La via Francigena, il percorso da Brindisi a Leuca

8 Mag

Guardare dal finestrino i paesaggi che mutano lentamente da città in città è un aspetto romantico del viaggio. Ma cosa succederebbe se rallentassimo ulteriormente il passo? Cosa osserveremmo e quale esperienza vivremmo se attraversassimo terre e luoghi con il ritmo del viandante? Se amate scoprire panorami e territori sconosciuti con l’occhio del pellegrino, percorrere la via Francigena è l’itinerario che fa per voi.

La via Francigena, nella sua ultima propaggine meridionale, parte da Roma e giunge a Santa Maria di Leuca, l’antica Finibus Terrae. Riconosciuto dal Consiglio d’Europa, l’itinerario culturale vi permetterà di “assaporare” i colori della nostra terra, crocevia fra Oriente e Occidente, all’insegna dello “Slow turism”.

LA STORIA – Un tratto di più di 900 km attraverso 4 regioni diverse (Lazio, Molise, Basilicata e Puglia) costituiva il cammino, percorso dai pellegrini di tutta Europa nel corso del Medioevo per raggiungere i porti d’imbarco per la Terra Santa. Nel Salento, il tratto della via Traiana Calabra, che collega Brindisi a Otranto, passando per Lecce, porta a Leuca, ultima tappa, prima dell’approdo a Gerusalemme. 

Il percorso iniziò ad assumere maggiore importanza a partire dall’età tardo antica, quando, in seguito ai rivolgimenti politici successivi alla fine dell’Impero romano e al successivo controllo bizantino del territorio, la città di Otranto assunse maggiore importanza.

L’ITINERARIO – Il cammino segue le orme del pellegrino di Bordeaux che lo percorse al contrario nel 333 d.C., passa dai resti dell’antica Valesium, giunge a Torchiarolo (uno dei primi comuni ad aver dato ospitalità ai pellegrini contemporanei) e, infine, termina a Lupiae, l’attuale Lecce, regina del Barocco, la cui espressione artistica trova risalto nei numerosi monumenti e chiese che, come un ricamo, arricchiscono il centro storico. 

Superato il capoluogo salentino, passando per Carpignano Salentino, si giunge a Otranto, antica Hydruntum, con le sue bellezze architettoniche senza eguali: la cattedrale, che custodisce il mosaico medievale, e il castello Aragonese.

Il percorso finisce a Leuca, passando per Marittima, Tricase e Castro. Giunto a destinazione, il viaggiatore compirà il suo itinerario con la visita alla Basilica di Santa Maria, dove una colonna indica che per proseguire oltre bisogna superare il mare e intraprendere il lungo viaggio per Gerusalemme.

IL RISTORO DEL VIANDANTE – Le frise, anelli di pane biscottato sfornate e tagliate trasversalmente al filo di ferro per poi essere infornate nuovamente ed asciugate nelle loro due parti, sono uno dei simboli culinari del Salento. Pensato per essere un alimento durevole nel tempo, di facile conservazione e trasporto, le frise sono state il cibo per eccellenza per pellegrini e marinai.

Ancora oggi è il piatto principe delle estati salentine, sia che siate in spiaggia sia che vogliate gustare un pranzo o una cena veloci, ma non per questo meno gustosi.

L’unica difficoltà, si fa per dire, nel procedimento di preparazione è la “sponzatura”, ovvero il tempo di immersione nell’acqua per ammorbidire la frisa: in una bacinella per una manciata di secondi per chi la gusta più morbida, solo una rapida passata sotto l’acqua della fontanella per chi la ama più croccante. Il condimento è a seconda dei gusti. Non deve mancare dell’ottimo olio di oliva locale e pomodori freschi. Al via tutte le varianti: origano, capperi, olive o ortaggi grigliati, ecc.  

Ecco dove soggiornare nel Salento:

Sito web case vacanza –> www.casesalento.com

Sito ville di pregio per vacanze –> www.villesalento.it

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Cellulari –> (+39) 392/0202233 – (+39) 328/4617633

“Via Francigena” route in Salento, the paths you can walk

2 Mag

Backpack on the shoulder and comfortable shoes, the hiker is the pilgrim of the 21st century! It is not uncommon for many tourists to choose to discover an area through the slow pace of walking outdoors, in contact with nature.

