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Salento, cosa vedere a Gallipoli in vacanza

16 Mag

Capitale del divertimento estivo, Gallipoli, negli ultimi anni, è diventata la meta più rinomata del Salento soprattutto per la fascia d’età che comprende i giovani e i giovanissimi. I locali, la movida serale, le spiagge da sogno hanno reso la “Città Bella” uno dei luoghi ideali per trascorrere le ferie.

Gallipoli, però, con il suo centro storico, le sue chiese e i monumenti è una località che ha molto da raccontare anche dal punto di vista delle bellezze architettoniche.

Protesa sul mar Ionio, Gallipoli sorge lungo la costa occidentale del Salento ed è divisa in due zone ben distinte: il centro storico, che sorge su un’isola di natura calcarea, e il borgo nuovo, collegato all’isola mediante un ponte in muratura risalente al XVII secolo.

CENTRO STORICO – Per visitare la città, partite dal centro storico, uno dei più belli di tutto il Salento. Per accedervi, bisogna percorrere il ponte di dodici arcate. Resterete incantati da viuzze e vicoli che si intrecciano, dove si respira un fascino tutto orientale, frutto delle influenze di bizantini, normanni svevi e angioini. L’intera parte storica è racchiusa entro mura fortificate e circondata dal mare.

CASTELLO ANGIOINO – Proseguendo per il centro storico, vi imbatterete nel Castello angioino, interamente circondato dal mare. Di epoca bizantina, la fortezza ha subìto alcune modifiche rispetto alla sua struttura originaria con l’introduzione di torrette e bastioni e della cinta muraria. Tra le torrette ancora oggi visitabili c’è la Torre del Rivellino, dove si tengono mostre d’arte e proiezioni cinematografiche.

CHIESA SANTA MARIA DELLA PURITA’ – Si tratta di uno degli edifici religiosi più conosciuti della città di Gallipoli. Costruita a metà del 1600, la chiesa colpisce per l’estrema semplicità della facciata che contrasta con lo sfarzo degli ambienti interni, ricchi di stucchi, contrasti marmorei e tele settecentesche.

CATTEDRALE DI SANT’AGATA – Anch’essa risalente al 1600, la Basilica è senz’altro l’edificio religioso più importante di Gallipoli. La chiesa, a croce latina, è situata nel punto più alto del centro storico e il suo interno è in pieno stile barocco con l’altare maggiore in marmi di diverse cromie.

FONTANA GRECA – Si tratta di uno dei monumenti più caratteristici di Gallipoli e al centro di un dibattito sulle sue origini: se, come ritengono in molti, viene fatto risalire al III secolo a. C., si tratterebbe allora con ogni probabilità della fontana più antica d’Italia. Ma secondo alcuni studiosi, le origini sono intorno al XVI secolo, quando era consuetudine realizzare nuove sculture ricopiando antiche rappresentazioni scultoree del passato.

LE SPIAGGE –  Se siete venuti fin qui è soprattutto per godere del mare e delle spiagge. Gallipoli riesce a coniugare le bellezze di una città d’arte con il fascino dei paesaggi naturali. Vi segnaliamo due spiagge su tutte: la Spiaggia della Purità e Baia Verde.

La prima è una piccola baia incastonata tra le torrette e i bastioni della città vecchia, molto suggestiva e frequentata dagli abitanti del posto.

Baia Verde, conosciuta anche per le discoteche e i locali estivi nelle sue vicinanze, è una distesa di sabbia finissima che si alterna alla roccia, caratterizzata da un fondale basso e da acqua cristallina.

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Vacanze nel Salento, cosa vedere nella Grecìa Salentina

4 Apr

Nell’entroterra del Salento, a circa una ventina di km da Lecce, c’è un agglomerato di centri abitati, accomunati da una tradizione linguistica e culturale antichissima. La Grecìa Salentina è testimonianza tangibile di ciò che permane nei secoli dell’antica influenza greca in questa zona.

