzato dalla presenza del Consorzio di Tutela del Primitivo.

GLI ITINERARI

I percorsi del Primitivo si dipanano in scenari naturalistici senza pari. Vi consigliamo, perciò, di munirvi di scarpe comode e di macchina fotografica per catturare le incantevoli immagini di paesaggi, come le Riserve Naturali del Litorale Tarantino Orientale: dalle saline animate da numerose specie di uccelli, tra cui i fenicotteri rosa, alle paludi impreziosite da molteplici varietà di orchidee, boschi di lecci e la presenza del fiume Chidro, custode di necropoli di epoca romana.

Immancabile, infine, la visita al Museo della Civiltà del Vino Primitivo, testimonianza della storia sociale e della vocazione agraria di questa terra.

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La zuppa di pesce salentina, impariamo a cucinare “Lu quataru”

23 Mar

La filosofia alla base di questo piatto è cucinare il pesce che i pescatori non potevano più vendere perché danneggiato dalle reti durante la pesca. Tutt’altro che un pasto “di recupero”, oggi lu quataru è il piatto più ricercato nei ristoranti della costa ionica. Provate a farlo a casa con questa ricetta!

Per conoscere gli altri piatti tipici del Salento, guardate il seguente link utile! Continua a leggere

Peperoni con la mollica, la ricetta per un contorno delizioso

16 Mar

Insaporiti dal pan grattato, i peperoni sono un ottimo contorno a base di verdure che ben si adattano a qualsiasi tipo di pasto. Si tratta di una ricetta della tradizione contadina del Salento. Ecco i consigli su come preparare questo piatto.

Per conoscere gli altri piatti tipici del Salento, guardate il seguente link utile! Continua a leggere

Una specialità del Salento: la ricetta dei pezzetti di carne di cavallo al sugo

9 Mar

Se siete dei veri intenditori di piatti a base di carne, non potete non assaggiare i pezzetti di carne di cavallo al sugo, un piatto pregiato della tradizione salentina, onnipresente nelle sagre estive, da gustare nel piatto o direttamente nel panino. Per la preparazione servono alcune ore, ma alla fine il risultato ripagherà l’attesa… Buon appetito!

Per conoscere gli altri piatti tipici del Salento, guardate il seguente link utile! Continua a leggere

Riso, patate e cozze, ecco come cucinare la tajeddha

2 Mar

La tajeddha è un piatto che coniuga il sapore del mare (con le cozze) a quello della terra (con le patate) e lo fa in maniera armoniosa e semplice. Il piatto deve il suo nome alla teglia (tajeddha, in dialetto) nella quale vengono sistemati gli ingredienti e messi in forno. Ecco la ricetta in pochi passaggi.

Per conoscere gli altri piatti tipici del Salento, guardate il seguente link utile! Continua a leggere

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