For this reason we point out to the modern traveler the ancient routes, already trodden by real pilgrims, centuries ago. This is the last segment of the Via Francigena, the path that led from Rome to the Holy Land. We have divided it into itineraries with stops and complete it with km and duration, in order to discover Salento from an unusual perspective.

Itinerary 1: Route: 22km Duration: 6h

Starting from the provincial Squinzano-Casalabate (about 15 km north of Lecce) you arrive at Masseria Patricelli and Masseria Alcaini. From here, after crossing an olive grove, you can admire the Abbey of Santa Maria in Cerrate, famous for its extraordinary medieval frescoes and recently recovered thanks to the FAI (Fondo Ambiente Italiano).

This leads to a wind farm and then to Surbo. From here, you walk till Lecce, in the Monastero degli Olivetani area, inside which there is the church of Saints Niccolò and Cataldo from the 11th century. We also recommend a visit to Piazza Sant’Oronzo, characterized by the column on which there is the statue of the Saint and the Roman amphitheater.

Itinerary 2: Route: 30 km -Duration: 8h30

From Piazza Sant’Oronzo, in the heart of Lecce, move towards via Merine and, after passing the Gardens of Athena, head towards Acaya, a splendid medieval fortified village, which preserves its castle intact. The exit from the center, through the church of San Paolo, is marked by paths characterized by the presence of stone walls and dry buildings that lead to Acquarica di Lecce. Through a cycle path you reach Vernole.

The itinerary ends at the gates of Martano, a characteristic center of the Grecìa Salentina, with a visit to the Monastery of the Cistercian Fathers where you can admire the church of Santa Maria della Consolazione and where the monks produce local products such as liquor, oil and jams.

Itinerary 3: Route: 29.7 km – Duration: 8h30

From Martano, to reach the center of Carpignano Salentino it is necessary to reach the Church of the Madonnella and from here cross a path made up of ancient carriageways. Taking advantage of the cycling route, you arrive at Serràno and then in Cànnole. Taking the Scoppelle local road, you arrive at Masseria Torcito, immersed in a pine forest.

Always crossing the carriageways, you leave the wooded stretch to continue to the Sanctuary of Montevergine, an important place connected to pilgrimages, from which, through a descent, you reach the center of Palmariggi. Continue on the old road to Giurdignano, arriving near the Masseria Quattro Macine, an old abandoned medieval farmhouse, from which you reach an area where you can appreciate dolmens and menhirs. After Giurdignano, the Via Francigena crosses splendid olive groves and an holm oak forest, and then reaches the center of Otranto with the splendid Cathedral and the Byzantine church dedicated to St. Peter.

Itinerary 4: Route: 21.9 km – Duration: 6h

It starts from the port of Otranto, where, just outside the town, you can reach the suggestive former quarry of Bauxite, with its lunar-colored landscape. Through a dirt road you reach Uggiano la Chiesa and then Cocumola. After admiring the menhir of the Cross, you go along a straight line surrounded by olive and pine trees and you reach Vitigliano, where we can visit the church of San Michele Arcangelo. Continue until Vignacastrisi.

Itinerary 5: Route: 14.3 km – Duration: 4h

Leaving the town of Vignacastrisi and passing the Chapel of the Madonna di Costantinopoli, proceed to Marittima. Crossing the provincial road and after taking a dirt road, you arrive near the ruins of the Torre del Sasso. Going further, you will come across a wood of eucalyptus, pine and oak trees, typical of this area. Finally, you reach an intersection that indicates the port of Tricase, the last stop on this itinerary.

Itinerary 6 – Route: 17.5 km, Terrain: dirt, asphalted, Duration: 5h

After Tricase, continue to Tiggiano with its splendid Baronial Palace and Corsano. Continuing along a path in the open countryside dotted with dry stone walls, you arrive to Gagliano del Capo, with the church of San Rocco and the Convent of San Francesco di Paola. Through a municipal road, crossing the countryside, you reach the Sanctuary of Leuca, the last offshoot of the Italian peninsula in the Adriatic. The two angels who welcome the traveler are the symbol of a journey that ends and still the symbol of the beginning of a journey that leads to Jerusalem

Here some useful tips where you can stay during your trip in Salento:

Holiday houses –> https://www.villainpuglia.it/EN/Home  

Holiday villas –> https://www.villesalento.it/index.html#/

For further information:

e-mail –> info@villesalento.it

phones –> (+39) 392/0202233 – (+39) 328/4617633

La via Francigena nel Salento, gli itinerari a piedi

1 Mag

Zaino in spalla e scarpe comode, l’escursionista è il pellegrino del XXI secolo! Non è raro, infatti, che molti turisti scelgano di scoprire un territorio attraverso il passo lento delle camminate all’aperto, a contatto con la natura.

