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I percorsi del vino e dell’olio: Morciano, Specchia e Alezio

3 Lug

Dal comune più a nord fino al basso Salento, il vino e l’olio sono i prodotti della tradizione di questa terra. La produzione non è solo legame con il passato, ma anche sinonimo di qualità. Una breve panoramica sui centri dell’eccellenza salentina vi guiderà alla scelta dei prodotti doc per gustare il vero sapore di questa terra. Scopriamo i percorsi del vino e dell’olio a Morciano di Leuca, Specchia e Alezio

MORCIANO DI LEUCA – Situata nell’estremo lembo della penisola salentina, Morciano di Leuca dista 64 km da Lecce. Il centro storico è dominato dall’imponente castello, con alte mura merlate e un torrione circolare. Da ammirare è la facciata della Chiesa della Madonna del Carmine, nota anche come “de lu cumentu”. Dalle lastre di vetro della piazza si intravedono il frantoio ipogeo e le fosse granarie.

L’OLIO – Sono ben 18 i frantoi ipogei che testimoniano l’antico legame fra Morciano e l’olio. Alcuni di essi risalgono al IX secolo e molti furono ricavati dai granai di epoca messapica. Nei pressi della chiesa parrocchiale è tutta da ammirare un’antichissima macina in pietra per le olive. Oggi sono moltissime le piccole e grandi aziende agricole nonché i privati a produrre e vendere olio d’oliva di qualità.

ALEZIO – Culla dell’antica civiltà messapica, Alezio sorge a pochi chilometri da Gallipoli e custodisce una delle più importanti collezioni archeologiche sui Messapi, nelle sale del settecentesco Palazzo Tafuri, un tempo dimora signorile di proprietà di una nobile famiglia gallipolina. Nelle sue stanze sono conservati corredi funerari e antichi reperti, tra cui balsamari, trozzelle e divinità in terracotta. Di fronte al museo, c’è anche il Parco archeologico.

IL VINO – Alezio dà il nome ad un vino doc tutto da gustare in due varianti, entrambe dal vitigno Negroamaro: l’Alezio Rosso, dal suo sapore caldo e amarognolo, e il Rosato, più asciutto e vellutato. 

SPECCHIA – Comune senza tempo, Specchia, a 54 km da Lecce, è tra i Borghi più belli d’Italia, meritevole di aver saputo recuperare e valorizzare i suoi gioielli architettonici. Oggi il borgo antico è un caratteristico albergo diffuso, il cui cuore è rappresentato dal Castello Risolo, insieme alla Chiesa Matrice e all’ex Convento dei Francescani Neri.

L’OLIO – I frantoi ipogei di Specchia, antica testimonianza della produzione olivicola del paese, sono tutt’oggi perfettamente conservati. Il comune rientra, inoltre, nella Strada dell’Olio “Jonica – Antica Terra d’Otranto” e il suo olio extravergine è tra i migliori della regione. Di recente, i produttori si sono riuniti sotto un’unica etichetta identificata con il marchio “De.C.O. Specchia” (Denominazione Comunale di Origine), apposta su ogni bottiglia di olio prodotto nel paese.

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I percorsi del vino e dell’olio: Novoli e Squinzano

26 Giu

Rosso, rosato e bianco, il vino del Salento è un prodotto di qualità e di tradizione. Allo stesso modo l’olio è denominato “l’oro giallo” per le sue proprietà davvero preziose. Quasi ogni comune del Salento ha la sua produzione autoctona di olio e vino: una breve panoramica sui centri dell’eccellenza salentina vi guiderà alla scelta dei prodotti doc per gustare il vero sapore di questa terra. Scopriamo i percorsi del vino e dell’olio a Novoli e Squinzano.

NOVOLI– E’ il comune del “fuoco“, perché come da tradizione ogni gennaio si celebra il Santo Patrono Sant’Antonio Abate con l’accensione della “Fòcara”, una montagna di fascìne che vengono accese con uno spettacolo pirotecnico unico al mondo. Nel cuore del paese sorge l’antica Chiesa dell’Immacolata, che conserva un affresco bizantineggiante dei primi del XIV secolo della Madonna in trono col Bambino. 

IL VINO –L’agro di Novoli è quasi interamente coltivato a vigneto, una caratteristica che ha radici antichissime. A testimonianza di ciò, lo stemma stesso del comune, raffigurante tre grappoli d’uva che pendono da un tralcio.

