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La zuppa di pesce salentina, impariamo a cucinare “Lu quataru”

23 Mar

La filosofia alla base di questo piatto è cucinare il pesce che i pescatori non potevano più vendere perché danneggiato dalle reti durante la pesca. Tutt’altro che un pasto “di recupero”, oggi lu quataru è il piatto più ricercato nei ristoranti della costa ionica. Provate a farlo a casa con questa ricetta!

Per conoscere gli altri piatti tipici del Salento, guardate il seguente link utile!

LU QUATARU

Ingredienti

1 seppia

2 granchi

1 polpo piccolo

Pesce azzurro (scorfani, lappane, cernia, perchie, lappane)

1 cipolla

1 spicchio d’aglio

Prezzemolo

8-10 pomodori giallini o datterino

Olio d’oliva q.b.

Sale q.b.

Peperoncino o pepe q.b.

Lavate tutti i pesci ed eviscerateli. Pulite la seppia, separando la testa dai tentacoli e togliendo l’osso, la sacca dell’inchiostro e le viscere. Tagliate a pezzettoni. Pulite il polpo eliminando il becco e gli occhi e tagliate a pezzettoni. Sciacquate e mettete a scolare.

Rosolate la cipolla, l’aglio e il prezzemolo in un fondo di olio d’oliva, poi aggiungete i pomodori. Fate cuocere per una decina di minuti. Allungate con acqua per ottenere un sughetto brodoso. Quando inizia a sobollire iniziate a inserire gradualmente i pesci: prima quelli a carne dura (seppie, polpo, granchi), poi, dopo cinque minuti, aggiungete i restanti pesci (prima i più grandi e, via via, a pochi minuti di distanza, quelli più piccoli). Per rimestare non utilizzate utensili, ma scuotete il tegame. Il pesce deve essere coperto dal brodo.

Tradizionalmente, il brodo della quatara era allungato con acqua di mare, quindi già sapido. Per le preparazioni a casa aspettate la fine della cottura per salare. Aggiungete pepe o peperoncino secondo il vostro gusto.

Per provare la ricetta e imparare dal vivo i consigli dello chef non vi resta che venire in vacanza in una delle nostre ville e prenotare un’esperienza culinaria con lo chef a domicilio.

Per tutte le info:

www.casesalento.com

www.villesalento.it

info@villesalento.it

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Peperoni con la mollica, la ricetta per un contorno delizioso

16 Mar

Insaporiti dal pan grattato, i peperoni sono un ottimo contorno a base di verdure che ben si adattano a qualsiasi tipo di pasto. Si tratta di una ricetta della tradizione contadina del Salento. Ecco i consigli su come preparare questo piatto.

Per conoscere gli altri piatti tipici del Salento, guardate il seguente link utile!

PEPERONI CON MOLLICA

Ingredienti:

4 peperoni

1 cucchiaio di mollica

3 cucchiai di pecorino

1 pizzico di origano

Olio di oliva extravergine q.b.

Sale q.b.

Lavate i peperoni, togliete i semi e i filamenti interni, poi tagliateli a falde e fateli friggere in una padella, dove avrete scaldato l’olio. Togliete una parte di olio e spargete sui peperoni la mollica di pan grattato, i capperi, il pecorino, l’origano e un pizzico di sale.

Mescolate accuratamente, fate cuocere i peperoni ancora per 10 minuti mescolando ogni tanto, poi servite.

Per provare la ricetta e imparare dal vivo i consigli dello chef non vi resta che venire in vacanza in una delle nostre ville e prenotare un’esperienza culinaria con lo chef a domicilio.

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Una specialità del Salento: la ricetta dei pezzetti di carne di cavallo al sugo

9 Mar

Se siete dei veri intenditori di piatti a base di carne, non potete non assaggiare i pezzetti di carne di cavallo al sugo, un piatto pregiato della tradizione salentina, onnipresente nelle sagre estive, da gustare nel piatto o direttamente nel panino. Per la preparazione servono alcune ore, ma alla fine il risultato ripagherà l’attesa… Buon appetito!

