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I percorsi del gusto nel Salento: Zollino, Spongano, Seclì, Ortelle

17 Lug

Nelle trattorie di paese o nei ristoranti più eleganti, la cucina tipica del Salento è una vera e propria arte che viene celebrata su ogni tavola che si rispetti. Dai piatti di pesce, immancabili nelle località costiere, alla carne alla griglia tipici dell’entroterra, non avrete che da scegliere e scoprirete, attraverso i sapori, una parte fondamentale del territorio. In questa “road map del gusto” vi consigliamo dove andare e cosa mangiare.

ZOLLINO – Nelle campagne di Zollino, la selezione della semente ad opera degli agricoltori locali ha permesso di preservare alcuni particolari tipi di legumi che godono del marchio di garanzia De.Co. Il pisello nano e la fava (dall’aspetto più schiacciato e dal baccello con non più di 5 semi) sono annoverati nelle produzioni agroalimentari tradizionali della Regione Puglia.

Famosi sono anche il cece, il cece nero, la lenticchia e il fagiolo bianco. Ma Zollino non è solo terra di legumi. Simbolo di questo borgo è la “scéblasti”, impasto del pane condito con zucchine, olive, cipolla, capperi e peperoncino che in griko significa “senza forma”.

SPONGANO – E’ la patria della “cunserva mara”, una gustosa conserva casereccia ottenuta dall’essiccazione al sole di peperoni dolci, peperoncini piccanti e pomodori, che vengono poi mescolati in una salsa perfetta per essere spalmata sul pane di grano o sulle bruschette.

SECLI’ – E’ il borgo famoso per i “pezzetti” di carne di cavallo, a cui viene dedicata ogni anno, dopo Ferragosto, una sagra. Il piatto forte è accompagnato da altre ricette sempre a base di carne di cavallo, preparata dai macellai del paese.

ORTELLE – Ad ottobre Ortelle, in occasione della festa di San Vito, celebra il maialino Or.Vi., allevato secondo metodi antichi seguendo uno specifico protocollo. Il risultato è una carne delicata e saporita, con cui vengono confezionati salsiccia, costolette, spiedini e capocollo da grigliare oppure da fare lessi o al sugo. Tipica di Ortelle è anche la “pirilla”, un pane casereccio insaporito con pezzi di pomodoro, zucca, cipolla, olive nere e, a volte, uva passa. 

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Cellulari –> (+39) 392/0202233 – (+39) 328/4617633

I percorsi del gusto nel Salento: Maglie, Lecce, Cannole e Uggiano La Chiesa

10 Lug

Dal pasticciotto al caffè in ghiaccio, dal rustico alla tajeddhra: sono tantissimi i piatti tipici del Salento che raccontano una parte di storia e di tradizioni di questa terra. Dalle ricette ai prodotti locali, tracciamo una “road map del gusto” attraverso i borghi dell’eccellenza gastronomica.

MAGLIE – Il comune ospita ogni anno, i primi di agosto, il “Mercatino del gusto”, un festival in cui si celebrano i sapori della cucina tradizionale del Salento, ma non solo. Suddivise per itinerari, le vie del centro sono inebriate di profumi e aromi dei prodotti locali. 

PRODOTTI – Maglie offre ai salentini il suo rinomato formaggio pecorino. Che sia fresco o stagionato, il formaggio ovino è ottenuto da un processo produttivo che si tramanda nei secoli. Se stagionato per pochi giorni, ha una pasta morbida di colore giallo chiaro. Dopo una lunga maturazione, invece, presenta una crosta rugosa, coriacea e un interno duro giallo paglierino: consigliatissimo sulla pasta al sugo!

LECCE – Il capoluogo salentino è la sede principale dei gioielli architettonici più preziosi di questa terra. Ma Lecce non regala solo un patrimonio artistico da fare invidia alle grandi città del resto d’Italia, è anche la “patria” di alcuni piatti tipici, divenuti ormai famosi oltre i confini della penisola salentina. 

