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Salento meta di pellegrinaggio: scopriamo il Santuario dei Santi Medici a Oria

12 Gen

Il Salento come terra di pellegrinaggio è un aspetto che in pochi conoscono. Che siate fedeli devoti o che siate interessati a conoscere ogni volto di questa suggestiva terra, vi consigliamo di continuare la lettura.

In provincia di Brindisi, sorge il santuario più antico e più famoso del Salento: quello di San Cosimo alla Macchia, dedicato al culto dei Santi Medici, compatroni di Oria.

Situato in aperta campagna, a circa 5 km da Oria, il santuario custodisce le reliquie dei due santi ed è per questo motivo meta di pellegrinaggio da tutta la Puglia e non solo.

LE ORGINI

Il Santuario sorge in una zona incolta, fuori dal centro abitato, e quindi nella “macchia” mediterranea, caratteristica da cui ha ereditato il nome. Il complesso monumentale nasce sulle spoglie di una chiesetta fondata dai monaci basiliani nel IX secolo. Il complesso era originariamente collegato a un villaggio medievale oggi scomparso.

IL SANTUARIO OGGI

La chiesetta ha subìto profonde trasformazioni nel corso dei secoli fino a diventare oggi un centro dotato di strutture e servizi in grado di rispondere alle esigenze dei fedeli.

I santi medici

L’attuale edificio presenta elementi strutturali e decorativi introdotti dal XVIII al XX secolo. Il santuario, dall’aspetto sobrio, è circondato dal verde e dal raffinato porticato per le celebrazioni all’aperto. Sulla sommità del timpano che corona la facciata si può ammirare la statua del Cristo Redentore, eseguita dall’artista leccese Luigi Guacci.

All’interno, si ritrovano i numerosi ex voto e una sala dedicata al museo etnografico, con una selezione di oggetti che raccontano tre secoli di storia salentina e della tradizione contadina.

Nelle vicinanze della chiesa, sorgono la Curia vescovile che ospita il seminario, una chiesa all’aperto per le celebrazioni del periodo estivo-primaverile e un parcheggio enorme con centinaia di palme.

IL CULTO

Le celebrazioni principali dell’anno si tengono nella quinta settimana dopo Pasqua, il giovedì in cui ricorrono le cosiddette “Pirdunanzi”.

In alcuni paesi del Salento, nel passato, si era soliti prepararsi al pellegrinaggio in vista della festa di San Cosimo, organizzandosi in gruppi: chi andava a piedi, partendo in nottata, chi, disponendo di tràini o calessi, partiva la mattina presto. Dopo la messa si visitava il mercato-fiera per acquistare oggetti tipici.

VISITA

Se siete in visita al Santuario o se state pianificando una vacanza al mare e non volete perdervi una gita per vedere uno dei luoghi di culto più importanti del Salento, vi consigliamo di soggiornare in questa splendida villa con piscina, dotata di ogni comfort e ideale per ospitare due famiglie o un gruppo di amici.

La villa code m215 a Oria per fantastici soggiorni nei pressi del Santuario

Per info:

www.casesalento.com

www.villesalento.it

info@villesalento.it

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La leggenda delle “Due Sorelle” sulla spiaggia di Torre Dell’Orso

14 Set

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Vi racconterò una bella storia, una leggenda, che parla di uno dei simboli maggiormente conosciuti del Salento, le “Due Sorelle”, 2 bellissimi faraglioni, posti di fronte alla caraibica spiaggia di Torre Dell’Orso,
Buona lettura…

In un tempo lontano, prima dei Romani e dei loro “antenati” Greci, quando il mondo era governato dagli Dei, in una terra solare e felice, accarezzata dal vento e bagnata dal mare, nacquero due bambine gemelle.
I gemelli sono insoliti, non rari, ma queste due bimbe erano veramente particolari.
Teodora aveva i capelli neri, leggermente ondulati, una carnagione scura e due occhi azzurro cielo.
Marina era bionda, capelli liscissimi ed occhi grandi, verde smeraldo.
La bellezza era talmente fiorita in quelle due creaturine, da assumere una forza magnetica, fin dalla tenera età.
Le bimbe crebbero e divennero due donne meravigliose, formose, dotate di una straordinaria virtù estetica e di ottima intelligenza.
Però.
Il loro animo, aimè, non era nobile come l’aspetto. Le due giovani adoravano farsi beffa degli uomini e di alcune donne, che cadevano rapiti da tanta beltà. Dapprima ammiccanti con i nuovi arrivati, poi profittatrici, inoltre, erano felici di umiliare pesantemente i malcapitati.
Il loro cuore era nero, pericolosa combinazione in contrasto con l’ammaliante figura.
Numerose furono le unioni rovinate dalle loro malvagie trame e gli uomini mortificati, vilipesi.

