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I percorsi del gusto nel Salento: Zollino, Spongano, Seclì, Ortelle

17 Lug

Nelle trattorie di paese o nei ristoranti più eleganti, la cucina tipica del Salento è una vera e propria arte che viene celebrata su ogni tavola che si rispetti. Dai piatti di pesce, immancabili nelle località costiere, alla carne alla griglia tipici dell’entroterra, non avrete che da scegliere e scoprirete, attraverso i sapori, una parte fondamentale del territorio. In questa “road map del gusto” vi consigliamo dove andare e cosa mangiare.

ZOLLINO – Nelle campagne di Zollino, la selezione della semente ad opera degli agricoltori locali ha permesso di preservare alcuni particolari tipi di legumi che godono del marchio di garanzia De.Co. Il pisello nano e la fava (dall’aspetto più schiacciato e dal baccello con non più di 5 semi) sono annoverati nelle produzioni agroalimentari tradizionali della Regione Puglia.

Famosi sono anche il cece, il cece nero, la lenticchia e il fagiolo bianco. Ma Zollino non è solo terra di legumi. Simbolo di questo borgo è la “scéblasti”, impasto del pane condito con zucchine, olive, cipolla, capperi e peperoncino che in griko significa “senza forma”.

SPONGANO – E’ la patria della “cunserva mara”, una gustosa conserva casereccia ottenuta dall’essiccazione al sole di peperoni dolci, peperoncini piccanti e pomodori, che vengono poi mescolati in una salsa perfetta per essere spalmata sul pane di grano o sulle bruschette.

SECLI’ – E’ il borgo famoso per i “pezzetti” di carne di cavallo, a cui viene dedicata ogni anno, dopo Ferragosto, una sagra. Il piatto forte è accompagnato da altre ricette sempre a base di carne di cavallo, preparata dai macellai del paese.

ORTELLE – Ad ottobre Ortelle, in occasione della festa di San Vito, celebra il maialino Or.Vi., allevato secondo metodi antichi seguendo uno specifico protocollo. Il risultato è una carne delicata e saporita, con cui vengono confezionati salsiccia, costolette, spiedini e capocollo da grigliare oppure da fare lessi o al sugo. Tipica di Ortelle è anche la “pirilla”, un pane casereccio insaporito con pezzi di pomodoro, zucca, cipolla, olive nere e, a volte, uva passa. 

Per scoprire dove soggiornare per visitare questi e altri borghi del Salento, date un’occhiata qui:

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Cellulari –> (+39) 392/0202233 – (+39) 328/4617633

I percorsi del gusto nel Salento: Maglie, Lecce, Cannole e Uggiano La Chiesa

10 Lug

Dal pasticciotto al caffè in ghiaccio, dal rustico alla tajeddhra: sono tantissimi i piatti tipici del Salento che raccontano una parte di storia e di tradizioni di questa terra. Dalle ricette ai prodotti locali, tracciamo una “road map del gusto” attraverso i borghi dell’eccellenza gastronomica.

MAGLIE – Il comune ospita ogni anno, i primi di agosto, il “Mercatino del gusto”, un festival in cui si celebrano i sapori della cucina tradizionale del Salento, ma non solo. Suddivise per itinerari, le vie del centro sono inebriate di profumi e aromi dei prodotti locali. 

PRODOTTI – Maglie offre ai salentini il suo rinomato formaggio pecorino. Che sia fresco o stagionato, il formaggio ovino è ottenuto da un processo produttivo che si tramanda nei secoli. Se stagionato per pochi giorni, ha una pasta morbida di colore giallo chiaro. Dopo una lunga maturazione, invece, presenta una crosta rugosa, coriacea e un interno duro giallo paglierino: consigliatissimo sulla pasta al sugo!

LECCE – Il capoluogo salentino è la sede principale dei gioielli architettonici più preziosi di questa terra. Ma Lecce non regala solo un patrimonio artistico da fare invidia alle grandi città del resto d’Italia, è anche la “patria” di alcuni piatti tipici, divenuti ormai famosi oltre i confini della penisola salentina. 

I PRODOTTI – Il pasticciotto è un involucro di pastafrolla che schiude al suo interno tutta la dolcezza della crema pasticcera; la cotognata è una sorta di confettura solida e tagliata in panetti che deriva dalle mele cotogne; il rustico è il prodotto di rosticceria fatto di pasta sfoglia e ripieno di besciamella, mozzarella, pomodoro e un pizzico di pepe che tutti i leccesi doc prediligono per lo spuntino.