SQUINZANO – A soli 17 km a nord di Lecce, il comune è caratterizzato dalla presenza di numerose chiese, dalla Chiesa Madre dedicata a San Nicola con la facciata in stile barocco alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie del ’500. Sulla serra in direzione Campi Salentina, sorge in posizione panoramica il Convento di Sant’Elia che ospita convegni ed eventi culturali. In via Monte Grappa, invece, spunta l’antica dimora nobiliare di Villa Cleopazzo in stile liberty, oggi teatro di eventi estivi. 

IL VINO –La doc (denominazione di origine controllata) “Squinzano” fu istituita nel 1976 e offre vini come il Negroamaro e la Malvasia, il rosato e il susumaniello, il vino novello e lo Chardonnay, ottimi per accompagnare i piatti della tradizione salentina. 

L’OLIO –Squinzano è anche terra di vasti uliveti dove si produce olio d’oliva. A celebrare la vocazione agricola del paese è il piccolo Museo dell’olio e del vino.

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I percorsi del vino e dell’olio: Copertino, Leverano

19 Giu

Fra i prodotti principali nella dieta mediterranea, il vino e l’olio sono i due gioielli autoctoni del Salento. Uliveti e vigneti segnano il panorama di questa terra non solo dal punto di vista visivo, influenzandone anche gli altri sensi come l’olfatto e il gusto. Una breve panoramica sui centri dell’eccellenza salentina vi guiderà alla scelta dei prodotti doc per gustare il vero sapore di questa terra. Scopriamo i percorsi del vino e dell’olio a Copertino e Leverano.

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COPERTINO – Il castello è il fulcro del centro storico del borgo che sorge a 15 km da Lecce. Il maniero è infatti uno dei più grandi e meglio conservati del Salento con i suoi ricami barocchi, il portale e i balconi rinascimentali. Il dedalo di viuzze del centro storico conduce alla casa natìa di San Giuseppe, il “Santo dei voli”, meta di turisti e pellegrini.

IL VINO –Dalle vigne di Negroamaro che circondano Copertino si produce l’omonimo vino Dop. La produzione di vino rosso, particolarmente apprezzato per il suo colore rubino e il sapore asciutto con retrogusto amarognolo, è un’eccellenza del territorio. 

LEVERANO – Ad appena 10 minuti dalle rinomate spiagge di Porto Cesareo, Leverano è caratterizzata dalle stradine di basolato del centro storico che conducono alla Torre di Federico II, voluta dall’imperatore svevo per proteggere la costa ionica dalle incursioni piratesche. Da visitare sono la chiesa Matrice dedicata all’Annunziata, il convento di Santa Maria delle Grazie e la chiesa della Madonna della Consolazione.

IL VINO –Abbracciata dai vigneti, Leverano dà il nome a un vino doc la cui origine è legata ai due produttori storici presenti sul territorio fin dagli anni ’60. Rossi e rosati sono a base di Negroamaro e Malvasia nera.

Il Leverano Doc Bianco si accompagna a pietanze leggere, come frutti di mare crudi, risotti e frittura di pesce; il Rosato è perfetto per gustare salumi piccanti, primi piatti con sughi di carne e carni rosse alla griglia. Il Rosso, invece, è l’ideale per salumi e formaggi ovini stagionati e carni rosse alla griglia, al forno o in umido. Da un po’ di anni si è aggiunta la produzione di Vino Novello, celebrato in una grande festa a novembre.

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Alla scoperta del Salento del vino, il regno del Salice Salentino

27 Giu

Insieme a Primitivo e a Negroamaro, il Salice Salentino è il terzo vino autoctono del Salento. I prodotti enogastronomici locali sono un modo originale e “gustoso” per conoscere da vicino la nostra terra e le sue tradizioni culinarie. Accanto, quindi, ai classici itinerari turistici fatti di spiagge e mare, vi proponiamo qui un piccolo viaggio fra le province di Lecce e Brindisi, alla scoperta del Salice Salentino.

PRODUZIONE

Il Salice Salentino è un vino DOC, la cui produzione avviene nelle province di Brindisi e Lecce. Veglie, Guagnano e Campi Salentina, in provincia di Lecce, San Pancrazio Salentino, Sandonaci e Cellino San Marco, in provincia di Brindisi, sono i comuni in cui si produce il vino, dai vitigni Negroamaro, Malvasia nera di Brindisi e Malvasia nera di Lecce. Il Salice Salentino si declina in sei diversi tipi di vino, tra i quali, ci sono il rosso, il bianco, il rosato e il pinot bianco (presenti anche con la tipologia spumante), l’aleatico dolce e l’aleatico liquoroso dolce.

CARATTERISTICHE

Il vino si presenta dal colore rosso rubino, più o meno intenso. L’odore è gradevole e intenso, mentre il sapore è robusto ma vellutato. Queste proprietà rendono il Salice Salentino particolarmente consigliato sugli arrosti, sui formaggi forti e sulla cacciagione.