Per conoscere gli altri piatti tipici del Salento, guardate il seguente link utile!

PEZZETTI DI CARNE DI CAVALLO AL SUGO

Ingredienti:

1 kg di cavallo (muscolo)

1 kg di passata di pomodori

100 ml di vino rosso

1 gambo di sedano

2 foglie di alloro

Peperoncino q.b.

Sale q.b.

Pepe q.b.

Disponete i pezzetti di cavallo in un tegame capiente, unite le foglie di alloro, il pepe in grani e il gambo di sedano tagliato a pezzi e ricoprite d’acqua. Fate cuocere per un’ora e mezza circa, salando leggermente quando l’acqua arriva a bollore.

Trascorso il tempo necessario, scolate l’acqua tenendone qualche mestolo da parte. In un tegame di terracotta, lasciate rosolare uniformemente la carne con poco olio. Sfumate con il vino. Aggiungete la passata di pomodoro e circa 200 ml del brodo di carne ottenuto dalla cottura nell’acqua. Salate e cuocete a fuoco lento con il coperchio per circa 3 ore (se il sugo dovesse addensarsi troppo aggiungete un mestolo di brodo). Servite i pezzetti di cavallo al sugo con abbondante pane casereccio.

Per provare la ricetta e imparare dal vivo i consigli dello chef non vi resta che venire in vacanza in una delle nostre ville e prenotare un’esperienza culinaria con lo chef a domicilio.

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Riso, patate e cozze, ecco come cucinare la tajeddha

2 Mar

La tajeddha è un piatto che coniuga il sapore del mare (con le cozze) a quello della terra (con le patate) e lo fa in maniera armoniosa e semplice. Il piatto deve il suo nome alla teglia (tajeddha, in dialetto) nella quale vengono sistemati gli ingredienti e messi in forno. Ecco la ricetta in pochi passaggi.

Per conoscere gli altri piatti tipici del Salento, guardate il seguente link utile!

TAJEDDHA

Ingredienti per 4 persone:

400 gr di patate

4 pomodori

1 cipolla piccola

sale q.b.

olio extravergine di oliva q.b.

prezzemolo qb

200 gr di riso

1 kg di cozze

pane grattugiato q.b.

formaggio pecorino grattugiato q.b. (facoltativo)

origano q.b.

Una volta lavate e sbucciate, tagliate le patate in fettine sottili. Tagliate anche le zucchine e le cipolle a rondelle piuttosto sottili e dividete i pomodorini in quattro spicchi. Mettete quindi tutte le verdure in una terrina.

Pulite e lavate le cozze e fatele aprire all’interno di un tegame sul fuoco a fiamma viva con prezzemolo, aglio tritato, due cucchiai di olio e acqua fredda. Una volta aperte, separate le cozze dal liquido (che dovrà essere filtrato direttamente nella terrina con le verdure) e lasciatele raffreddare.

Prendete ora la tajeddha e alternate al suo interno uno strato di verdure, uno strato di cozze (con solo mezzo guscio rivolto verso l’alto), uno strato di pecorino grattugiato e uno strato di mollica di pane, fino ad arrivare all’esaurimento degli ingredienti. Ricoprite il tutto con il liquido rimasto nella terrina delle verdure. Infine, infornate a 220° C per un’ora e trenta minuti circa.

Per provare la ricetta e imparare dal vivo i consigli dello chef non vi resta che venire in vacanza in una delle nostre ville e prenotare un’esperienza culinaria con lo chef a domicilio.

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Le lumache dei salentini, la ricetta dei municeddhi

23 Feb

Se credete che i francesi siano gli unici a cucinare e a mangiare le lumache, vi sbagliate! Nel Salento i municeddhi sono un piatto della tradizione e sono cucinati in vari modi (arrosto o in padella).