Con la pasta di mandorla, a Natale e a Pasqua, si creano il pesce (a Natale) e l’agnellino (a Pasqua). Particolarmente famose sono creazioni di pesci e agnelli di pasta di mandorla delle suore del Monastero benedettino di san Giovanni Evangelista di Lecce, che da sempre confezionano questi prodotti tipici per i leccesi e non. Il Sanguinaccio leccese, infine, è un prodotto della tradizione gastronomica salentina a base di sangue di maiale condito, aromatizzato, insaccato in budella dello stesso animale e cotto.

CANNOLE – Piccolo centro a pochi chilometri dalla ben più nota Otranto, Cànnole deve la sua fama principalmente alla sagra della “municeddha” che ogni anno si svolge ad Agosto. 

I PRODOTTI – La tradizione di mangiare le lumache viene celebrata dal 1985 quando nacque l’idea di una festa a essa dedicata. L’idea prende ispirazione dai “cuzzari”, nome con cui venivano chiamati gli abitanti di Cannole raccoglitori di lumache. Durante la sagra la lumaca viene preparata secondo varie ricette: soffritta, arrostita e al sugo.

UGGIANO LA CHIESA – Incorniciata da uliveti e da campagne, Uggiano la Chiesa è la “Città del Pane e dell’Olio”.

I PRODOTTI – Ogni settembre, in occasione della Fiera della Città del Pane e dell’Olio, è possibile gustare le fragranti pagnotte esaltate da un filo d’oro giallo, accompagnate dalle altre specialità culinarie tipiche.

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I percorsi del vino e dell’olio: Galatina, Martano, Melendugno, Vernole

12 Giu

Il vino e l’olio sono il marchio distintivo del Salento. Distese di ulivi e vigneti a perdita d’occhio caratterizzano i paesaggi delle campagne del Tacco d’Italia. Una breve panoramica sui centri dell’eccellenza salentina vi guiderà alla scelta dei prodotti doc per gustare il vero sapore di questa terra. Scopriamo i percorsi del vino e dell’olio a Galatina, Martano, Melendugno e Vernole

GALATINA – La terra della Taranta, dove arte e fede si fondono, ma anche comune dalle inconfutabili bellezze architettoniche. A 20 km a sud di Lecce, Galatina vanta un centro storico elegantissimo dove portici e palazzi settecenteschi, abbelliti da imponenti portali e balconi, si alternano fino a raggiungere la maestosa Basilica di Santa Caterina d’Alessandria, vero scrigno di tesori della fede.

IL VINO –Dal 1997 i vini della città si fregiano della denominazione Galatina Doc. Tra le produzioni più rinomate ci sono il Galatina Chardonnay, giallo paglierino, dal profumo delicato, sapore secco e di buona struttura, e il Galatina Negroamaro, rosso rubino, dal profumo intenso e sapore asciutto, pieno e armonico.

MELENDUGNO– Proteso verso la costa adriatica con le sue marine (Torre Dell’Orso, Roca Vecchia, San Foca, Sant’Andrea) premiate più volte dalla Bandiera Blu per la qualità delle acque, Melendugno è un piccolo centro a 19 km a sud di Lecce. Nel borgo, da visitare i numerosi frantoi ipogei, il Palazzo Baronale D’Amely, la Torre dell’Orologio e la Chiesa dell’Assunta, risalente al XVI secolo.

L’OLIO – Mille ettari di uliveti, quasi tutti secolari, fanno di Melendugno un importante centro di produzione di olio extravergine d’oliva. L’oleificio cooperativo del paese è un punto di riferimento per oltre 1.500 produttori di Terra d’Otranto che conferiscono qui le loro olive, trasformandole in un olio delicato dal sapore leggermente fruttato. 

MARTANO – Uno dei centri più grandi della Grecìa Salentina, Martano conserva una forte tradizione legata all’antica lingua del griko, contaminazione fra greco e dialetto locale. Il centro storico è un insieme di vicoli costellati da palazzi storici, chiese e castello, poi trasformato in palazzo baronale. Da visitare, uscendo dal borgo, il Monastero di Santa Maria della Consolazione, immerso negli uliveti secolari. Qui i frati cistercensi aprono le porte della deliziosa chiesetta barocca e del museo-pinacoteca dedicato al pittore gallipolino Giulio Pagliano.