I PRODOTTI – Il pasticciotto è un involucro di pastafrolla che schiude al suo interno tutta la dolcezza della crema pasticcera; la cotognata è una sorta di confettura solida e tagliata in panetti che deriva dalle mele cotogne; il rustico è il prodotto di rosticceria fatto di pasta sfoglia e ripieno di besciamella, mozzarella, pomodoro e un pizzico di pepe che tutti i leccesi doc prediligono per lo spuntino.

Con la pasta di mandorla, a Natale e a Pasqua, si creano il pesce (a Natale) e l’agnellino (a Pasqua). Particolarmente famose sono creazioni di pesci e agnelli di pasta di mandorla delle suore del Monastero benedettino di san Giovanni Evangelista di Lecce, che da sempre confezionano questi prodotti tipici per i leccesi e non. Il Sanguinaccio leccese, infine, è un prodotto della tradizione gastronomica salentina a base di sangue di maiale condito, aromatizzato, insaccato in budella dello stesso animale e cotto.

CANNOLE – Piccolo centro a pochi chilometri dalla ben più nota Otranto, Cànnole deve la sua fama principalmente alla sagra della “municeddha” che ogni anno si svolge ad Agosto. 

I PRODOTTI – La tradizione di mangiare le lumache viene celebrata dal 1985 quando nacque l’idea di una festa a essa dedicata. L’idea prende ispirazione dai “cuzzari”, nome con cui venivano chiamati gli abitanti di Cannole raccoglitori di lumache. Durante la sagra la lumaca viene preparata secondo varie ricette: soffritta, arrostita e al sugo.

UGGIANO LA CHIESA – Incorniciata da uliveti e da campagne, Uggiano la Chiesa è la “Città del Pane e dell’Olio”.

I PRODOTTI – Ogni settembre, in occasione della Fiera della Città del Pane e dell’Olio, è possibile gustare le fragranti pagnotte esaltate da un filo d’oro giallo, accompagnate dalle altre specialità culinarie tipiche.

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I percorsi del vino e dell’olio: Morciano, Specchia e Alezio

3 Lug

Dal comune più a nord fino al basso Salento, il vino e l’olio sono i prodotti della tradizione di questa terra. La produzione non è solo legame con il passato, ma anche sinonimo di qualità. Una breve panoramica sui centri dell’eccellenza salentina vi guiderà alla scelta dei prodotti doc per gustare il vero sapore di questa terra. Scopriamo i percorsi del vino e dell’olio a Morciano di Leuca, Specchia e Alezio

MORCIANO DI LEUCA – Situata nell’estremo lembo della penisola salentina, Morciano di Leuca dista 64 km da Lecce. Il centro storico è dominato dall’imponente castello, con alte mura merlate e un torrione circolare. Da ammirare è la facciata della Chiesa della Madonna del Carmine, nota anche come “de lu cumentu”. Dalle lastre di vetro della piazza si intravedono il frantoio ipogeo e le fosse granarie.

L’OLIO – Sono ben 18 i frantoi ipogei che testimoniano l’antico legame fra Morciano e l’olio. Alcuni di essi risalgono al IX secolo e molti furono ricavati dai granai di epoca messapica. Nei pressi della chiesa parrocchiale è tutta da ammirare un’antichissima macina in pietra per le olive. Oggi sono moltissime le piccole e grandi aziende agricole nonché i privati a produrre e vendere olio d’oliva di qualità.

ALEZIO – Culla dell’antica civiltà messapica, Alezio sorge a pochi chilometri da Gallipoli e custodisce una delle più importanti collezioni archeologiche sui Messapi, nelle sale del settecentesco Palazzo Tafuri, un tempo dimora signorile di proprietà di una nobile famiglia gallipolina. Nelle sue stanze sono conservati corredi funerari e antichi reperti, tra cui balsamari, trozzelle e divinità in terracotta. Di fronte al museo, c’è anche il Parco archeologico.

IL VINO – Alezio dà il nome ad un vino doc tutto da gustare in due varianti, entrambe dal vitigno Negroamaro: l’Alezio Rosso, dal suo sapore caldo e amarognolo, e il Rosato, più asciutto e vellutato. 