Pensate che a Cannole (vicino Otranto), ogni estate, si svolge una delle sagre più antiche e più famose di questa terra dedicata proprio alle lumache. In questa ricetta, vi mostriamo come si cucinano i municeddhi in padella con un delizioso sughetto.

Per conoscere gli altri piatti tipici del Salento, guardate il seguente link utile!

MUNICEDDHI

Ingredienti:

300 gr. di lumache

10 pomodorini

1 cipolla

1 bicchiere di vino bianco

sale, olio extravergine di oliva

peperoncino

qualche foglia di alloro

basilico

Lavate per bene le lumache con acqua fredda e lessatele in abbondante acqua salata. Nel frattempo procuratevi una casseruola e preparate un soffritto di cipolla. Quando la cipolla sarà dorata, aggiungete le lumache e fatele cuocere per una decina di minuti a fiamma molto bassa.

Aggiungete i pomodorini tagliati a pezzetti, qualche foglia di alloro e di basilico, il sale e il peperoncino. A questo punto mescolate per bene il tutto e cuocete per altri venti minuti con il coperchio, sempre a fiamma bassa, e mescolando di tanto in tanto. Il gusto vi stupirà!

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Il piatto re delle domeniche salentine, la ricetta delle “Sagne ‘ncannulate”

16 Feb

Non c’è domenica che si rispetti senza un buon piatto di Sagne ‘ncannulate, la pasta fresca per eccellenza nel Salento. Condita con sugo di pomodoro e cacio ricotta salentino, anche nella variante piccante (ricotta scante), è una delle cose tipiche da provare nel Salento. Ecco la ricetta.

Per conoscere gli altri piatti tipici del Salento, guardate il seguente linkutile!

SAGNE ‘NCANNULATE

Ingredienti per 4 persone:

400 gr. di farina

200 ml. di acqua

Sale

Olio extravergine d’oliva

Impastate farina e acqua fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo e lasciate riposare in una ciotola capovolta per circa tre quarti d’ora, poi tirate la sfoglia. Tagliate delle striscioline larghe circa 1,5 cm e, tenendo bloccato il bordo di sinistra, iniziate ad arrotolarle su loro stesse fino a formare un ricciolo di pasta. Condite con sugo di pomodoro e servite con una spolverata di formaggio (consigliato il cacio ricotta salentino).

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Le cicorie di campagna: un must della cucina salentina, dalla raccolta alla tavola

2 Feb

Uno dei prodotti più importanti di questa terra, le cicorie di campagna non sono un semplice contorno. Dietro alla ricetta del piatto, infatti, c’è una vera e propria tradizione che va dalla ricerca nelle campagne salentine dei vari tipi di cicoria (“lu zangune” è fra i più famosi) alla raccolta, nei mesi delle piogge (da novembre a marzo).

La raccolta, poi, avviene con un metodo preciso: le piante non si strappano dalla terra ma le si recide dalla radice con un coltello per farle ricrescere più velocemente. In basso, troverete il modo per cucinarle e per rendere questo piatto salentino davvero speciale!

Per conoscere gli altri piatti tipici del Salento, guardate il seguente link utile!

CICORIE DI CAMPAGNA

Ingredienti:

1/2 kg di cicorie selvatiche

2 cucchiai di olio extravergine d’oliva

30 olive nere in salamoia

1 peperoncino piccante

2-3 spicchi d’aglio

Sale q.b.

Pulite le cicorie e risciacquatele più volte con acqua corrente. Prendete una padella, versate l’olio e fate rosolare qualche spicchio d’aglio per qualche minuto. Stufate le cicorie ancora grondanti di acqua in una pentola scoperchiata a fuoco basso, mescolando di tanto in tanto.

A cottura quasi completa delle verdure, aggiungete le olive nere in salamoia (una manciata) e il peperoncino tagliuzzato in pezzi e semi. Salate a piacere e terminate la cottura ancora per qualche minuto. Buon appetito!