Per questo motivo segnaliamo al moderno viandante gli antichi percorsi, già battuti dai veri pellegrini, ormai secoli or sono. Si tratta dell’ultimo segmento della via Francigena, il sentiero che da Roma conduceva in Terra Santa. L’abbiamo suddiviso in itinerari con tappe con tanto di km e durata, per scoprire il Salento da una prospettiva insolita.

Itinerario 1: Percorso: 22km Durata: 6h 

Partendo dalla provinciale Squinzano-Casalabate (circa 15 km a Nord di Lecce) si arriva a Masseria Patricelli e Masseria Alcaini. Da qui, dopo aver attraversato un oliveto, si può ammirare l’Abbazia di Santa Maria a Cerrate, famosa per gli straordinari affreschi di età medievale e recentemente recuperata grazie al Fai (Fondo Ambiente Italiano).

Si giunge così a un parco eolico e poi a Surbo, centro abitato dal quale si esce tramite una pista ciclabile, dopo la quale vi è un centro commerciale. Da qui, siete all’entrata di Lecce, in zona Monastero degli Olivetani, all’interno del quale è presente la chiesa dei Santi Niccolò e Cataldo del secolo XI. La tappa si conclude in piazza Sant’Oronzo, caratterizzata dalla colonna su cui vi è la statua del Santo e dall’anfiteatro romano.

Itinerario 2: Percorso: 30 km -Durata: 8h30

Da Piazza Sant’Oronzo, nel cuore di Lecce, ci si sposta verso via Merine e, superati i Giardini di Athena, ci si dirige verso Acaya, splendido borgo fortificato medievale, che conserva intatto il suo castello. L’uscita dal centro, attraverso la chiesa di San Paolo, è contraddistinta da sentieri caratterizzati dalla presenza di muretti e costruzioni a secco che portano ad Acquarica di Lecce.

Attraverso una pista ciclabile si giunge nella piazza di Vernole, al centro della quale si erge la colonna di Sant’Anna. L’itinerario si conclude alle porte di Martano, caratteristico centro della Grecìa Salentina, con la visita al Monastero dei Padri Cistercensi dove è possibile ammirare la chiesa di Santa Maria della Consolazione e dove i monaci producono, prodotti locali come amari, olio e marmellate.

Itinerario 3: Percorso: 29,7 km – Durata: 8h30

Da Martano, per raggiungere il centro di Carpignano Salentino è necessario arrivare alla Chiesa della Madonnella e da qui attraversare un percorso fatto di antiche carraie. Sfruttando il percorso cicloturistico si arriva Serràno e poi a Cànnole. Imboccando la strada vicinale Scoppelle, si arriva alla Masseria Torcito, immersa in una pineta.

Sempre attraversando delle carraie, si esce dal tratto boschivo per proseguire fino al Santuario di Montevergine, importante luogo collegato ai pellegrinaggi, dal quale, attraverso una discesa, si giunge al centro di Palmariggi. Si prosegue sulla via vecchia per Giurdignano, giungendo in prossimità della Masseria Quattro Macine, un antico casale medievale abbandonato, dal quale si giunge in un’area in cui si possono apprezzare dolmen e menhir. Dopo Giurdignano, la via Francigena attraversa splendidi uliveti e una lecceta, per poi arrivare al centro di Otranto con la splendida Cattedrale e la chiesa bizantina dedicata a San Pietro.

Itinerario 4: Percorso: 21,9 km –  Durata: 6h

Si riparte dal porto di Otranto, dove, appena fuori dalla cittadina, si può raggiungere la suggestiva ex cava di Bauxite, con il suo paesaggio dai colori lunari. Attraverso una strada sterrata si arriva a Uggiano la Chiesa e poi Cocumola. Dopo aver ammirato il menhir della Croce, si percorre un rettilineo immerso tra ulivi e pini e si giunge a Vitigliano, dove possiamo visitare la chiesa di San Michele Arcangelo. Si prosegue fino all’ultima tappa di Vignacastrisi.