Undici sono in tutto i comuni che ancora oggi parlano il griko, commistione fra greco e dialetto locale. Calimera, Carpignano Salentino, Castrignano de’ Greci, Corigliano d’Otranto, Cutrofiano, Martano, Martignano, Melpignano, Soleto, Sternatia e Zollino sono i paesini che conservano l’antica lingua.

Rimarrete stupiti dalla ricchezza della tradizione di quest’angolo di Salento, non solo da punto di vista culturale, ma anche dal punto di vista architettonico e gastronomico.

Vi consigliamo, dunque, attraverso questa guida, di percorrere i comuni appena citati alla scoperta di un itinerario storico dal fascino tutto particolare.

STERNATIA – E’ il comune dove il “griko” è ad oggi maggiormente conosciuto e parlato tra gli abitanti. Consigliamo una visita alla Chiesa Madre, Maria SS. Assunta, con il suo imponente campanile, entrambi realizzati nel 1700.

CORIGLIANO D’OTRANTO – L’edificio storico che identifica Corigliano è senza dubbio il Castello de’ Monti, definito “il più bel monumento militare cinquecentesco in terra d’Otranto”. Di costruzione medievale, il castello fu integralmente ristrutturato nel ‘500. Attualmente, il maniero è il centro nevralgico della vita culturale del comune, un vero e proprio contenitore che ospita numerose mostre, concerti ed eventi.

SOLETO – Piccolo centro di origine messapica, a Soleto sorge la Chiesa di Maria Santissima Assunta, costruita nel 1783. L’attuale chiesa sorge sulla preesistente struttura medievale. La Guglia Orsara, con i suoi 45 metri, è il simbolo del comune e monumento nazionale: fu innalzata per imporre le forme latine all’interno della comunità in prevalenza greca. Accanto alla chiesa c’è la Guglia di Raimondello, un grande campanile senza campana, eretto esclusivamente per scopi ornamentali.

ZOLLINO – Fra le numerose chiese di cui è dotato il comune, citiamo la Chiesa Madre, intitolata ai Santi Pietro e Paolo, con il suo campanile di fine Ottocento.

MARTANO – E’ uno dei più grandi borghi d’influenza greca. Abitata fin dall’antichità come testimoniano i menhir preistorici di Santu Totaru e del Teofilo, Martano risentì dell’influenza greca soprattutto nel Medioevo, periodo in cui arrivarono sul territorio i coloni dell’Impero Romano d’Oriente. Qui, il rito greco si conservò fino al Seicento.

Da segnalare, Palazzo Moschettini, uno dei palazzi storici nobiliari risalenti al periodo fra Cinquecento e Settecento. Il palazzo è dotato di un grande portale finemente decorato. Di grande bellezza anche il Monastero dei Cistercensi, sulla via per Borgagne, che dal 1926 ospita i monaci. Di notevole valore sono l’archivio e la biblioteca annessi che custodiscono numerosi documenti e libri di grande pregio. Particolarmente famosa è la liquoreria: i monaci, ancora oggi, producono l’amaro digestivo “San Bernardo” e altri prodotti come olio e marmellate.

MARTIGNANO – Di origini antichissime, il comune conserva la Chiesa Parrocchiale, la Torre dell’Orologio e la Torre Campanaria, in un’unica struttura realizzata nel Cinquecento e impreziosita da elementi barocchi, grazie a un successivo restauro di fine Seicento.

CALIMERA – Il comune, il cui nome è palesemente di origine greca (il significato è “buona giornata”), ha fra i monumenti più preziosi una chiesetta bizantina, dedicata alla Madonna di Costantinopoli e la Chiesa Madre, edificata alla fine del Seicento. Particolare la storia della Chiesetta di San Vito, appena fuori dal centro abitato. Questa piccola chiesa è aperta solo il giorno di Pasquetta e presenta all’interno un grande masso con un foro nel mezzo, dove secondo un antico rito i fedeli, passandoci sopra, chiedevano prosperità.