STORIA

L’origine della denominazione DOC del Salice Salentino è da attribuirsi al Senatore Arcangelo de Castris, che grazie alla sua azienda vitivinicola “Leone De Castris” è riuscito ad affermare la bontà di questo particolare vino in Italia e nel mondo. La Cantina, una fra le più antiche ancora in attività, è stata fondata nel 1665 dal duca Oronzo Arcangelo Maria Francesco De Castris, conte di Lemos.

Agli inizi dell’800 l’azienda vitivinicola iniziò a esportare vino negli Stati Uniti, in Germania e in Francia. Nel 1943 nasce il Five Roses, il prodotto più conosciuto dell’azienda e il primo vino rosato a essere imbottigliato e commercializzato in Italia e da subito esportato negli Stati Uniti.

Ecco qualche consiglio utile su dove alloggiare mentre esplorate il regno del Primitivo

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Alla scoperta del Salento del vino, il regno del Primitivo

13 Giu

Volete conoscere ed esplorare il Salento in un modo originale? Vi proponiamo, dunque, un modo alternativo di visitare la nostra terra, seguendo la via del Primitivo, vino di produzione locale che, assieme al Negroamaro, è uno dei prodotti principe delle tavole salentine. Attraverso un percorso che combina il gusto alla storia, andiamo alla scoperta delle origini e delle proprietà di questo meraviglioso vitigno.

Da Manduria a Lizzano, passando per S. Giorgio Jonico, Pulsano, Leporano, San Marzano di San Giuseppe, Sava e Avetrana, i comuni che segnano il nostro percorso di degustazione. Dal colore rosso corposo e dal sapore intenso, il Primitivo si accompagna ai formaggi stagionati, alle zuppe di legumi, alle grigliate di agnello.

LE CARATTERISTICHE

Da sempre utilizzato come vino da taglio, oggi il Primitivo di Manduria rappresenta uno dei cardini dell’enologia salentina. Sono le note di frutta dolce e matura (more, ciliegie, prugne), le spezie e talvolta il cuoio a definire il Primitivo, vino a bassa acidità e alto tenore alcolico.

Secco da pasto o dolce naturale, il vino si accompagna perfettamente carni grigliate o a formaggi stagionati. Il Primitivo è anche il compagno perfetto per i dolci della tradizione pugliese dalle farciture a base di ricotta, mandorle, fichi secchi. Un calice di Primitivo va benissimo anche se degustato da solo, per poterne apprezzare le particolari note fino in fondo. Ci sono due diverse tipologie: Il Primitivo di Manduria DOC e il Primitivo di Manduria dolce naturale DOCG.

Pasticciotto

LA STORIA

Non è ben chiaro a quale epoca risalga la nascita del vitigno nel Salento. Si ipotizza che siano stati gli antichi Greci a portarlo fin qui oppure i Romani dalla Dalmazia. Il vino, infatti, geneticamente è molto simile al Crljenak Kastelsnski coltivato dall’Istria alla penisola di Sabbioncello. Un altro discendente dal Primitivo è lo Zinfandel, specie cult della California. Pare, infatti, che, nei primi anni dell’Ottocento, sia stato esportato oltre oceano da qualche migrante pugliese.

Per la produzione del vino, le vendemmie avvengono di notte, unico momento in cui si riesce ad avere tregua dal caldo e dal sole. Nel 2011 nella versione Dolce Naturale, il Primitivo diventa DOCG, protetto e valorizzato dalla presenza del Consorzio di Tutela del Primitivo.

GLI ITINERARI

I percorsi del Primitivo si dipanano in scenari naturalistici senza pari. Vi consigliamo, perciò, di munirvi di scarpe comode e di macchina fotografica per catturare le incantevoli immagini di paesaggi, come le Riserve Naturali del Litorale Tarantino Orientale: dalle saline animate da numerose specie di uccelli, tra cui i fenicotteri rosa, alle paludi impreziosite da molteplici varietà di orchidee, boschi di lecci e la presenza del fiume Chidro, custode di necropoli di epoca romana.

Immancabile, infine, la visita al Museo della Civiltà del Vino Primitivo, testimonianza della storia sociale e della vocazione agraria di questa terra.

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San Martino ed il vino novello

11 Nov

Il giorno di San Martino, nel Salento è atteso da molti, un vero e proprio giorno di festa, sopratutto per i non astemi 🙂

L’11 novembre di ogni anno, i Salentini si riuniscono, con le proprie famiglie e/o amici, generalmente di sera, per trascorrere un’allegra serata. Continua a leggere

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