SPECCHIA – Comune senza tempo, Specchia, a 54 km da Lecce, è tra i Borghi più belli d’Italia, meritevole di aver saputo recuperare e valorizzare i suoi gioielli architettonici. Oggi il borgo antico è un caratteristico albergo diffuso, il cui cuore è rappresentato dal Castello Risolo, insieme alla Chiesa Matrice e all’ex Convento dei Francescani Neri.

L’OLIO – I frantoi ipogei di Specchia, antica testimonianza della produzione olivicola del paese, sono tutt’oggi perfettamente conservati. Il comune rientra, inoltre, nella Strada dell’Olio “Jonica – Antica Terra d’Otranto” e il suo olio extravergine è tra i migliori della regione. Di recente, i produttori si sono riuniti sotto un’unica etichetta identificata con il marchio “De.C.O. Specchia” (Denominazione Comunale di Origine), apposta su ogni bottiglia di olio prodotto nel paese.

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I percorsi del vino e dell’olio: Novoli e Squinzano

26 Giu

Rosso, rosato e bianco, il vino del Salento è un prodotto di qualità e di tradizione. Allo stesso modo l’olio è denominato “l’oro giallo” per le sue proprietà davvero preziose. Quasi ogni comune del Salento ha la sua produzione autoctona di olio e vino: una breve panoramica sui centri dell’eccellenza salentina vi guiderà alla scelta dei prodotti doc per gustare il vero sapore di questa terra. Scopriamo i percorsi del vino e dell’olio a Novoli e Squinzano.

NOVOLI– E’ il comune del “fuoco“, perché come da tradizione ogni gennaio si celebra il Santo Patrono Sant’Antonio Abate con l’accensione della “Fòcara”, una montagna di fascìne che vengono accese con uno spettacolo pirotecnico unico al mondo. Nel cuore del paese sorge l’antica Chiesa dell’Immacolata, che conserva un affresco bizantineggiante dei primi del XIV secolo della Madonna in trono col Bambino. 

IL VINO –L’agro di Novoli è quasi interamente coltivato a vigneto, una caratteristica che ha radici antichissime. A testimonianza di ciò, lo stemma stesso del comune, raffigurante tre grappoli d’uva che pendono da un tralcio.

SQUINZANO – A soli 17 km a nord di Lecce, il comune è caratterizzato dalla presenza di numerose chiese, dalla Chiesa Madre dedicata a San Nicola con la facciata in stile barocco alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie del ’500. Sulla serra in direzione Campi Salentina, sorge in posizione panoramica il Convento di Sant’Elia che ospita convegni ed eventi culturali. In via Monte Grappa, invece, spunta l’antica dimora nobiliare di Villa Cleopazzo in stile liberty, oggi teatro di eventi estivi. 

IL VINO –La doc (denominazione di origine controllata) “Squinzano” fu istituita nel 1976 e offre vini come il Negroamaro e la Malvasia, il rosato e il susumaniello, il vino novello e lo Chardonnay, ottimi per accompagnare i piatti della tradizione salentina. 

L’OLIO –Squinzano è anche terra di vasti uliveti dove si produce olio d’oliva. A celebrare la vocazione agricola del paese è il piccolo Museo dell’olio e del vino.

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I percorsi del vino e dell’olio: Copertino, Leverano

19 Giu

Fra i prodotti principali nella dieta mediterranea, il vino e l’olio sono i due gioielli autoctoni del Salento. Uliveti e vigneti segnano il panorama di questa terra non solo dal punto di vista visivo, influenzandone anche gli altri sensi come l’olfatto e il gusto. Una breve panoramica sui centri dell’eccellenza salentina vi guiderà alla scelta dei prodotti doc per gustare il vero sapore di questa terra. Scopriamo i percorsi del vino e dell’olio a Copertino e Leverano.

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COPERTINO – Il castello è il fulcro del centro storico del borgo che sorge a 15 km da Lecce. Il maniero è infatti uno dei più grandi e meglio conservati del Salento con i suoi ricami barocchi, il portale e i balconi rinascimentali. Il dedalo di viuzze del centro storico conduce alla casa natìa di San Giuseppe, il “Santo dei voli”, meta di turisti e pellegrini.