CASTRIGNANO DE’ GRECI – Il comune fu probabilmente fondato da una popolazione proveniente dall’Impero Romano d’Oriente e fu certamente abitato dai bizantini tra il VI e il IX secolo. Da vedere la Chiesa Parrocchiale della Madonna SS. Annunziata, risalente all’Ottocento e il Castello dei Gualtieri, realizzato nel Cinquecento, partendo da una costruzione preesistente più antica.

MELPIGNANO – E’ diventato negli ultimi anni il comune dell’entroterra più famoso del Salento perché ospita ogni estate il concertone di musica popolare della Notte della Taranta. Melpignano è un grazioso comune ricco di storia. Nel centro storico da vedere è Piazza San Giorgio, dove sorgono la chiesetta parrocchiale, i portici rinascimentali a tutto sesto e la Torre dell’Orologio costruita all’inizio del Novecento.

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Salento, cosa vedere a Porto Cesareo in vacanza

28 Mar

I circa 17 km di costa sabbiosa fanno di Porto Cesareo la meta turistica estiva per eccellenza di tutto il Salento. Distese di sabbia finissima bagnate da un mare cristallino con fondale basso che si alza solo a parecchi metri di distanza dalla costa caratterizzano questo piccolo paesino che si affaccia sullo Ionio.

Il paesaggio naturale di Porto Cesareo è senza dubbio il suo punto di forza e ciò che ne ha fatto, nel tempo, una delle mete preferite dei turisti che arrivano da tutta Italia. La costa con spiagge protette da dune ricoperte di macchia mediterranea, l’acqua di un azzurro cristallino e i numerosi stabilimenti che offrono tutti i servizi sono la premessa di una vacanza perfetta.

Probabilmente avete scelto il Salento anche per le famose spiagge di Porto Cesareo, ma se volete scoprire altro di questa località, continuate a leggere:

IL MUSEO DI ECOLOGIA MARINA E IL BORGO – Grazie alla varietà di specie animali e vegetali che ospita, Porto Cesareo è sede di un centro di ecologia marina che controlla lo sfruttamento delle risorse ittiche e di un importante museo di biologia marina dove si ammirano specie rare di pesci.

Nel centro abitato, invece, suggeriamo di fermarvi per un pranzo o una cena a base di pesce nei numerosissimi ristoranti e friggitorie. Piccola curiosità: qui si pescano delle particolari triglie che si nutrono di una particolare alga che cresce solo a Porto Cesareo e che conferisce al pesce un gusto ancora più saporito.

Sempre passeggiando fra le vie del centro, godendo del lungomare e sostando fra i numerosi bar e caffè potete ammirare la statua della prosperità dedicata a Manuela Arcuri. Collocata sul lungomare nel 2002 e realizzata dall’artigiano Salvatino De Matteis, è stata al centro di un acceso dibattito fra i sostenitori e non. Temporaneamente rimossa nel 2010, la statua è stata ripristinata  nel 2011.

ISOLA DEI CONIGLI – La costa di Porto Cesareo è caratterizzata dalla presenza di numerosi isolotti: il più importante è l’Isola grande, meglio conosciuta come “Isola dei conigli”. L’origine del nome si deve al fatto che negli anni ’50 nel sito era stato avviato, e poi abbandonato, un allevamento di conigli allo stato selvatico.

Sebbene non ci sia più traccia dei conigli, l’isolotto, che ne ha mantenuto il nome, è diventato   un parco naturalistico di straordinario interesse biologico, grazie alla presenza di 200 specie vegetali differenti, come un tipo di iris definito “revoluta nova specie”, dal fiore viola scuro e dal profumo pungente. Si può arrivare sull’isola in barca o anche a nuoto, se siete abbastanza esperti.

IL PORTO – L’area portuale di Porto Cesareo è stata da sempre la fonte di ricchezza della località, attiva fin dall’antichità e da prima della dominazione romana.

Oggi il porto consente l’attracco solo a piccole imbarcazioni, non superiori ai tre metri. Tuttavia, l’area portuale è ancora di grande importanza per i numerosi ritrovamenti antichi. Nel tempo, infatti, sono state ritrovate molte anfore di età romana e greca.