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Salento meta di pellegrinaggio: scopriamo il Santuario dei Santi Medici a Oria

12 Gen

Il Salento come terra di pellegrinaggio è un aspetto che in pochi conoscono. Che siate fedeli devoti o che siate interessati a conoscere ogni volto di questa suggestiva terra, vi consigliamo di continuare la lettura.

In provincia di Brindisi, sorge il santuario più antico e più famoso del Salento: quello di San Cosimo alla Macchia, dedicato al culto dei Santi Medici, compatroni di Oria.

Situato in aperta campagna, a circa 5 km da Oria, il santuario custodisce le reliquie dei due santi ed è per questo motivo meta di pellegrinaggio da tutta la Puglia e non solo.

LE ORGINI

Il Santuario sorge in una zona incolta, fuori dal centro abitato, e quindi nella “macchia” mediterranea, caratteristica da cui ha ereditato il nome. Il complesso monumentale nasce sulle spoglie di una chiesetta fondata dai monaci basiliani nel IX secolo. Il complesso era originariamente collegato a un villaggio medievale oggi scomparso.

IL SANTUARIO OGGI

La chiesetta ha subìto profonde trasformazioni nel corso dei secoli fino a diventare oggi un centro dotato di strutture e servizi in grado di rispondere alle esigenze dei fedeli.

I santi medici

L’attuale edificio presenta elementi strutturali e decorativi introdotti dal XVIII al XX secolo. Il santuario, dall’aspetto sobrio, è circondato dal verde e dal raffinato porticato per le celebrazioni all’aperto. Sulla sommità del timpano che corona la facciata si può ammirare la statua del Cristo Redentore, eseguita dall’artista leccese Luigi Guacci.

All’interno, si ritrovano i numerosi ex voto e una sala dedicata al museo etnografico, con una selezione di oggetti che raccontano tre secoli di storia salentina e della tradizione contadina.

Nelle vicinanze della chiesa, sorgono la Curia vescovile che ospita il seminario, una chiesa all’aperto per le celebrazioni del periodo estivo-primaverile e un parcheggio enorme con centinaia di palme.

IL CULTO

Le celebrazioni principali dell’anno si tengono nella quinta settimana dopo Pasqua, il giovedì in cui ricorrono le cosiddette “Pirdunanzi”.

In alcuni paesi del Salento, nel passato, si era soliti prepararsi al pellegrinaggio in vista della festa di San Cosimo, organizzandosi in gruppi: chi andava a piedi, partendo in nottata, chi, disponendo di tràini o calessi, partiva la mattina presto. Dopo la messa si visitava il mercato-fiera per acquistare oggetti tipici.

VISITA

Se siete in visita al Santuario o se state pianificando una vacanza al mare e non volete perdervi una gita per vedere uno dei luoghi di culto più importanti del Salento, vi consigliamo di soggiornare in questa splendida villa con piscina, dotata di ogni comfort e ideale per ospitare due famiglie o un gruppo di amici.

La villa code m215 a Oria per fantastici soggiorni nei pressi del Santuario

Per info:

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Cosa fare nel Salento, i parchi divertimento per tua la famiglia

5 Gen

Per le vacanze estive hai scelto il Salento per la bellezza dei paesaggi, le spiagge bianche e l’acqua del mare cristallina. Ti godi i lunghissimi bagni e le tintarelle sulla spiaggia, ma i tuoi figli vorrebbero qualcosa di più divertente e avventuroso!

E se i tuffi spettacolari dagli scogli della Poesia non sono esattamente quello che stai cercando, allora ti diamo qualche dritta per diventare ufficialmente l’eroe di tuo figlio!

Parchi acquatici e parchi divertimento regaleranno sorrisi ai tuoi bambini…e perché no?!? faranno divertire anche te!

Ecco quali vale la pena vedere!

Splash!