Itinerario 5: Percorso: 14,3 km – Durata: 4h

Uscendo dal centro abitato di Vignacastrisi e superata la Cappella della Madonna di Costantinopoli, si procede fino a Marittima. Attraversata la strada provinciale e dopo aver imboccato una sterrata, si arriva in prossimità delle rovine della Torre del Sasso. Andando oltre, si incontra un bosco di eucalipti, di pini e querce vallonee, tipiche di quest’area. Si raggiunge, infine, un incrocio che indica il porto di Tricase, ultima tappa di questo itinerario.

Itinerario 6 – Percorso: 17,5 km, Terreno: sterrato, asfaltato, Durata: 5h

Dopo Tricase, si prosegue per Tiggiano con il suo splendido Palazzo Baronale e Corsano. Proseguendo per un percorso in aperta campagna disseminato di muretti a secco, si entra a Gagliano del Capo, con l’immancabile chiesa di San Rocco e il Convento di San Francesco di Paola. Attraverso una strada comunale si giunge, attraversando la campagna, al Santuario di Leuca, ultima propaggine della penisola italica nell’Adriatico. I due angeli che accolgono il viandante sono il simbolo di un viaggio che si conclude e l’inizio di un percorso ancora da battere che porta fino a Gerusalemme.

Qui, qualche spunto dove soggiornare lungo i percorsi: 

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Cellulari –> (+39) 392/0202233 – (+39) 328/4617633

Unesco World Heritage Site, Puglia’s wonderful sites

25 Apr

What have Alberobello, Castel Del Monte, Basilica of San Michele Arcangelo and Umbra Forest in common? Well, apart from the fact that they are all situated in Puglia, not everyone knows that the four locations are included in the Unesco list as a World Heritage Site.

The natural, cultural and historical beauty of Puglia is often under the eyes of the visitors who every year choose to spend their holiday here. But in this case, the uniqueness of the places is formally certified by Unesco. The identification, protection and transmission to the future generations of the cultural and natural heritage of the whole world are among the main missions of UNESCO. 

ALBEROBELLO – Inserted in the Unesco list since 1996, Alberobello is truly unique in the world for its cone-shaped buildings. These are ancient houses with a cone-shaped roof made with exposed stones, built with the “muretto a secco” technique and whitewashed with quicklime. Crosses, pierced hearts and zodiac symbols decorate the top of each trullo.

The Trulli of Alberobello

In the Rione Monti, about 1000 trulli wind through the narrow alleys, among which the “Siamese trulli” stand out, with their original two-cone roof, the Church of Sant’Antonio and the Trullo Sovrano. Do not miss the Territory Museum, housed in a complex of communicating trulli, and the House of Love, today a tourist information point, the first building in the entire town, built with lime and mortar.

CASTEL DEL MONTE – Full of symbolism and unique in its kind, the fortress, in the shape of an octagonal crown, is the expression of the eccentric genius of Frederick II of Swabia, who had it built in a Gothic and Norman style. It is now well known that the recurrence of the number 8, in the form of the rooms and in numerous details, is no a coincidence, which is why the Castle is considered by some to be an esoteric monument.

Located at 540 meters above sea level, on a gentle hill about 20 km from Andria, the manor offers a breathtaking view of the sunset. The fortress, included in the UNESCO list since 1996, was perhaps used as an astronomical observatory or an imposing hunting lodge.

BASILICA DI SAN MICHELE ARCANGELO – Kept within the small town of Monte Sant’Angelo in Foggia, the Basilica of San Michele is a precious testimony of Lombard art in Italy. A staircase carved into the rock leads to the “Grotta sacra”, the place where the Archangel appeared and today a famous pilgrimage destination.

In the Junno district, the oldest part of the village, you get lost in the alleys where you can breathe the scent of the tradition of the typical “stuffed hosts”: sweets stuffed with almonds and honey. Do not miss the visit to the Norman castle, residence of Frederick II, the Tomb of Rotari and the complex of San Francesco. While 8 km from the town, among dozens of hermitages carved into the rock, stands the Abbey of Santa Maria di Pulsano, perched on a spike overlooking the gulf.

UMBRA FOREST – In spite of the name, the beech woods of the Umbra forest, in the heart of the Gargano promontory, have nothing to do with the region of central Italy, but owe their name to the Latin derivation of “umbra”, that means dark and shady.