IL VINO –Dalle vigne di Negroamaro che circondano Copertino si produce l’omonimo vino Dop. La produzione di vino rosso, particolarmente apprezzato per il suo colore rubino e il sapore asciutto con retrogusto amarognolo, è un’eccellenza del territorio. 

LEVERANO – Ad appena 10 minuti dalle rinomate spiagge di Porto Cesareo, Leverano è caratterizzata dalle stradine di basolato del centro storico che conducono alla Torre di Federico II, voluta dall’imperatore svevo per proteggere la costa ionica dalle incursioni piratesche. Da visitare sono la chiesa Matrice dedicata all’Annunziata, il convento di Santa Maria delle Grazie e la chiesa della Madonna della Consolazione.

IL VINO –Abbracciata dai vigneti, Leverano dà il nome a un vino doc la cui origine è legata ai due produttori storici presenti sul territorio fin dagli anni ’60. Rossi e rosati sono a base di Negroamaro e Malvasia nera.

Il Leverano Doc Bianco si accompagna a pietanze leggere, come frutti di mare crudi, risotti e frittura di pesce; il Rosato è perfetto per gustare salumi piccanti, primi piatti con sughi di carne e carni rosse alla griglia. Il Rosso, invece, è l’ideale per salumi e formaggi ovini stagionati e carni rosse alla griglia, al forno o in umido. Da un po’ di anni si è aggiunta la produzione di Vino Novello, celebrato in una grande festa a novembre.

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I percorsi del vino e dell’olio: Galatina, Martano, Melendugno, Vernole

12 Giu

Il vino e l’olio sono il marchio distintivo del Salento. Distese di ulivi e vigneti a perdita d’occhio caratterizzano i paesaggi delle campagne del Tacco d’Italia. Una breve panoramica sui centri dell’eccellenza salentina vi guiderà alla scelta dei prodotti doc per gustare il vero sapore di questa terra. Scopriamo i percorsi del vino e dell’olio a Galatina, Martano, Melendugno e Vernole

GALATINA – La terra della Taranta, dove arte e fede si fondono, ma anche comune dalle inconfutabili bellezze architettoniche. A 20 km a sud di Lecce, Galatina vanta un centro storico elegantissimo dove portici e palazzi settecenteschi, abbelliti da imponenti portali e balconi, si alternano fino a raggiungere la maestosa Basilica di Santa Caterina d’Alessandria, vero scrigno di tesori della fede.

IL VINO –Dal 1997 i vini della città si fregiano della denominazione Galatina Doc. Tra le produzioni più rinomate ci sono il Galatina Chardonnay, giallo paglierino, dal profumo delicato, sapore secco e di buona struttura, e il Galatina Negroamaro, rosso rubino, dal profumo intenso e sapore asciutto, pieno e armonico.

MELENDUGNO– Proteso verso la costa adriatica con le sue marine (Torre Dell’Orso, Roca Vecchia, San Foca, Sant’Andrea) premiate più volte dalla Bandiera Blu per la qualità delle acque, Melendugno è un piccolo centro a 19 km a sud di Lecce. Nel borgo, da visitare i numerosi frantoi ipogei, il Palazzo Baronale D’Amely, la Torre dell’Orologio e la Chiesa dell’Assunta, risalente al XVI secolo.

L’OLIO – Mille ettari di uliveti, quasi tutti secolari, fanno di Melendugno un importante centro di produzione di olio extravergine d’oliva. L’oleificio cooperativo del paese è un punto di riferimento per oltre 1.500 produttori di Terra d’Otranto che conferiscono qui le loro olive, trasformandole in un olio delicato dal sapore leggermente fruttato. 

MARTANO – Uno dei centri più grandi della Grecìa Salentina, Martano conserva una forte tradizione legata all’antica lingua del griko, contaminazione fra greco e dialetto locale. Il centro storico è un insieme di vicoli costellati da palazzi storici, chiese e castello, poi trasformato in palazzo baronale. Da visitare, uscendo dal borgo, il Monastero di Santa Maria della Consolazione, immerso negli uliveti secolari. Qui i frati cistercensi aprono le porte della deliziosa chiesetta barocca e del museo-pinacoteca dedicato al pittore gallipolino Giulio Pagliano.