L’OLIO – Con i suoi uliveti secolari, Martano fa parte dell’Associazione nazionale “Città dell’Olio” che riunisce i comuni a vocazione olivicola promuovendo la cultura dell’olio extravergine di oliva di qualità. A ottobre di ogni anno, inoltre, nel borgo si tiene la sagra della “volìa cazzata”, l’oliva schiacciata, una specialità locale, secondo cui le olive vengono schiacciate e poi lasciate a “maturare” nell’acqua.

VERNOLE – A 13 km da Lecce e a soli 3 da Melendugno e dalle sue marine, Vernole fa parte del territorio della Valle della Cupa, caratterizzata da una profonda depressione carsica. Risentono dell’influenza barocca tutte le costruzioni sacre del borgo come la chiesa dell’Assunta, di Sant’Anna e dell’Incoronata. Acaya, piccola frazione, è un minuscolo borgo cinquecentesco fortificato che conserva intatto il castello con torri e bastioni.

L’OLIO – Circondata dagli ulivi millenari delle campagne circostanti, Vernole conserva ancora nel sottosuolo le tracce degli antichi metodi di molitura e di produzione dell’olio, con i numerosi frantoi ipogei. Il più antico è il Trappeto Caffa, risalente al Cinquecento.

Per venire in Salento in una delle nostre soluzioni, visitate i siti:

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Salento, le spiagge più belle dell’Adriatico da visitare

5 Giu

Torre Dell’Orso

Tratti rocciosi che si alternano a distese di sabbia bianca: la costa adriatica del Salento regala in ogni suo centimetro una varietà di paesaggi unica, che vale la pena scoprire se siete in vacanza da queste parti. Nella breve guida che segue vi segnaliamo le spiagge più belle dell’Adriatico.

Il nostro viaggio parte dal tratto di costa più a nord, fino ad arrivare alla parte estrema del Tacco. Partiamo dalle marine di Melendugno.

ROCA VECCHIA

Il litorale con piccole baie e insenature di costa rocciosa e faraglioni sul mare offrono uno scenario suggestivo. La vera attrazione del luogo è la Grotta del Poesia, un complesso carsico, privo di copertura che fa sì che la grotta sia una vera e propria piscina naturale di acqua turchese e cristallina, molto frequentata in estate.

Air view of Grotta della Poesia

Ecco alcune soluzioni ideali per il vostro soggiorno:

TORRE DELL’ORSO

Poco più a sud, si affaccia la baia sabbiosa di Torre dell’Orso, più volte premiata con la “Bandiera Blu d’Europa” per il mare limpido. L’arenile sabbioso, il fondale basso e i servizi la rendono una meta molto frequentata d’estate sia da famiglie sia da gruppi di amici.

Torre Dell’Orso

Ecco alcune soluzioni ideali per il vostro soggiorno:

 

TORRE SANT’ANDREA

Le falesie e gli spettacolari faraglioni caratterizzano la località, bagnata dal mare turchese e circondata dalla roccia ricoperta di vegetazione mediterranea. Una piccola caletta, unico piccolo fazzoletto sabbioso, consente di godere del sole e del paesaggio anche da parte dei più piccoli e dei nuotatori meno esperti.

Sant’Andrea

Ecco alcune soluzioni ideali per il vostro soggiorno:

BAIA DEI TURCHI

A pochi chilometri da Otranto, c’è un vero e proprio paradiso dalla sabbia bianca, gli scogli color ocra e le acque limpidissime. La Baia è un’insenatura a ferro di cavallo dove si narra che siano sbarcati i guerrieri turchi nel corso della battaglia di Otranto. Location perfetta per chi vuole praticare surf.

Spiaggia Baia dei Turchi Otranto

 

Ecco alcune soluzioni ideali per il vostro soggiorno:

 

SANTA CESAREA TERME E PORTO BADISCO

Affacciata a strapiombo sulla Baia di Otranto, la località è famosa per le acque sulfuree. Tutta la costa rocciosa è caratterizzata da anfratti, calette e grotte. Tra Santa Cesarea e Otranto, si trova Porto Badisco, piccolo borgo di pescatori. Qui la costa si presenta frastagliata, formata da calette e anfratti nascosti tra la roccia bianca. Porto Badisco è citata anche da Virgilio nell’Eneide, come luogo dove sarebbe sbarcato Enea.

Grotta della Zinzulusa

 

CASTRO MARINA E CALA DELL’ACQUAVIVA

Più a sud sorge Castro Marina, con la Grotta Zinzulusa. Qui la costa è più impervia ma molto bella. Vi consigliamo una visita, o a piedi o in barca, nella grotta le cui stalattiti e stalagmiti, denominati “zinzuli”, hanno dato il nome.