LA TORRE – Insieme con Torre Chianca e Torre Lapillo, la Torre Cesarea, situata al centro abitato del paese, costituisce il sistema di fortezze difensive, di cui è costellato tutto il Salento, costruite da Carlo V per proteggere il territorio dagli attacchi dei Turchi.

La Torre Cesarea, alta ben 16 metri, è di pianta quadrangolare e fu realizzata tra il 1568 e il 1570 per opera di Virgilio Pugliese.

LE SPIAGGE – La costa di Porto Cesareo è formata da due riviere. Quella di levante, che comprende la spiaggia cittadina del paese e che, verso est, arriva fino alla penisola della “Strea”,  formando una suggestiva laguna,  e la riviera di ponente con spiagge circolari sabbiose alternate a basse scogliere, caratterizzate da un gran numero di stabilimenti balneari.

La prima spiaggia che si incontra verso ovest dal paese è quella di “Primo Ponte” per via di un ponticello sotto il quale sfocia un canale utilizzato per la bonifica che termina con lo sperone roccioso di Scalo di Furno. Da qui si apre la più famosa spiaggia delle Dune, che prende il nome appunto dalle alte dune di sabbia che riparano uno dei tratti di mare più belli della costa ionica.

Proseguendo, si arriva a Torre Chianca al centro di due piccole insenature. Inizia poi la spiaggia più grande che, passando per le località di Belvedere, Bacino Grande e Lago Sereno termina a Torre Lapillo. Torre Castiglione si trova appena dopo Torre Lapillo ed è caratterizzata dalla costa rocciosa. La località è poco frequentata e impervia circondata dalle cosiddette “spunnulate”, doline carsiche che raggiungendo la falda danno vita a grotte e laghetti. Più in là ancora c’è la spiaggia di Punta Prosciutto, una delle più belle di tutta la costa jonica salentina, caratterizzata da acque limpide che digradano dolcemente verso la costa.

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Salento, cosa vedere a Santa Maria di Leuca

21 Mar

Visitare Santa Maria di Leuca è po’ come sentirsi ai confini del mondo. Il borgo, chiamato dai Romani, appunto, “De finibus terrae”, è il punto estremo non solo della Puglia, ma di tutta l’Italia.

Se siete in vacanza nel Salento, vale la pena fare una tappa qui per scoprire la storia, i monumenti, le bellezze naturali, le spiagge di uno dei punti più affascinanti della Penisola.

Situata a circa 80 km a sud di Lecce, Santa Maria di Leuca deve il suo nome agli antichi marinai greci che, venendo da Oriente, identificavano il posto come “bianco” (dal greco Leukos), ovvero illuminato dal sole.  Terra di pellegrinaggio, ma anche di vacanze, Leuca offre un itinerario fra natura e storia davvero imperdibile. Ecco le cose da vedere assolutamente se siete qui:

IL SANTUARIO – Le origini della basilica di Santa Maria “De Finibus Terrae” risalgono all’antico pellegrinaggio che San Pietro compì verso Roma. Durante il viaggio, fece tappa a Leuca e, da allora, il tempio dedicato alla dea Minerva, posto sul promontorio japigeo, diventò un luogo di culto cristiano e uno dei principali centri di pellegrinaggio dell’età antica e medievale. Il santuario fu costruito a metà del 1700 da monsignor Giannelli, in onore della Madonna di Leuca che avrebbe salvato alcuni pescatori da una burrasca, nel IV secolo.

All’interno, si possono ammirare tantissimi affreschi del 1800 e un grosso masso monolitico, l’”Ara a Minerva”, che testimonia l’antico culto pagano nella marina. Sull’altare maggiore, degno di nota è il dipinto della Madonna con Bambino di Jacopo Palma il Giovane. Dalla piazza su cui si affaccia la Basilica potrete, inoltre, godere di un panorama mozzafiato.