Litoranea S.M al Bagno – Località Rivabella – Gallipoli (LE)

Lo Splash! a Gallipoli

È il parco acquatico più longevo del Salento, attivo da 30 anni e con una media di 300mila visitatori a stagione. Acquascivoli, cascate e castelli arricchiscono la scenografia delle piscine, regalandovi un’atmosfera imperdibile. Il tutto è condito dall’intrattenimento di dj, ballerini e artisti di strada che vi terranno compagnia per tutta la giornata.

Per i più piccoli da visitare è Fabilandia, un’area riservata ai bambini con gonfiabili, trenino far west, tappeti elastici, campo da beach volley.

Nelle aree attrezzate con ombrelloni e lettini potete fare una siesta oppure andare a mangiare nel ristorante.

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Carrisiland

Cellino San Marco – strada provinciale 51 in direzione Oria (BR)

Diviso in acquapark, parco divertimenti e area bosco, Carrisiland è il posto ideale per tutte le età. Il parco acquatico, con ben 13500 mq di piscine caraibiche, è suddiviso in due aree: “Isla Encantada” ed “Isla Dorada”. Potete inoltre trovare aree relax con prati, lettini e solarium, scivoli, cascate e molto altro.

Il parco acquatico di Carrisiland

Il parco di divertimenti invece è interamente a tema western con la visita al “Kocis Indian Village”, dove conoscere la storia, gli usi e i costumi degli indiani d’America. Anche le aree per la siesta sono a tema, con l’area picnic “C’era una volta il West a Carrisiland” e il pranzo al “Saloon Tavola Calda”.

Infine, un bosco di 60 ettari offre diversi ambienti a tema fiabesco, con un saloon del Far West, il villaggio degli indiani, il villaggio di Tarzan, Hansel & Gretel.

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Zoosafari Fasanolandia

Via dello Zoosafari – Fasano (BR)

È probabilmente l’attrazione più famosa della Puglia che mette insieme le due mete per eccellenza preferite dai più piccoli: lo zoo, uno dei più estesi d’Europa, e il parco divertimenti. Si può trascorrere l’intera giornata all’insegna conoscenza del mondo animale visitando lo zoo, attivo da 1973, e del divertimento con le attrazioni del parco vicino.

Lo zoo di Fasano

Il percorso in auto, camper o bus consente di vedere leoni, tigri, giraffe, orsi, cammelli e altre specie in semilibertà. Con il percorso pedonale si osservano, invece, a distanza molto ravvicinata gorilla, scimpanzè, gibboni, babbuini e lemuri.

Con il trenino panoramico si raggiunge il Lago dei grandi mammiferi, con isolotti e cascate, che ospitano uccelli acquatici, foche, rinoceronti bianchi, ippopotami, orsi bruni, orsi polari. A pochissima distanza dalla zoo, sorge il parco divertimenti con oltre 25 attrazioni per grandi e piccoli.

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Ciuchino Birichino

Ostuni – strada provinciale 17 direzione Cisternino (BR)

Ideale per conciliare divertimento e avventura, il parco prevede numerose attività per grandi e piccini a contatto con la natura. Orienteering, trekking, nordic walking, passeggiata in carrozza sono solo alcune delle attività che potrete scegliere di fare nell’area che si estende per oltre 80 ettari di terreno.

Uno dei percorsi da fare nel parco avventura “Ciuchino Birichino”

I più piccoli rimarranno entusiasti della possibilità di fare l’arrampicata sugli alberi e volare fra le fronde delle querce.

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Il parco dei dinosauri

S.S. 634 km 0.700 – Via Conversano, 157 – Castellana Grotte (BA)

È l’attrazione che lascerà senz’altro a bocca aperta i bambini e non solo, facendovi viaggiare all’indietro nel tempo fino alle ere preistoriche.

Il parco dei dinosauri

Il parco è un museo a cielo aperto con riproduzioni realistiche di dinosauri a grandezza naturale, fossili, suoni e movimenti di anfibi, pesci primordiali e rettili. È possibile visitare il parco attraverso diversi percorsi tematici, divisi per ere della preistoria.