Ecco alcune soluzioni ideali per il vostro soggiorno:

La Cala dell’Acquaviva è una suggestiva insenatura nel comune di Marittima, poco più a sud di Castro Marina. In fondo all’insenatura di mare blu e smeraldo si apre la piccola spiaggia di sabbia, sassi e con una terrazza in cemento. Qui il fondale è subito profondo e sulle ripide rocce si aprono grotte.

Per maggiori informazioni su dove alloggiare sullo Ionio, ecco i nostri contatti:

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Salento, le spiagge più belle dello Ionio

29 Mag

Con una costa di circa 70 km, prevalentemente sabbiosa, la parte del Salento che si affaccia sul mar Ionio regala scenari di una bellezza incredibile. Le spiagge che si alternano, da Porto Cesareo fino al capo di Leuca, sono delle cartoline dal mare cristallino che vale la pena vedere se siete in vacanza nel Salento. In questa breve guida, vi segnaliamo le spiagge più belle dello Ionio.

PORTO CESAREO

All’estremità nord del litorale ionico leccese si trova l’incantevole Punta Prosciutto, con spiaggia di sabbia bianca e mare turchese che richiama panorami caraibici e che è riconosciuta come una delle dieci spiagge più belle al mondo.

Punta Prosciutto

Scendendo più a sud troviamo in ordine: Torre Castiglione, la Penisola della Strea, colle Belvedere.

Torre Castiglione deve il suo nome alla torre eretta nel XVI secolo dall’imperatore Carlo V, della quale però non resta che un cumulo di pietre. Si tratta di una cinquantina di metri di spiaggia, con solo un piccolo spazio di sabbia. Più a sud ci sono le dune di Padula Fede, con frequentatissimi stabilimenti balneari e una rigogliosa macchia mediterranea, e Torre Lapillo, una baia a forma di mezzaluna, dominata dalla omonima torre di avvistamento del XVI secolo.

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Ecco alcune soluzioni ideali per il vostro soggiorno:

PORTO SELVAGGIO

Il nome richiama le caratteristiche che contraddistinguono la baia per la sua natura incontaminata, le sue pinete e la macchia mediterranea. La zona parte dell’area protetta del Parco Naturale Regionale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano.

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All’interno del parco, famosa la grotta naturale costiera calcarea, la Grotta del Cavallo, facente parte di un ampio sistema di caverne naturali presenti nell’area.

GALLIPOLI

Gallipoli

Percorrendo la costa in direzione meridionale si arriva a Gallipoli, “la perla dell’Ionio”, con alcune delle spiagge più belle di tutta la costa: Baia del Pizzo e Punta della Suina, caratterizzata da una pineta fitta e rigogliosa e mare dai riflessi azzurri e turchesi.

Punta della Suina

Ecco alcune soluzioni ideali per il vostro soggiorno:

TORRE PALI

Frazione di Salve, ultimo tratto del Tacco dello Stivale, la spiaggia di Torre Pali merita il suo successo non solo fra gli abitanti locali, ma anche per chi viene da fuori, grazie al suo litorale basso e sabbioso, caratterizzato dalla presenza di dune retrostanti.

Torre Pali

Particolarità: la torre cinquecentesca da cui prende il nome, a causa dell’erosione costiera, oggi si trova completamente circondata dalle acque del mare a circa 15 metri dalla costa. Grazie all’espansione turistica degli ultimi anni, la località offre sempre maggiori servizi per chi arriva da fuori.

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PESCOLUSE E LE “MALDIVE DEL SALENTO”

Il nome della spiaggia parla da sé, evocando scenari esotici bellissimi. La spiaggia di Pescoluse, una distesa di sabbia bianca, rosa e dorata, con dune naturali, è caratterizzata dall’acqua trasparente, con fondali bassissimi.

Pescoluse

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Otranto, Castro e Salve, le “Bandiere Blu” orgoglio del Salento

23 Mag

Siete partiti alla volta del Salento, avete in mente moltissime località da vedere che vi hanno consigliato amici e parenti, ma non sapete orientarvi su quale scegliere per prima. Per organizzare le vostre priorità, la “Bandiera Blu” può essere un ottimo criterio di selezione, che vi farà guadagnare tempo prezioso per la vostra vacanza, da spendere sdraiati al sole piuttosto che intenti a leggere le mappe!