Avvenne un di’ un fatto che avrebbe cambiato la storia.

Teodora e Marina erano a farsi il bagno, abbronzate, con dei sottilissimi e trasparenti costumi, che lasciavano intravedere le forme turgide dei seni ed i fianchi prorompenti, ma sinuosi.
Il mare era mosso, non troppo x un adulto.
Sulla spiaggia arrivò la felice famiglia di Eugenio, un abile commerciante della zona, di buon aspetto e filantropo. Erano Eugenio, la moglie Rosaria ed il figlio Speranzo, un bimbo vispo e simpatico, ricco di pregi.
Speranzo voleva cercare dei granchi sulla scogliera accanto alla spiaggia, nonostante il mare mosso. Non aveva paura, suo padre era abilissimo in mare. I due procedevano sorridenti, mano nella mano, facendo attenzione alle onde più forti.
Le due sorelle notarono Eugenio e videro l’affiatamento famigliare. Invidiose e perfide si dissero qualcosa nell’orecchio, poi iniziarono ad avvicinarsi.
Teodora fece un colpo di tosse x attirare l’attenzione, poi si rivolse in direzione del padre e, guardandolo, si accarezzo’ il seno, aggiustandosi il costume e facendo intravedere le sue forme.
Marina arrivò dall’altro lato, sfiorò il padre e gli si accosto’, si voltò di spalle, chiedendo di aiutarla a sistemare il capelli.
Fu un attimo. Eugenio, colpito da tanta bellezza, lasciò la manina di Speranzo e toccò i capelli della fanciulla. Arrivò un’onda, si udì un tonfo. La massa d’acqua aveva spinto Speranzo su uno scoglio acuminoso, facendogli urtare violentemente la testolina. Il piccolo sanguinava. Eugenio lo prese in braccio e correndo lo portò a riva, non respirava. Padre e madre, bianchi in viso, cercarono di rianimarlo. Il suo cuoricino smise di battere. Rosaria si accascio’ su quel povero corpo inerte, bagnata dalle onde. Eugenio alzò la testa al cielo e lanciò un urlo, rauco. Le due sorelle si allontanarono in mare, poi si voltarono verso la spiaggia, guardando la scena, indicarono la famigliola ridendo e scambiandosi battute.
La misura era colma.
D’un tratto, il mare alle loro spalle si alzò. Una figura dorata uscì dall’acqua, statuaria, muscolosa e con in mano un tridente scintillante.
Poseidone si rivolse alle due donne dicendo “avete avuto la fortuna di nascere intelligenti, ma, soprattutto, con una bellezza straordinaria, tanto grande da suscitare ammirazione persino fra gli dei. Avete utilizzato queste qualità in maniera malvagia ed oggi, avete addirittura rovinato una brava famiglia, causando la morte di un bimbo eccellente. Non meritate più di vivere, ma di essere d’esempio per tutti”. Marina e Teodora si avvicinarono spaventate. Poseidone puntò il tridente verso di loro, usci un lampo luminoso che colpi’ le ragazze. Iniziarono a mutare, divennero altissime e vennero pietrificate.

Da allora Le Due Sorelle di Torre dell’Orso sono li, per ricordare agli uomini che le virtù vanno utilizzate nel bene, non nel male.

Ora gustatevi un bel video sulla meravigliosa Torre dell’Orso 😉

Natale, Capodanno, Befana a Lecce, Buone vacanze Natalizie

22 Dic
Il bell'albero in piazza Sant'Oronzo, con i regali di Natale luminosi, fine addobbo del periodo Natalizio Leccese

Il bell’albero in piazza Sant’Oronzo, con i regali di Natale luminosi, fine addobbo del periodo Natalizio Leccese

Nel video, divenuto ormai virale, potrete ammirare suggestive riprese aeree con drone e riprese ad altezza uomo, dove la città si prepara al periodo Natalizio, al Capodanno ed all’epifania.

La stupenda Lecce, rispolvera i suoi tesori artistici, in una cornice surreale, che unisce il fascino del Barocco Antico, ai giochi di luce tecnologici contemporanei. Continua a leggere

San Martino ed il vino novello

11 Nov

Il giorno di San Martino, nel Salento è atteso da molti, un vero e proprio giorno di festa, sopratutto per i non astemi 🙂

L’11 novembre di ogni anno, i Salentini si riuniscono, con le proprie famiglie e/o amici, generalmente di sera, per trascorrere un’allegra serata. Continua a leggere

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