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La leggenda delle “Due Sorelle” sulla spiaggia di Torre Dell’Orso

14 Set

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Vi racconterò una bella storia, una leggenda, che parla di uno dei simboli maggiormente conosciuti del Salento, le “Due Sorelle”, 2 bellissimi faraglioni, posti di fronte alla caraibica spiaggia di Torre Dell’Orso,
Buona lettura…

In un tempo lontano, prima dei Romani e dei loro “antenati” Greci, quando il mondo era governato dagli Dei, in una terra solare e felice, accarezzata dal vento e bagnata dal mare, nacquero due bambine gemelle.
I gemelli sono insoliti, non rari, ma queste due bimbe erano veramente particolari.
Teodora aveva i capelli neri, leggermente ondulati, una carnagione scura e due occhi azzurro cielo.
Marina era bionda, capelli liscissimi ed occhi grandi, verde smeraldo.
La bellezza era talmente fiorita in quelle due creaturine, da assumere una forza magnetica, fin dalla tenera età.
Le bimbe crebbero e divennero due donne meravigliose, formose, dotate di una straordinaria virtù estetica e di ottima intelligenza.
Però.
Il loro animo, aimè, non era nobile come l’aspetto. Le due giovani adoravano farsi beffa degli uomini e di alcune donne, che cadevano rapiti da tanta beltà. Dapprima ammiccanti con i nuovi arrivati, poi profittatrici, inoltre, erano felici di umiliare pesantemente i malcapitati.
Il loro cuore era nero, pericolosa combinazione in contrasto con l’ammaliante figura.
Numerose furono le unioni rovinate dalle loro malvagie trame e gli uomini mortificati, vilipesi.

Avvenne un di’ un fatto che avrebbe cambiato la storia.

Teodora e Marina erano a farsi il bagno, abbronzate, con dei sottilissimi e trasparenti costumi, che lasciavano intravedere le forme turgide dei seni ed i fianchi prorompenti, ma sinuosi.
Il mare era mosso, non troppo x un adulto.
Sulla spiaggia arrivò la felice famiglia di Eugenio, un abile commerciante della zona, di buon aspetto e filantropo. Erano Eugenio, la moglie Rosaria ed il figlio Speranzo, un bimbo vispo e simpatico, ricco di pregi.
Speranzo voleva cercare dei granchi sulla scogliera accanto alla spiaggia, nonostante il mare mosso. Non aveva paura, suo padre era abilissimo in mare. I due procedevano sorridenti, mano nella mano, facendo attenzione alle onde più forti.
Le due sorelle notarono Eugenio e videro l’affiatamento famigliare. Invidiose e perfide si dissero qualcosa nell’orecchio, poi iniziarono ad avvicinarsi.
Teodora fece un colpo di tosse x attirare l’attenzione, poi si rivolse in direzione del padre e, guardandolo, si accarezzo’ il seno, aggiustandosi il costume e facendo intravedere le sue forme.
Marina arrivò dall’altro lato, sfiorò il padre e gli si accosto’, si voltò di spalle, chiedendo di aiutarla a sistemare il capelli.
Fu un attimo. Eugenio, colpito da tanta bellezza, lasciò la manina di Speranzo e toccò i capelli della fanciulla. Arrivò un’onda, si udì un tonfo. La massa d’acqua aveva spinto Speranzo su uno scoglio acuminoso, facendogli urtare violentemente la testolina. Il piccolo sanguinava. Eugenio lo prese in braccio e correndo lo portò a riva, non respirava. Padre e madre, bianchi in viso, cercarono di rianimarlo. Il suo cuoricino smise di battere. Rosaria si accascio’ su quel povero corpo inerte, bagnata dalle onde. Eugenio alzò la testa al cielo e lanciò un urlo, rauco. Le due sorelle si allontanarono in mare, poi si voltarono verso la spiaggia, guardando la scena, indicarono la famigliola ridendo e scambiandosi battute.
La misura era colma.
D’un tratto, il mare alle loro spalle si alzò. Una figura dorata uscì dall’acqua, statuaria, muscolosa e con in mano un tridente scintillante.
Poseidone si rivolse alle due donne dicendo “avete avuto la fortuna di nascere intelligenti, ma, soprattutto, con una bellezza straordinaria, tanto grande da suscitare ammirazione persino fra gli dei. Avete utilizzato queste qualità in maniera malvagia ed oggi, avete addirittura rovinato una brava famiglia, causando la morte di un bimbo eccellente. Non meritate più di vivere, ma di essere d’esempio per tutti”. Marina e Teodora si avvicinarono spaventate. Poseidone puntò il tridente verso di loro, usci un lampo luminoso che colpi’ le ragazze. Iniziarono a mutare, divennero altissime e vennero pietrificate.

Da allora Le Due Sorelle di Torre dell’Orso sono li, per ricordare agli uomini che le virtù vanno utilizzate nel bene, non nel male.

Ora gustatevi un bel video sulla meravigliosa Torre dell’Orso 😉

Natale, Capodanno, Befana a Lecce, Buone vacanze Natalizie

22 Dic
Il bell'albero in piazza Sant'Oronzo, con i regali di Natale luminosi, fine addobbo del periodo Natalizio Leccese

Il bell’albero in piazza Sant’Oronzo, con i regali di Natale luminosi, fine addobbo del periodo Natalizio Leccese

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San Martino ed il vino novello

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