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Pasta fresca, pasta fritta e legumi: ecco come si preparano i “Ciceri e tria”

17 Nov

Un primo della tradizione salentina è il piatto “Ciceri e tria”, fatti con pasta fresca e ceci e con una parte di pasta fritta che aggiunge golosità al piatto.

Per conoscere gli altri piatti tipici del Salento, guardate il seguente link utile!

CICERI E TRIA

Ingredienti per 4 persone:

Per la pasta fresca:

165 gr di acqua (a temperatura ambiente)

150 gr di farina 00

150 gr di semola di grano duro rimacinata

1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva

Per i ceci:

150 gr di ceci secchi

80 gr di cipolle bianche

2 spicchi d’aglio

3 rametti di rosmarino

1 peperoncino fresco

Olio extravergine d’oliva q.b.

3 foglie di alloro

350 gr di brodo vegetale

250 ml di olio di semi

Sale fino q.b.

Mettete in ammollo i ceci la sera prima e preparate il brodo vegetale; poi tritate la cipolla finemente. Intanto, in un tegame capiente versate l’olio e due spicchi di aglio interi sbucciati che poi toglierete quando ben rosolati. Versate la cipolla tritata e fatela appassire a fuoco basso aggiungendo dell’acqua o del brodo vegetale. Dopo 10 minuti, unite il peperoncino tritato, il rosmarino e l’alloro.

Scolate i ceci e versateli nel tegame e lasciateli cuocere coperti con coperchio per circa 2 ore, aggiungendo brodo vegetale poco a poco.

Preparate la pasta fresca setacciando in una ciotola la farina “00” e la semola rimacinata, poi versate poco a poco l’acqua a temperatura ambiente e l’olio d’oliva e impastate fino ad ottenere un impasto omogeneo, da avvolgere in pellicola e far riposare per almeno 30 minuti a temperatura ambiente.

Successivamente, stendete l’impasto fino a creare una sfoglia di 2-3 mm da cui realizzare delle tagliatelle da dividere in pezzi di 8-9 cm di lunghezza a cui darete una forma a spirale e lasciate seccare per almeno 2 ore. In un tegame portate alla temperatura di 170° l’olio di semi nel quale friggerete il 40% della pasta essiccata. Quando i pezzi fritti saranno ben dorati, scolateli. Intanto lessate la pasta per 1 minuto circa e poi unitela ai ceci cotti nel tegame.

Impiattate la pasta e ceci, guarnendo con la tria fritta. Il risultato è un  successo garantito!

Per provare la ricetta e imparare dal vivo i consigli dello chef non vi resta che venire in vacanza in una delle nostre ville e prenotare un’esperienza culinaria con lo chef a domicilio.

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Fresh pasta, fried pasta and legumes, here’s how to prepare “Ciceri e tria”

17 Nov

“Ciceri e tria” is one of the famous first courses of Salento tradition. The dish is a combine of fresh pasta, fried pasta and chickpeas.

To find out other typical dishes of Salento, look at the following link! Continua a leggere

Tesori nascosti del Salento: a Galatina la chiesa di Santa Maria Della Porta

6 Mar

Lontano dal centro abitato, in contrada Pisanello, fra i comuni di Sogliano, Galatina e Noha, sorge un tesoro dell’antichità che in pochissimi conoscono. Si tratta della chiesa di Santa Maria Della Porta, prezioso gioiello che nasce dalle ceneri di una cripta appartenuta a un antico insediamento bizantino, le cui origini risalgono al Medio Evo.

Quella che si intravede dalla strada, seminascosta, è una cupola a tutto sesto, sormontata da un tamburo. L’intero capolavoro si trova qualche metro sotto il livello stradale.

La cupola della chiesa di Santa Maria Della Porta vista dall’alto

LA STORIA E LA LEGGENDA

La chiesa, scavata nella roccia, sorgerebbe sui resti di un’antica cripta appartenuta ai monaci basiliani. Intorno all’anno mille, quel luogo sacro rappresentava, probabilmente, il polo attrattivo di tutta la cristianità locale.

Non solo. La leggenda narra che da lì passò il Santo pescatore Pietro mentre attraversava il Salento nel suo viaggio verso il luogo del martirio. Secondo la tradizione, proprio San Pietro, stanco del viaggio, si riposò lì, su un grosso masso.