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In the Unesco list since 2017, the area of ​​beech forests, which extends for a perimeter of 399 hectares, is part of a natural heritage of high ecological, historical and cultural value: the majestic plants are among the oldest in Europe and reach a height of almost 50 meters. The site also boasts another prestigious recognition: the inclusion in the list of the five most beautiful woods in the world by the National Geographic magazine.

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Patrimonio dell’Unesco, la Puglia presente con 4 siti imperdibili

24 Apr

Cosa hanno in comune Alberobello, Castel Del Monte, la Basilica di San Michele Arcangelo e la Foresta Umbra? Beh, a parte il fatto che si trovano tutte in Puglia, forse non tutti sanno che i quattro siti sono inseriti nella lista Unesco come Patrimonio dell’Umanità.

La bellezza naturale, culturale e storica della Puglia è spesso sotto gli occhi degli attenti visitatori che ogni anno scelgono di trascorrere un periodo di vacanza in una delle regioni più a Sud d’Italia. Ma in questo caso, l’unicità dei luoghi è formalmente certificata dal riconoscimento del prestigioso ente internazionale delle Nazioni Unite. 

L’identificazione, la protezione, la tutela e la trasmissione alle generazioni future del patrimonio culturale e naturale di tutto il mondo sono tra le missioni principali dell’UNESCO. Non solo bellezze naturali, ma anche culturali costituiscono il patrimonio da tutelare e tramandare alle generazioni future secondo il celebre ente.

ALBEROBELLO – Inserita nella lista Unesco dal 1996, Alberobello è davvero unica in tutto il mondo per la distesa delle caratteristiche costruzioni a forma di cono. Si tratta di antiche abitazioni con il tetto a forma di cono fatto con pietre a vista, edificate con la tecnica del muretto a secco e imbiancate con calce viva. Croci, cuori trafitti e simboli zodiacali decorano la cima di ogni trullo.

The Trulli of Alberobello

Nel Rione Monti, fra i vicoli stretti si snodano circa 1000 trulli, fra cui svettano i “trulli siamesi”, dall’originale copertura a due coni, la Chiesa di Sant’Antonio con pianta a croce greca e il Trullo Sovrano. Da non perdere il Museo del Territorio, ospitato in un complesso di trulli comunicanti, e la Casa d’Amore, oggi prezioso punto d’informazione turistica, primo edificio nell’intera cittadina, costruito con calce e malta. 

CASTEL DEL MONTE – Piena di simbolismi e unica nel suo genere, la fortezza, a forma di corona ottagonale, è l’espressione del genio eccentrico di Federico II di Svevia, che l’ha fatta edificare secondo uno stile gotico e normanno. Ormai è ben noto che la ricorrenza del numero 8, nella forma delle stanze e in numerosi dettagli, non sia un caso, motivo per cui il Castello è considerato da alcuni alla stregua di un monumento esoterico.

Posto a ben 540 metri sul livello del mare, su una dolce collina a circa 20 km da Andria, il maniero offre una visione mozzafiato del tramonto. La fortezza, inserita nella lista Unesco nel 1996, fu utilizzata forse come osservatorio astronomico o imponente maniero di caccia.

BASILICA DI SAN MICHELE ARCANGELO – Custodita all’interno del piccolo comune del foggiano di Monte Sant’Angelo, la Basilica di San Michele è una preziosa testimonianza dell’arte longobarda in Italia. Una scalinata scavata nella roccia conduce nella Sacra Grotta, luogo dell’apparizione dell’Arcangelo e famosa meta di pellegrinaggio. 

Nel quartiere Junno, la zona più antica del borgo, ci si perde fra i vicoli dove si respira il profumo della tradizione delle tipiche “ostie ripiene”, ovvero dolcetti farciti di mandorle e miele. Imperdibile la visita al castello normanno, residenza di Federico II, la Tomba di Rotari e il complesso di San Francesco. Mentre a 8 km dal centro abitato, tra decine di eremi scavati nella roccia, sorge l’Abbazia di Santa Maria di Pulsano, arroccata su uno spuntone affacciato sul golfo.

FORESTA UMBRA – A dispetto del nome, le faggete della foresta Umbra, nel cuore del promontorio del Gargano, non hanno nulla a che vedere con la regione dell’Italia centrale, ma devono il nome dalla derivazione latina di “umbra”, ovvero cupa e ombrosa.