L’OLIO – Con i suoi uliveti secolari, Martano fa parte dell’Associazione nazionale “Città dell’Olio” che riunisce i comuni a vocazione olivicola promuovendo la cultura dell’olio extravergine di oliva di qualità. A ottobre di ogni anno, inoltre, nel borgo si tiene la sagra della “volìa cazzata”, l’oliva schiacciata, una specialità locale, secondo cui le olive vengono schiacciate e poi lasciate a “maturare” nell’acqua.

VERNOLE – A 13 km da Lecce e a soli 3 da Melendugno e dalle sue marine, Vernole fa parte del territorio della Valle della Cupa, caratterizzata da una profonda depressione carsica. Risentono dell’influenza barocca tutte le costruzioni sacre del borgo come la chiesa dell’Assunta, di Sant’Anna e dell’Incoronata. Acaya, piccola frazione, è un minuscolo borgo cinquecentesco fortificato che conserva intatto il castello con torri e bastioni.

L’OLIO – Circondata dagli ulivi millenari delle campagne circostanti, Vernole conserva ancora nel sottosuolo le tracce degli antichi metodi di molitura e di produzione dell’olio, con i numerosi frantoi ipogei. Il più antico è il Trappeto Caffa, risalente al Cinquecento.

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Things to do on holidays in Salento in November

30 Ago

November could be an unusual month to travel and visit Salento, a land where the sea and beaches are its main vocation. And yet, spending a few days in Salento in autumn could still be a good idea, thanks to the still mild climate. That’s why!

Even if the diving and swimming season gradually goes away, discovering Salento in November could offer you an even more special opportunity to explore the area. Without the summer crowds and the hot wether, you will find an immense pleasure in discovering unspoiled natural landscapes both on the coast (with the beauty of the rocky and sandy stretches) and in the hinterland (countryside and villages full of history). Continua a leggere

In vacanze nel Salento a novembre, ecco cosa fare

29 Ago

Novembre potrebbe essere un mese insolito per viaggiare e visitare un territorio, come il Salento, che fa del mare e delle spiagge la sua principale vocazione. Eppure, grazie al clima ancora mite e alla ricchezza delle tradizioni, trascorrere qualche giorno nel Salento in autunno potrebbe essere un’idea tutt’altro che bizzarra! Ecco perché!

Anche se la stagione dei tuffi e delle nuotate si allontana gradualmente, scoprire il Salento a novembre può offrire un’occasione ancora più speciale per conoscere il territorio. Al netto delle folle estive e del caldo afoso, troverete un immenso piacere nello scoprire paesaggi naturali incontaminati sia sulla costa (con la bellezza dei tratti rocciosi e sabbiosi) sia dell’entroterra (campagne e borghi pieni di storia).

Il Salento, inoltre, è terra ricca di arte che potrete ammirare nelle chiese, nelle bellezze architettoniche e nei musei disseminati a Lecce e nei paesini della provincia.

Gli itinerari enogastronomici con visite alle cantine e ai frantoi ipogei sono, inoltre, uno dei modi più piacevoli per conoscere e apprezzare i sapori di questa terra. A completare il programma per la vostra vacanza a novembre nel Salento ci sono poi gli eventi, che in questo mese diventano appuntamenti fissi dell’autunno salentino.

Ogni 1° novembre a Carpignano Salentino si tiene la Fiera di Ognissanti, una delle sagre più antiche del territorio. Nata come sagra agricola fuori dal paese, intorno all’anno 1000, aveva in origine come scopo lo scambio di prodotti e attrezzi per superare l’inverno. Divenuta sempre più grande, la fiera, pur conservando il carattere rurale, venne spostata a Carpignano, dove ancora oggi occupa un’ampia area del paese, coinvolgendo quasi tutto l’abitato. Cuore della fiera è il mercato del bestiame, con esposizione e vendita, dove si svolge la “pantomima dei sensali”, impegnati nella mediazione del bestiame.

A Leverano si festeggia il Novello in Festa, uno degli eventi principali per gli amanti del vino salentino. Stand gastronomici di prodotti tipici salentini danno la possibilità di degustazione, non solo di vini, ma anche di formaggi, olio e altri prodotti.