LA CASCATA DELL’ACQUEDOTTO PUGLIESE – Un’imponente gradinata, che collega il santuario al porto vecchio, rappresenta il punto terminale dell’Acquedotto Pugliese, giunto a Leuca nel 1939, anno in cui la cascata fu terminata. Da qui, è possibile guardare tutto il lungomare di Leuca e la distesa di acqua cristallina.

Le due rampe di scale sono costituite da 296 gradini ciascuna, e, insieme alla colonna romana che si erge al termine, furono inviate a Leuca da Mussolini, che ne commissionò i lavori. Fra le due scalinate, c’è una cascata artificiale, appositamente illuminata con suggestivi giochi di luce, che viene aperta solo in occasioni speciali.

VILLE OTTOCENTESCHE – Passeggiando nel borgo, rimarrete incantati dalle ville ottocentesche, antiche abitazioni aristocratiche caratterizzate da vari stili architettonici e decorativi. Nel corso della seconda guerra mondiale, molte di queste ville furono gravemente danneggiate, ma ne sono rimaste ancora poche, come Villa Mellacqua, Villa La Meridiana e Villa Episcopo, che conservano l’antico fascino.

GITE IN BARCA – Una delle particolarità di Leuca è senz’altro la presenza di numerose grotte che è possibile esplorare in barca. Fra le più conosciute c’è la Porcinara, anticamente luogo di culto in cui venivano adorate le divinità locali.

A circa 150 metri dalla grotta Porcinara c’è la Grotta del Diavolo, accessibile sia dal mare che da terra. La grotta deve probabilmente il suo nome ai rimbombi del vento e della risacca che si sentono all’interno. Ricerche recenti hanno riportato alla luce una serie di utensili e armi di selce o di ossa e ceramiche risalenti al Neolitico.

La Grotta delle tre Porte è costituita da tre grandi aperture che lasciano intravedere un’immensa cavità. Sulla parete nord del vano interno alla grotta c’è un cunicolo che porta alla cosiddetta “Grotta del bambino” in cui fu ritrovato un molare superiore sinistro di un bambino di circa 10 anni risalente all’età neandertaliana.

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Otranto, cosa vedere in vacanza nel Salento

7 Mar

Che sia il punto più a est d’Italia basterebbe già a renderla affascinante, ma Otranto ha una magia particolare per moltissimi motivi, per cui vale la pena andare a visitarla. Crocevia storico fra Oriente e Occidente, il comune, che conta poco meno di 6mila abitanti, sorge sulla costa adriatica.

Dapprima centro greco-messapico e romano, poi bizantino e più tardi aragonese, Otranto fa parte del club “I borghi più belli d’Italia”. Se siete in vacanza nel Salento non potete certo mancare di trascorrere una giornata alla scoperta di Otranto.

Ecco le cinque cose più belle da vedere.

IL CENTRO STORICO – Otranto è bella solo a respirarla. Passeggiare per le viuzze del centro, che si intersecano come un labirinto di viuzze, restare abbagliati dai colori delle botteghe disseminate per i vicoli, ammirare la regolarità delle case bianche addossate l’una all’altra è un’esperienza che vale già tutta la vostra visita nella località.

IL CASTELLO ARAGONESE – Fu costruito a difesa della città, dopo l’invasione dei turchi che l’avevano governata per circa un secolo. Oggi la fortezza, che comprende i bastioni, le mura, i sotterranei e le torri, è luogo espositivo che ospita prestigiose mostre d’arte ogni anno.

LA CATTEDRALE – La Cattedrale, dedicata a Santa Maria Annunziata, fu costruita nel 1088. E’ famosa principalmente per due motivi: la cappella con i teschi degli 800 martiri che morirono resistendo all’invasione turca nel 1480; il mosaico pavimentale risalente alla metà del XII secolo.

 

BAIA DEI TURCHI – Una decina di km separano Otranto da uno dei posti più incantevoli della costa adriatica. La Baia dei Turchi, che deve il suo nome probabilmente perché fu luogo di sbarco nel 1480 dell’esercito turco, ha una spiaggia bianca protetta dalla pineta e scogliere di tufo a delimitarla.