Otranto, Salve e Castro sono i comuni del Salento insigniti del prestigioso riconoscimento che ogni anno la Foundation for Environmental Education (FEE) conferisce alle località costiere europee. Qualità delle acque, servizi offerti e pulizia delle spiagge sono i 3 parametri che garantiscono l’assegnazione del premio, che dal 1987 viene assegnato ogni anno a spiagge in 48 paesi del mondo in Europa, Sudafrica, Nuova Zelanda, Canada e nei Caraibi.

Andiamo a vedere perché queste tre meravigliose località si sono guadagnate il rinomato premio. 

OTRANTO – Non ha bisogno di presentazioni: il piccolo gioiello, proteso a Oriente, è incastonato su uno sperone roccioso a picco sul mare della costa adriatica. Il borgo, racchiuso dalle mura aragonesi, con le caratteristiche case bianche che si snodano in un dedalo di viuzze, lascia senza fiato.

Dal “Lungomare degli Eroi”, attraversata Porta Alfonsina, si accede alla città vecchia, con tappa doverosa al Castello Aragonese (oggi vivace centro culturale grazie alle numerose mostre d’arte) e alla Cattedrale romanica con il pavimento musivo del XII secolo, raffigurante l’albero della vita e le reliquie degli 800 Martiri, massacrati dai Turchi nel 1480.

Appena fuori Otranto, sventola la Bandiera Blu su alcune delle più incantevoli spiagge di tutto il Salento. Verso nord si dispiegano le località di Conca Specchiulla, dei Laghi Alimini, della Baia dei Turchi. A sud si può far visita alla Baia delle Orte, a Torre Sant’Emiliano e all’insenatura di Porto Badisco, celebre per essere stata l’approdo di Enea.

  • Spiaggia Baia dei Turchi Otranto

Fuori dal centro abitato, merita una visita il laghetto verde smeraldo circondato dalle montagne rosse della ex Cava di Bauxite e il faro di Punta Palascìa, uno dei pochi ancora visitabili in Italia e punto più a Est dello Stivale. 

Lasciamo alle immagini, più che alle parole la descrizione di questi posti senza tempo.

SALVE – Un piccolissimo comune a 75 km a sud di Lecce che è diventato famoso soprattutto per le sue spiagge, ribattezzate addirittura come “Maldive del Salento”. Sabbia finissima, fondali bassi e trasparenti, incorniciati da morbide dune ricoperte dalla macchia mediterranea sono le caratteristiche delle spiagge di Pescoluse, Posto Vecchio e Torre Pali. Basterà poco per sentirsi catapultati in uno scenario tropicale, pur rimanendo ancora in Europa e in Italia.

La città vecchia di Salve è costellata di torri signorili e palazzi nobiliari, dove spicca la Chiesa Matrice dedicata a San Nicola Magno, dove si custodisce l’organo più antico di Puglia, il seicentesco Olgiati Mauro. Proprio in queste zone, sulle strade che conducono al mare, è stato ritrovato il cosiddetto “tesoretto” di Salve, ovvero le monete d’argento della Magna Grecia, oggi custodite nel Museo di Taranto.

CASTRO – Uno dei tratti più frastagliati della costa salentina, ma proprio per questo uno dei più suggestivi, Castro si sviluppa sulle ceneri di un antico borgo di pescatori. Grazie alle sue numerose grotte, la località offre la possibilità di fare memorabili escursioni in barca alla scoperta di queste bellissime cavità.

Grotta Romanelli è uno fra i più importanti giacimenti preistorici italiani con i graffiti a tinta rossa, mentre la Grotta Zinzulusa, visitabile anche da terra, prende il nome dal termine dialettale “zinzuli” (stracci, pezze), ovvero le stalattiti che si trovano al suo interno.

Arroccata sulla scogliera a picco sull’Adriatico, a circa 48 km da Lecce, la romana Castrum Minervae è sempre stata centro nevralgico del Salento. Oggi è un grazioso borgo con caratteristiche stradine e impreziosita da monumenti come l’ex Cattedrale del XII secolo con facciata romanica, i resti di una piccola chiesa bizantina del X secolo e il Castello Aragonese, dove è stata ritrovata la statuina di Atena Frigia, prova dell’esistenza del tempio della dea Minerva.

