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I percorsi del vino e dell’olio: Novoli e Squinzano

26 Giu

Rosso, rosato e bianco, il vino del Salento è un prodotto di qualità e di tradizione. Allo stesso modo l’olio è denominato “l’oro giallo” per le sue proprietà davvero preziose. Quasi ogni comune del Salento ha la sua produzione autoctona di olio e vino: una breve panoramica sui centri dell’eccellenza salentina vi guiderà alla scelta dei prodotti doc per gustare il vero sapore di questa terra. Scopriamo i percorsi del vino e dell’olio a Novoli e Squinzano.

NOVOLI– E’ il comune del “fuoco“, perché come da tradizione ogni gennaio si celebra il Santo Patrono Sant’Antonio Abate con l’accensione della “Fòcara”, una montagna di fascìne che vengono accese con uno spettacolo pirotecnico unico al mondo. Nel cuore del paese sorge l’antica Chiesa dell’Immacolata, che conserva un affresco bizantineggiante dei primi del XIV secolo della Madonna in trono col Bambino. 

IL VINO –L’agro di Novoli è quasi interamente coltivato a vigneto, una caratteristica che ha radici antichissime. A testimonianza di ciò, lo stemma stesso del comune, raffigurante tre grappoli d’uva che pendono da un tralcio.

SQUINZANO – A soli 17 km a nord di Lecce, il comune è caratterizzato dalla presenza di numerose chiese, dalla Chiesa Madre dedicata a San Nicola con la facciata in stile barocco alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie del ’500. Sulla serra in direzione Campi Salentina, sorge in posizione panoramica il Convento di Sant’Elia che ospita convegni ed eventi culturali. In via Monte Grappa, invece, spunta l’antica dimora nobiliare di Villa Cleopazzo in stile liberty, oggi teatro di eventi estivi. 

IL VINO –La doc (denominazione di origine controllata) “Squinzano” fu istituita nel 1976 e offre vini come il Negroamaro e la Malvasia, il rosato e il susumaniello, il vino novello e lo Chardonnay, ottimi per accompagnare i piatti della tradizione salentina. 

L’OLIO –Squinzano è anche terra di vasti uliveti dove si produce olio d’oliva. A celebrare la vocazione agricola del paese è il piccolo Museo dell’olio e del vino.

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I percorsi del vino e dell’olio: Copertino, Leverano

19 Giu

Fra i prodotti principali nella dieta mediterranea, il vino e l’olio sono i due gioielli autoctoni del Salento. Uliveti e vigneti segnano il panorama di questa terra non solo dal punto di vista visivo, influenzandone anche gli altri sensi come l’olfatto e il gusto. Una breve panoramica sui centri dell’eccellenza salentina vi guiderà alla scelta dei prodotti doc per gustare il vero sapore di questa terra. Scopriamo i percorsi del vino e dell’olio a Copertino e Leverano.

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COPERTINO – Il castello è il fulcro del centro storico del borgo che sorge a 15 km da Lecce. Il maniero è infatti uno dei più grandi e meglio conservati del Salento con i suoi ricami barocchi, il portale e i balconi rinascimentali. Il dedalo di viuzze del centro storico conduce alla casa natìa di San Giuseppe, il “Santo dei voli”, meta di turisti e pellegrini.

IL VINO –Dalle vigne di Negroamaro che circondano Copertino si produce l’omonimo vino Dop. La produzione di vino rosso, particolarmente apprezzato per il suo colore rubino e il sapore asciutto con retrogusto amarognolo, è un’eccellenza del territorio. 

LEVERANO – Ad appena 10 minuti dalle rinomate spiagge di Porto Cesareo, Leverano è caratterizzata dalle stradine di basolato del centro storico che conducono alla Torre di Federico II, voluta dall’imperatore svevo per proteggere la costa ionica dalle incursioni piratesche. Da visitare sono la chiesa Matrice dedicata all’Annunziata, il convento di Santa Maria delle Grazie e la chiesa della Madonna della Consolazione.

IL VINO –Abbracciata dai vigneti, Leverano dà il nome a un vino doc la cui origine è legata ai due produttori storici presenti sul territorio fin dagli anni ’60. Rossi e rosati sono a base di Negroamaro e Malvasia nera.