Il 9, il 10 e l’11 a Taviano si festeggia San Martino, il santo patrono. Accanto alle celebrazioni religiose, da non perdere la sagra con i prodotti tipici del territorio, la degustazione del vino novello e i giochi piromusicali. Nel giorno di San Martino, tutto il Salento festeggia, bevendo vino novello, con eventi in piazza e nei locali di ciascun borgo della provincia.

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Salento, cosa fare in vacanza a Settembre

15 Ago

Spiagge meno affollate, temperature miti, eventi su tutto il territorio: trascorrere le vacanze a settembre nel Salento significa godersi il lato più bello dell’estate.

Se per la vostra villeggiatura avete scelto il mese di settembre, il Salento sarà la vostra meta ideale. Vi spieghiamo perché.

Le giornate ancora calde (ma non afose) e i posti meno frequentati vi consentiranno di godere appieno di tutte le sfumature del nostro territorio. Distese di sabbia bianca, mare cristallino, tratti rocciosi mozzafiato saranno a vostra completa disposizione per meravigliose giornate di relax.

Non solo. Se volete conoscere la storia, l’arte e la tradizione del Salento, vi consigliamo di approfittare delle temperature più gradevoli per visitare Lecce e i borghi dell’entroterra, vere e proprie gallerie d’arte a cielo aperto, dove poter ammirare le meraviglie architettoniche, le numerose chiese e i musei.

Gli itinerari enogastronomici, attraverso visite guidate a cantine vinicole e a frantoi ipogei, vi permetteranno di conoscere i sapori di questa terra.

Settembre, solitamente, è un mese ricco di eventi e sagre che vi consentiranno di esplorare le tradizioni più antiche del territorio.

 

 

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Alla scoperta del Salento del vino, il regno del Salice Salentino

27 Giu

Insieme a Primitivo e a Negroamaro, il Salice Salentino è il terzo vino autoctono del Salento. I prodotti enogastronomici locali sono un modo originale e “gustoso” per conoscere da vicino la nostra terra e le sue tradizioni culinarie. Accanto, quindi, ai classici itinerari turistici fatti di spiagge e mare, vi proponiamo qui un piccolo viaggio fra le province di Lecce e Brindisi, alla scoperta del Salice Salentino.

PRODUZIONE

Il Salice Salentino è un vino DOC, la cui produzione avviene nelle province di Brindisi e Lecce. Veglie, Guagnano e Campi Salentina, in provincia di Lecce, San Pancrazio Salentino, Sandonaci e Cellino San Marco, in provincia di Brindisi, sono i comuni in cui si produce il vino, dai vitigni Negroamaro, Malvasia nera di Brindisi e Malvasia nera di Lecce. Il Salice Salentino si declina in sei diversi tipi di vino, tra i quali, ci sono il rosso, il bianco, il rosato e il pinot bianco (presenti anche con la tipologia spumante), l’aleatico dolce e l’aleatico liquoroso dolce.

CARATTERISTICHE

Il vino si presenta dal colore rosso rubino, più o meno intenso. L’odore è gradevole e intenso, mentre il sapore è robusto ma vellutato. Queste proprietà rendono il Salice Salentino particolarmente consigliato sugli arrosti, sui formaggi forti e sulla cacciagione.

STORIA

L’origine della denominazione DOC del Salice Salentino è da attribuirsi al Senatore Arcangelo de Castris, che grazie alla sua azienda vitivinicola “Leone De Castris” è riuscito ad affermare la bontà di questo particolare vino in Italia e nel mondo. La Cantina, una fra le più antiche ancora in attività, è stata fondata nel 1665 dal duca Oronzo Arcangelo Maria Francesco De Castris, conte di Lemos.

Agli inizi dell’800 l’azienda vitivinicola iniziò a esportare vino negli Stati Uniti, in Germania e in Francia. Nel 1943 nasce il Five Roses, il prodotto più conosciuto dell’azienda e il primo vino rosato a essere imbottigliato e commercializzato in Italia e da subito esportato negli Stati Uniti.

Ecco qualche consiglio utile su dove alloggiare mentre esplorate il regno del Primitivo

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