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Salento da pedalare, alla scoperta dei percorsi cicloturistici

15 Mag

Pedalate decise e veloci per sentire la brezza sulla pelle oppure pedalate più lente per osservare ogni dettaglio: la bici è senz’altro il mezzo più indicato per scoprire un territorio dalle sfumature variegate come il Salento. Vi presentiamo due percorsi differenti, per lunghezza e per tappe, ma facili da percorrere anche per i cicloappassionati meno esperti e che vi daranno l’imperdibile opportunità di conoscere il Salento da una prospettiva inconsueta.

LECCE – ACAYA – OTRANTO

Lunghezza 78 km; dislivello fino a 405 metri

Si parte da Lecce e si pedala per 12 km verso Sud, fino a raggiungere l’antico borgo fortificato di Acaya, col castello del ‘500 ancora intatto. Passando per la riserva naturale de “Le Cesine” si ha il privilegio di percorrere un sentiero fra gli alberi, prima di arrivare a ridosso delle spiagge di San Foca e di Torre dell’Orso.

Immancabile la tappa a Roca Vecchia e un tuffo nella Grotta della Poesia. Proseguendo sulla litoranea adriatica e superata la splendida Sant’Andrea con i suoi faraglioni, si pedala verso il piccolo centro di Borgagne. I laghi Alimini sono l’ultima tappa dell’itinerario prima di giungere a Otranto, la “Porta d’Oriente”.

MAGLIE – PUNTA PALASCIA – LEUCA – GALATINA

Lunghezza 186 km; dislivello fino a 1500 metri

Il secondo itinerario parte da Maglie, attraversando i comuni di Muro Leccese, Giurdignano e Otranto, da qui siete a due passi da Punta Palascìa, il punto più a Est d’Italia. Proseguendo sulla costa adriatica, si giunge alla piccola baia di Porto Badisco, dove approdò Enea in fuga da Troia e, infine, a Santa Maria di Leuca, dove i due mari, lo Ionio e l’Adriatico, si incontrano.

The famous lighthouse of Punta Palascìa

Da qui, siamo pronti a risalire per il versante ionico attraverso la medioevale Castrignano, Patù fino a Gallipoli, la “Città Bella”. Ultima tappa è Galatina con i suoi tesori, fra cui la cattedrale di Santa Caterina d’Alessandria, una delle espressioni più insigni dell’arte gotica e romanica in Puglia.

Qui, qualche consiglio su dove trascorrere le vostre vacanze nel Salento:

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La via Francigena nel Salento, gli itinerari a piedi

1 Mag

Zaino in spalla e scarpe comode, l’escursionista è il pellegrino del XXI secolo! Non è raro, infatti, che molti turisti scelgano di scoprire un territorio attraverso il passo lento delle camminate all’aperto, a contatto con la natura.

Per questo motivo segnaliamo al moderno viandante gli antichi percorsi, già battuti dai veri pellegrini, ormai secoli or sono. Si tratta dell’ultimo segmento della via Francigena, il sentiero che da Roma conduceva in Terra Santa. L’abbiamo suddiviso in itinerari con tappe con tanto di km e durata, per scoprire il Salento da una prospettiva insolita.

Itinerario 1: Percorso: 22km Durata: 6h 

Partendo dalla provinciale Squinzano-Casalabate (circa 15 km a Nord di Lecce) si arriva a Masseria Patricelli e Masseria Alcaini. Da qui, dopo aver attraversato un oliveto, si può ammirare l’Abbazia di Santa Maria a Cerrate, famosa per gli straordinari affreschi di età medievale e recentemente recuperata grazie al Fai (Fondo Ambiente Italiano).

Si giunge così a un parco eolico e poi a Surbo, centro abitato dal quale si esce tramite una pista ciclabile, dopo la quale vi è un centro commerciale. Da qui, siete all’entrata di Lecce, in zona Monastero degli Olivetani, all’interno del quale è presente la chiesa dei Santi Niccolò e Cataldo del secolo XI. La tappa si conclude in piazza Sant’Oronzo, caratterizzata dalla colonna su cui vi è la statua del Santo e dall’anfiteatro romano.

Itinerario 2: Percorso: 30 km -Durata: 8h30

Da Piazza Sant’Oronzo, nel cuore di Lecce, ci si sposta verso via Merine e, superati i Giardini di Athena, ci si dirige verso Acaya, splendido borgo fortificato medievale, che conserva intatto il suo castello. L’uscita dal centro, attraverso la chiesa di San Paolo, è contraddistinta da sentieri caratterizzati dalla presenza di muretti e costruzioni a secco che portano ad Acquarica di Lecce.