Il Leverano Doc Bianco si accompagna a pietanze leggere, come frutti di mare crudi, risotti e frittura di pesce; il Rosato è perfetto per gustare salumi piccanti, primi piatti con sughi di carne e carni rosse alla griglia. Il Rosso, invece, è l’ideale per salumi e formaggi ovini stagionati e carni rosse alla griglia, al forno o in umido. Da un po’ di anni si è aggiunta la produzione di Vino Novello, celebrato in una grande festa a novembre.

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I percorsi del vino e dell’olio: Galatina, Martano, Melendugno, Vernole

12 Giu

Il vino e l’olio sono il marchio distintivo del Salento. Distese di ulivi e vigneti a perdita d’occhio caratterizzano i paesaggi delle campagne del Tacco d’Italia. Una breve panoramica sui centri dell’eccellenza salentina vi guiderà alla scelta dei prodotti doc per gustare il vero sapore di questa terra. Scopriamo i percorsi del vino e dell’olio a Galatina, Martano, Melendugno e Vernole

GALATINA – La terra della Taranta, dove arte e fede si fondono, ma anche comune dalle inconfutabili bellezze architettoniche. A 20 km a sud di Lecce, Galatina vanta un centro storico elegantissimo dove portici e palazzi settecenteschi, abbelliti da imponenti portali e balconi, si alternano fino a raggiungere la maestosa Basilica di Santa Caterina d’Alessandria, vero scrigno di tesori della fede.

IL VINO –Dal 1997 i vini della città si fregiano della denominazione Galatina Doc. Tra le produzioni più rinomate ci sono il Galatina Chardonnay, giallo paglierino, dal profumo delicato, sapore secco e di buona struttura, e il Galatina Negroamaro, rosso rubino, dal profumo intenso e sapore asciutto, pieno e armonico.

MELENDUGNO– Proteso verso la costa adriatica con le sue marine (Torre Dell’Orso, Roca Vecchia, San Foca, Sant’Andrea) premiate più volte dalla Bandiera Blu per la qualità delle acque, Melendugno è un piccolo centro a 19 km a sud di Lecce. Nel borgo, da visitare i numerosi frantoi ipogei, il Palazzo Baronale D’Amely, la Torre dell’Orologio e la Chiesa dell’Assunta, risalente al XVI secolo.

L’OLIO – Mille ettari di uliveti, quasi tutti secolari, fanno di Melendugno un importante centro di produzione di olio extravergine d’oliva. L’oleificio cooperativo del paese è un punto di riferimento per oltre 1.500 produttori di Terra d’Otranto che conferiscono qui le loro olive, trasformandole in un olio delicato dal sapore leggermente fruttato. 

MARTANO – Uno dei centri più grandi della Grecìa Salentina, Martano conserva una forte tradizione legata all’antica lingua del griko, contaminazione fra greco e dialetto locale. Il centro storico è un insieme di vicoli costellati da palazzi storici, chiese e castello, poi trasformato in palazzo baronale. Da visitare, uscendo dal borgo, il Monastero di Santa Maria della Consolazione, immerso negli uliveti secolari. Qui i frati cistercensi aprono le porte della deliziosa chiesetta barocca e del museo-pinacoteca dedicato al pittore gallipolino Giulio Pagliano.

L’OLIO – Con i suoi uliveti secolari, Martano fa parte dell’Associazione nazionale “Città dell’Olio” che riunisce i comuni a vocazione olivicola promuovendo la cultura dell’olio extravergine di oliva di qualità. A ottobre di ogni anno, inoltre, nel borgo si tiene la sagra della “volìa cazzata”, l’oliva schiacciata, una specialità locale, secondo cui le olive vengono schiacciate e poi lasciate a “maturare” nell’acqua.

VERNOLE – A 13 km da Lecce e a soli 3 da Melendugno e dalle sue marine, Vernole fa parte del territorio della Valle della Cupa, caratterizzata da una profonda depressione carsica. Risentono dell’influenza barocca tutte le costruzioni sacre del borgo come la chiesa dell’Assunta, di Sant’Anna e dell’Incoronata. Acaya, piccola frazione, è un minuscolo borgo cinquecentesco fortificato che conserva intatto il castello con torri e bastioni.

L’OLIO – Circondata dagli ulivi millenari delle campagne circostanti, Vernole conserva ancora nel sottosuolo le tracce degli antichi metodi di molitura e di produzione dell’olio, con i numerosi frantoi ipogei. Il più antico è il Trappeto Caffa, risalente al Cinquecento.

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