Salento Excape Room

Viale dell’Università 45 – 73100 – Lecce (LE)

L’intrattenimento innovativo per adulti e non solo si chiama Excape Room: una stanza chiusa  con diverse ambientazioni e una serie di indovinelli e rompicapo come unica possibilità di uscita. Si tratta di un gioco a tempo: in soli 60 minuti si dovrà cercare la soluzione a tutti gli enigmi proposti.

Un gioco per consolidare le dinamiche di gruppo (sono ammessi dai 2 ai 6 giocatori), adatto a tutte le età e in grado di stimolare l’ingegno. Quattro le diverse ambientazioni in cui si può scegliere di essere proiettati: “Fuga dal museo”, “Alcatraz”, “The Cube”, “Victor Frankenstein”. Il divertimento è assicurato!

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Salento in miniatura

c/o Agriturismo Salentolandia – S. P. Salice-Veglie: km 1.2

Il parco “Salento in miniatura”

Anche il Salento ha il suo parco in miniatura per chi non ha il tempo di visitare ogni lembo di questa terra o semplicemente per chi vuole avere sotto un unico sguardo tutte le bellezze del territorio.

Il Parco Tematico “Salento in miniatura” ricrea e propone la carta fisica della penisola salentina, permettendo di esplorare non solo gli aspetti geografici ma anche culturali di Lecce e provincia.

Sono riprodotti fedelmente, su scala 1:35, territori, luoghi e monumenti. Completa il percorso un grande giardino botanico e floricolo dotato di oltre mille esemplari di alberi bonsai.

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Per info su dove trascorrere le tue vacanze:

sito web case vacanza–> www.casesalento.com

Sito ville di pregio per vacanze –> www.villesalento.it

email –> info@villesalento.it

Cellulari –> (+39) 392/0202233 – (+39) 328/4617633

 

Strati di melanzane fritte condite con sugo e mozzarella, chi non ama la parmigiana?

15 Dic

L’origine di questo piatto è tuttora incerta, alcuni la attribuiscono alla Sicilia, altri alla Campania o alla città di Parma. Quello che è certo è che la parmigiana è entrata a pieno titolo anche nella tradizione culinaria salentina. Ecco la ricetta della nostra versione! 😉

Per conoscere gli altri piatti tipici del Salento, guardate il seguente link utile!

PARMIGIANA

Ingredienti per 6 persone:

4 melanzane lunghe

800 gr di salsa di pomodoro fresca

500 gr di mozzarella

una cipolla

basilico

farina

olio di arachide

olio extravergine d’oliva

zucchero

sale fino e grosso

Prendete le melanzane, lavatele, e tagliatele a fette dello spessore di circa 1/2 centimetro e mettetele in un colapasta, con un po’ di sale, quindi lasciatele riposare per un’ora, poi strizzatele, sciacquatele e asciugatele.

In una padella soffriggete la cipolla tritata e l’aglio schiacciato, insieme a 2-3 cucchiai di olio d’oliva, poi togliete l’aglio, aggiungete il pomodoro, il basilico, il sale, il pepe e cuocete per 15-20 minuti.

Friggete le melanzane per la parmigiana in abbondante olio. Intanto tagliate la mozzarella a fette, rompete le uova e sbattetele insieme a 1/3 della salsa di pomodoro e aggiungete un pizzico di sale. Per la cottura, in una pirofila, versate sul fondo un po’ di salsa senza uova e sistemate uno strato di melanzane. Aggiungete la salsa all’uovo insieme a 2-3 cucchiai di parmigiano grattugiato, il basilico e le fettine di mozzarella.

Alternate gli strati fino a esaurimento degli ingredienti, realizzando con le melanzane l’ultimo strato e copritelo con la salsa di pomodoro senza uova. Cuocete in forno a 180° per 30 minuti e poi servite.

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