Attraverso una pista ciclabile si giunge nella piazza di Vernole, al centro della quale si erge la colonna di Sant’Anna. L’itinerario si conclude alle porte di Martano, caratteristico centro della Grecìa Salentina, con la visita al Monastero dei Padri Cistercensi dove è possibile ammirare la chiesa di Santa Maria della Consolazione e dove i monaci producono, prodotti locali come amari, olio e marmellate.

Itinerario 3: Percorso: 29,7 km – Durata: 8h30

Da Martano, per raggiungere il centro di Carpignano Salentino è necessario arrivare alla Chiesa della Madonnella e da qui attraversare un percorso fatto di antiche carraie. Sfruttando il percorso cicloturistico si arriva Serràno e poi a Cànnole. Imboccando la strada vicinale Scoppelle, si arriva alla Masseria Torcito, immersa in una pineta.

Sempre attraversando delle carraie, si esce dal tratto boschivo per proseguire fino al Santuario di Montevergine, importante luogo collegato ai pellegrinaggi, dal quale, attraverso una discesa, si giunge al centro di Palmariggi. Si prosegue sulla via vecchia per Giurdignano, giungendo in prossimità della Masseria Quattro Macine, un antico casale medievale abbandonato, dal quale si giunge in un’area in cui si possono apprezzare dolmen e menhir. Dopo Giurdignano, la via Francigena attraversa splendidi uliveti e una lecceta, per poi arrivare al centro di Otranto con la splendida Cattedrale e la chiesa bizantina dedicata a San Pietro.

Itinerario 4: Percorso: 21,9 km –  Durata: 6h

Si riparte dal porto di Otranto, dove, appena fuori dalla cittadina, si può raggiungere la suggestiva ex cava di Bauxite, con il suo paesaggio dai colori lunari. Attraverso una strada sterrata si arriva a Uggiano la Chiesa e poi Cocumola. Dopo aver ammirato il menhir della Croce, si percorre un rettilineo immerso tra ulivi e pini e si giunge a Vitigliano, dove possiamo visitare la chiesa di San Michele Arcangelo. Si prosegue fino all’ultima tappa di Vignacastrisi.

Itinerario 5: Percorso: 14,3 km – Durata: 4h

Uscendo dal centro abitato di Vignacastrisi e superata la Cappella della Madonna di Costantinopoli, si procede fino a Marittima. Attraversata la strada provinciale e dopo aver imboccato una sterrata, si arriva in prossimità delle rovine della Torre del Sasso. Andando oltre, si incontra un bosco di eucalipti, di pini e querce vallonee, tipiche di quest’area. Si raggiunge, infine, un incrocio che indica il porto di Tricase, ultima tappa di questo itinerario.

Itinerario 6 – Percorso: 17,5 km, Terreno: sterrato, asfaltato, Durata: 5h

Dopo Tricase, si prosegue per Tiggiano con il suo splendido Palazzo Baronale e Corsano. Proseguendo per un percorso in aperta campagna disseminato di muretti a secco, si entra a Gagliano del Capo, con l’immancabile chiesa di San Rocco e il Convento di San Francesco di Paola. Attraverso una strada comunale si giunge, attraversando la campagna, al Santuario di Leuca, ultima propaggine della penisola italica nell’Adriatico. I due angeli che accolgono il viandante sono il simbolo di un viaggio che si conclude e l’inizio di un percorso ancora da battere che porta fino a Gerusalemme.

Qui, qualche spunto dove soggiornare lungo i percorsi: 

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Il Salento non è solo spiagge, Corigliano D’Otranto e Specchia “Bandiere arancioni”

17 Apr

Corigliano D’Otranto e Specchia: cosa hanno in comune i due piccoli borghi del Salento distanti una trentina di km l’uno dall’altro? Non tutti lo sanno, ma queste due località si sono aggiudicate la “Bandiera Arancione”, il premio per l’eccellenza dei comuni dell’entroterra assegnato dal Touring Club.

Ebbene sì, il Salento è famoso soprattutto per le spiagge e per i chilometri di costa, ma a chi viene in vacanza nel Tacco d’Italia non sarà sfuggito di notare quanta bellezza e tradizione ci sia anche nei piccoli borghi, quelli lontani dalla costa, pieni di storia e di tradizione.

La “Bandiera arancione”, assegnata dal 1998, è marchio di qualità turistico-ambientale. Bellezza del patrimonio storico-culturale e qualità nell’accoglienza dei turisti hanno fatto di Specchia e Corigliano d’Otranto i due fra i borghi più belli di tutta la Puglia.