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Inserita nella lista Unesco dal 2017, l’area delle faggete, che si estende per un perimetro di 399 ettari, fa parte di un patrimonio naturale dall’alto valore ecologico, storico e culturale: le maestose piante sono tra le più vecchie d’Europa e raggiungono un’altezza di quasi 50 metri. Il sito, inoltre, vanta un altro prestigioso riconoscimento: l’inserimento nella lista tra i cinque boschi più belli al mondo da parte della celebre rivista National Geographic.

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Salento means not only sea, let’s discover Corigliano D’Otranto and Specchia

18 Apr

Corigliano D’Otranto and Specchia: what have the two small villages of Salento in common? Not everyone knows it, but these two locations have been awarded by the “Bandiera arancione”, the award given by the Touring Club (an italian association which promote the beauties of Italy) to of the inland municipalities for their excellence.

Everyone knows that Salento is famous above all for its beaches, but those who come on holiday here certainly notices how much beauty and tradition there is, even in the small villages far from the coast, full of history and tradition.

“Bandiera Arancione”, awarded since 1998, is a tourist-environmental quality mark. Beauty of the historical-cultural heritage and quality in welcoming tourists have made Specchia and Corigliano d’Otranto the two of the most beautiful villages of Apulia.

CORIGLIANO D’OTRANTO – One of the most characteristic villages of Grecìa Salentina, thanks to the typical courtyard houses that embellish the old town and cultural centre, thanks to the activities that take place inside Castello De’ Monti, an ancient manor with a noble baroque facade.

Just 25 km from Lecce, the richness of the traditions of the small town is even reflected in the local language, the griko, an ancient legacy of the Hellenic domination. The names of the streets are also of Byzantine derivation. The Lucchetti Arch, which surmounts the entrance to a small courtyard, tells, through the Byzantine symbols carved in stone, the love of a man for his bride.

SPECCHIA – The small town in southern Salento (about 54 km from Lecce) already boasts a prestigious award, namely the mention among the “most beautiful villages in Italy”. In fact, walking through the sunny streets, where time seems to have stopped and where life passes slowly, it is not hard to understand why the village has earned these awards.

A maze of intricate alleys, courtyard houses with balconies in bloom and crossroads embellished with traditional niches with saints: the historic center of Specchia, now a widespread hotel, is an experience for the eyes!

The most famous buildings to seal this splendor are Risolo Castle, the Convent of the Black Franciscans and the Column of Immunity, so called because it was enough to touch it to not being arrested. A town with a thousand virtues, Specchia is known for its quality of life, for the use of renewable sources and for its underground oil mills.

To find out where to stay to visit these and other villages in Salento, take a look here:

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Il Salento non è solo spiagge, Corigliano D’Otranto e Specchia “Bandiere arancioni”

17 Apr

Corigliano D’Otranto e Specchia: cosa hanno in comune i due piccoli borghi del Salento distanti una trentina di km l’uno dall’altro? Non tutti lo sanno, ma queste due località si sono aggiudicate la “Bandiera Arancione”, il premio per l’eccellenza dei comuni dell’entroterra assegnato dal Touring Club.

Ebbene sì, il Salento è famoso soprattutto per le spiagge e per i chilometri di costa, ma a chi viene in vacanza nel Tacco d’Italia non sarà sfuggito di notare quanta bellezza e tradizione ci sia anche nei piccoli borghi, quelli lontani dalla costa, pieni di storia e di tradizione.

La “Bandiera arancione”, assegnata dal 1998, è marchio di qualità turistico-ambientale. Bellezza del patrimonio storico-culturale e qualità nell’accoglienza dei turisti hanno fatto di Specchia e Corigliano d’Otranto i due fra i borghi più belli di tutta la Puglia.

CORIGLIANO D’OTRANTO – Uno dei comuni più caratteristici della Grecìa Salentina, grazie alle tipiche case a corte che impreziosiscono il centro storico e fulcro culturale salentino di grande fermento, grazie alle attività che si svolgono all’interno del Castello De’ Monti, antico maniero dalla nobile facciata barocca. 

A soli 25 km da Lecce, la ricchezza delle tradizioni del piccolo comune si rispecchia persino nella lingua locale, il griko, antica eredità della dominazione ellenica. Di derivazione bizantina sono anche i nomi delle vie. L’Arco Lucchetti, che sormonta l’entrata di una piccola corte, racconta, attraverso i simboli bizantini intagliati nella pietra, l’amore di un uomo per la sua sposa.