L’edicola votiva dedicata a San Pietro

«Nel 1665 “questa” pietra venne solennemente prelevata dal vescovo Gabriel Adarzo e portata in Chiesa Madre e a ricordo di quell’evento venne eretta, come si racconta, una colonna. Ora vi è un’edicola votiva con l’iconografia tipica con cui viene raffigurato Pietro e riportante alla base la seguente dicitura latina – “Hic S. Petri defessi levamen 1665”». Così si legge nel blog di Massimo Negro, autore di un accurato articolo con relative foto che mostrano il sito in ogni suo dettaglio.

Rimasta interrata per secoli, la chiesa di Santa Maria Della Porta è un ritrovamento del XIX secolo e sorge a circa cinque metri sotto il livello stradale.

UN GIOIELLO QUASI INTATTO

Un tesoro nascosto, dunque, che continua a preservare in parte la sua bellezza. «Vi si accede – racconta Massimo Negro – grazie un ampio cunicolo gradonato scavato nella roccia che porta all’interno dell’incavo. A destra e a sinistra del cunicolo di accesso si aprono due stanze scavate nella roccia. Lungo tre dei quattro lati, la roccia è stata incisa in profondità andando a formare un chiostro che conduce, percorrendo il perimetro dell’incavo, verso la chiesa».

IL CHIOSTRO

Il pavimento del chiostro è costituito da uno splendido mosaico rimasto ancora sostanzialmente intatto e arricchito da «motivi floreali con una piccola vasca d’acqua, decorata con conchiglie. Qui, il corridoio si allarga e lungo la parete semicircolare vi sono tre sedili, con quello centrale decorato anch’esso con conchiglie. A completare la scena un piccolo, Ninfeo».

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LA CHIESA

Giunti davanti alla chiesa, si nota un ingresso semplice, «impreziosito alla sua base da un bellissimo mosaico che raffigura un leone accovacciato con il capo rialzato a guardare chi vi accede».

La chiesa, costruita in muratura, si presenta a pianta circolare con un unico altare in pietra. «Non è addossata alla roccia, ma vi è un’intercapedine larga poco meno di metro che corre lungo l’emiciclo scavato nella roccia e ricoperto esternamente da una copertura in “chianche” chiaramente visibile sia dall’interno che dall’esterno».

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Gli interni sono molto semplici e spartani. Anche il pavimento della chiesa conserva un mosaico quasi intatto con motivi decorativi composti da un intreccio di linee e di curve con al centro il simbolo dell’Ave Maria. Non vi è traccia di affreschi o altre decorazioni a parete. Molto suggestiva, però, è la cupola con volta stellata.

IL GIARDINO

Sulla sinistra, vi è una porta da cui si accede a una scala in mattoni che conduce all’esterno, ai bordi della cupola. Da non perdere, all’esterno della chiesa, il giardino di delizie, con da alberi di arancio e altri frutti.

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«Lungo questo sentiero – si apprende sempre dal blog di Massimo Negro – era presente un tempo un colonnato di cui rimangono, come uniche tracce, i basamenti delle colonne in pietra leccese; purtroppo le colonne sono state nel tempo trafugate».

COME FARE A VISITARLA

Se siete appassionati di storia dell’arte o se, più semplicemente, vi piace viaggiare alla scoperta di nuove meraviglie, non vi resta che soggiornare per le vostre vacanze nella fantastica villa con piscina che sorge a pochi passi dalla chiesa di Santa Maria Della Porta.

Da lì, potrete visitare i resti dell’antico insediamento, godere della tranquillità delle campagne salentine e raggiungere il mare in pochi minuti d’auto.

Un dettaglio della villa con piscina a pochi passi dalla Chiesa di Santa Maria Della Porta

Situata nell’entroterra di Galatina (LE), la maestosa dimora ottocentesca, con pregiati arredi e finiture, vi farà immergere in atmosfere eleganti e signorili.

Con 5 le camere da letto, 6 bagni e 3 soggiorni, la villa può ospitare famiglie o gruppi di amici fino a 12 persone. La piscina a sfioro, il parco esterno di circa 20000 mq e i numerosi comfort vi regaleranno un incantevole soggiorno.

Per scoprire di più e per guardare l’intera fotogallery clicca qui:

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Photo credits: Massimo Negro

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