CORIGLIANO D’OTRANTO – Uno dei comuni più caratteristici della Grecìa Salentina, grazie alle tipiche case a corte che impreziosiscono il centro storico e fulcro culturale salentino di grande fermento, grazie alle attività che si svolgono all’interno del Castello De’ Monti, antico maniero dalla nobile facciata barocca. 

A soli 25 km da Lecce, la ricchezza delle tradizioni del piccolo comune si rispecchia persino nella lingua locale, il griko, antica eredità della dominazione ellenica. Di derivazione bizantina sono anche i nomi delle vie. L’Arco Lucchetti, che sormonta l’entrata di una piccola corte, racconta, attraverso i simboli bizantini intagliati nella pietra, l’amore di un uomo per la sua sposa.

SPECCHIA – Il piccolo comune del Sud Salento (circa 54 km da Lecce) vanta già un prestigioso riconoscimento, ovvero la menzione fra i “Borghi più belli d’Italia”. In effetti, passeggiando per le assolate viuzze, dove il tempo sembra essersi fermato e dove la vita scorre lenta, non si fa fatica a capire perché il borgo si sia meritato questi riconoscimenti. 

Un dedalo di vicoli intricati, di case a corte dai balconi in fiore e di incroci impreziositi dalle tradizionali nicchie con i santi: il centro storico di Specchia, oggi albergo diffuso, è un’esperienza per gli occhi! 

A suggellare questo splendore gli edifici più famosi: Castello Risolo, il Convento dei Francescani Neri e la Colonna dell’Immunità, così chiamata perché bastava toccarla per garantirsi l’immunità dall’arresto. Comune dalle mille virtù, Specchia è nota per la sua qualità della vita, per l’uso di fonti rinnovabili e per i frantoi ipogei. 

Per scoprire dove soggiornare per visitare questi e altri borghi del Salento, date un’occhiata qui:

Sito web case vacanza –> www.casesalento.com

Sito ville di pregio per vacanze –> www.villesalento.it

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Tornare a viaggiare presto con il passaporto vaccinale ed individuando chi non può contagiare

3 Apr

Più di 3 milioni di persone vaccinate e quasi 10 milioni di italiani che hanno già ricevuto la prima dose: sono questi i numeri che, se in costante crescita, ci porteranno fuori dal tunnel della pandemia. Nonostante il ritorno alle numerose restrizioni di queste settimane per via della terza ondata di contagi da Covid-19, possiamo intravedere una via di uscita che ci incoraggia a pianificare il futuro prossimo. La campagna vaccinale sta procedendo e con essa si rende sempre più necessaria e urgente l’entrata in vigore del passaporto vaccinale che consentirà alle persone già immuni di tornare a viaggiare in sicurezza. Oltre ad essa, sarebbe importante capire se chi ha già contratto il covid sia in grado o meno di contagiare, perché qui la platea si allargherebbe ulteriormente…

Il Ministro della Salute Roberto Speranza tende la mano all’intero comparto del turismo che può guardare all’immediato futuro con fiducia. L’aumento progressivo del numero di vaccinati nei prossimi mesi avrà un impatto significativo sulla curva dei contagi e potrebbe consentire presto nuove aperture e meno limitazioni agli spostamenti.

“La campagna di vaccinazione è il fattore di svolta che mi porta ad essere più ottimista. Confido in un’estate diversa dai giorni che stiamo vivendo ora” – ha affermato il Ministro in un’intervista al Messaggero. L’altra novità che accompagnerà l’aumento degli immunizzati sarà l’entrata in vigore del passaporto vaccinale, fondamentale per tornare a viaggiare presto e in sicurezza. Anche questo provvedimento dovrebbe essere emanato entro l’estate.

“A livello europeo si sta lavorando ad un Green pass connesso prima di tutto alle vaccinazioni” – ha spiegato Speranza. Virtuoso è l’esempio della Regione Lazio che ha iniziato ad emettere certificati vaccinali (senza però ancora nessun utilizzo specifico) ai suoi residenti che si sono sottoposti al richiamo del vaccino. In questo senso sono tanti i Paesi che hanno già adottato il passaporto sanitario come metodo per tracciare coloro che sono immunizzati e che possono spostarsi con più facilità. 

Pasqua 2021 arriva in un momento ancora delicato, ma che racchiude in sé i germogli della speranza che sbocceranno nei prossimi mesi. Lo staff di Ville Salento vi augura una felice Pasqua con l’auspicio di ricominciare a viaggiare presto!

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