SPECCHIA – Il piccolo comune del Sud Salento (circa 54 km da Lecce) vanta già un prestigioso riconoscimento, ovvero la menzione fra i “Borghi più belli d’Italia”. In effetti, passeggiando per le assolate viuzze, dove il tempo sembra essersi fermato e dove la vita scorre lenta, non si fa fatica a capire perché il borgo si sia meritato questi riconoscimenti. 

Un dedalo di vicoli intricati, di case a corte dai balconi in fiore e di incroci impreziositi dalle tradizionali nicchie con i santi: il centro storico di Specchia, oggi albergo diffuso, è un’esperienza per gli occhi! 

A suggellare questo splendore gli edifici più famosi: Castello Risolo, il Convento dei Francescani Neri e la Colonna dell’Immunità, così chiamata perché bastava toccarla per garantirsi l’immunità dall’arresto. Comune dalle mille virtù, Specchia è nota per la sua qualità della vita, per l’uso di fonti rinnovabili e per i frantoi ipogei. 

Per scoprire dove soggiornare per visitare questi e altri borghi del Salento, date un’occhiata qui:

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Salento, things to do if you’re here on holidays in May

11 Apr

Mild temperatures, long days and good weather: May is the prelude to summer. So what could be better than anticipating your holidays and visiting Salento?

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For those who dream of the beach and the sea, they could enjoy the most enchanting places without the overcrowding. In May, apart from sunbathing, there are a lot of things to do for those who’d like to know better the traditions of this land. Continua a leggere

Salento, cosa fare se siete in vacanza a Maggio

10 Apr

Temperature miti, giornate lunghe e bel tempo: Maggio è il preludio dell’estate. Cosa c’è di meglio, quindi, di anticipare le vacanze e visitare il Salento?

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Chi sogna un soggiorno tutto spiagge e mare potrà godersi i posti più incantevoli. Oltre alla tintarella, però, a Maggio, ci sono un sacco di cose da fare per chi vuole conoscere e vivere da vicino le tradizioni di questa terra.

Tour enogastronomici e percorsi cicloturistici a contatto con la natura sono alcune delle attività che amerete fare se venite in vacanza nel Salento a maggio.

Le temperature ancora non troppo calde vi permetteranno inoltre di fare delle escursioni alla scoperta dei parchi naturali del Salento. E così, dopo un tuffo nelle acque cristalline potete perdervi nel verde della Macchia Mediterranea e osservare specie di fiori e animali che crescono sul territorio.

Raccomandiamo anche le visite ai borghi di Corigliano D’Otranto e Specchia, comuni insigniti della “Bandiera Arancione” del Touring Club Italiano.

Lecce, il capoluogo barocco, merita una visita anche in questa stagione. Con le sue bellezze architettoniche disseminate per il centro storico della città, la capitale del Barocco vi regalerà dei percorsi inediti fra chiese, monumenti e stradine impreziosite da piccoli negozi di artigianato e locali.

Lecce

 

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Natural oasis of Salento: the park of “Porto Selvaggio e Palude del Capitano”

4 Apr

A dense forest of pines, a cliff overlooking the emerald green of the sea is the panorama that can be admired from the Park that extends around the area of ​​the homonymous bay of Porto Selvaggio for 7 km of coastline and 1500 hectares of surface, in the area of ​​the municipality of Nardò.

The Natural Park was established in 2006 in an area on the sea affected by various reforestation interventions that began in the 1950s. First barren and rocky, today the landscape is characterized by the presence of a dense pine forest inserted in the splendid setting of the Ionian Sea.

The vegetation of the wood is characterized by Aleppo pines, some specimens of cypresses and eucalyptus and by the presence of an undergrowth with wild myrtle, olive trees and spontaneous local vegetation (Macchia Mediterranea), including orchids and rosemary.

Do not fail to spot species such as foxes, weasels, hedgehogs, chameleons and, during the migration period, even the blackbird, thrush and hoopoe in addition to the lesser kestrel and the kestrel.

A few meters from the coast you can also visit the Palude del Capitano where the karst phenomenon has given rise to the “spunnulate”, or caves whose vault has collapsed, forming lakes of brackish water. To find out other natural parks in Salento, read here.

For your holidays, you can stay in one of these houses:

Holiday houses –> https://www.villainpuglia.it/EN/affitti_vacanze/Sant%20Isidoro

For further information:

e-mail –> info@villesalento.it

phones –> (+39) 392/0202233 – (+39) 328/4617633

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