LAGHI ALIMINI – A circa 8 km a nord di Otranto ci sono i Laghi Alimini, due bacini naturali, oasi naturalistica di grande bellezza e interesse faunistico. I due laghi, chiamati Alimini Grande e Alimini Piccolo, si sono formati naturalmente a causa dell’erosione sia del mare sia degli agenti atmosferici.

CAVE DI BAUXITE – Lo spettacolo visivo a cui si assiste ammirando le montagne rosse che si riflettono nello specchio d’acqua verde è degno di un film di fantascienza. L’ex cava di bauxite è un’antica miniera dismessa negli anni ’70. Da allora le infiltrazioni di acqua hanno creato nella cava un laghetto color smeraldo circondato da sponde colorate per la presenza del minerale. Per visitarla, bisogna uscire appena fuori Otranto, nei pressi di Punta Palascìa.

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Salento, cosa vedere in vacanza a Lecce

29 Feb

Poco meno di centomila abitanti e un centro storico che si distingue per l’esuberanza del Barocco fanno di Lecce la città d’arte più a oriente di Italia.

Se venite in vacanza all’estremità del Tacco, non potete perdere una visita nel capoluogo salentino, distante appena 11 km dalla costa adriatica e poco più di 20 da quella ionica.

Lecce, appunto, è sinonimo di Barocco: lo stile seicentesco caratterizza la maggior parte delle chiese e dei palazzi del centro. Non solo. Altra particolarità che rende unica la città è il colore caldo del giallo della pietra leccese, calcare tipico della zona, estremamente duttile e adatto alla lavorazione con lo scalpello.

PIAZZA SANT’ORONZO – Per il vostro tour, partite da Piazza Sant’Oronzo, cuore pulsante della città, risultato di stili architettonici di diverse epoche storiche. La colonna con in cima la statua del Santo Patrono, che dà il nome alla piazza, domina la scena dall’alto dei suoi 29 metri, il Sedile di epoca cinquecentesca e la “lupa”, rappresentata sull’ovale della piazza, sono i simboli identitari di Lecce.

ANFITEATRO ROMANO – A pochi passi dalla colonna, sorge l’Anfiteatro Romano, datato tra l’età di Augusto e di Adriano, che insieme con lo storico Palazzo dell’Ina, tipico esempio di architettura fascista, completano lo skyline della piazza. L’anfiteatro fu costruito per intrattenere, con spettacoli e giochi, circa 20mila spettatori. La struttura era stata interamente coperta da macerie in seguito a terremoti e solo all’inizio del XX secolo è stata, parzialmente, riportata alla luce. Ancora oggi l’Anfiteatro viene utilizzato come location per concerti ed eventi.

BASILICA DI SANTA CROCE – Lasciandovi alle spalle la colonna, superando la piazza principale, si raggiunge la Basilica di Santa Croce, emblema del Barocco leccese, oggetto di un’importante opera di restauro che ne ha restituito la sua elegante bellezza. Costruita fra il 1549 e il 1646, dai tre architetti Riccardi, Penna e Zimbalo, la Basilica vi lascerà incantati dallo sfarzo della facciata finemente ricamata da sculture di fiori, frutti, figure mitologiche, statue di uomini e figure zoomorfe. Il rosone con tre ghiere interne ne arricchiscono ulteriormente l’aspetto. All’interno, l’impianto è a croce greca e a tre navate.

CASTELLO CARLO V – Nei pressi di Piazza Sant’Oronzo sorge il Castello Carlo V, dal nome dell’omonimo re. L’edificio fu costruito nel 1539 su una pre-esistente fortificazione realizzata tra il XIII e il XIV secolo. L’edificio ha assolto per molti anni la funzione di difesa, prima, e militare, dopo, fino al suo attuale recupero (di recente sono stati resi visitabili anche i sotterranei). Le sue sale sono utilizzate per eventi cultuali e mostre d’arte.

DUOMO – Sempre a piedi, girovagando per il centro storico, potete raggiungere il Duomo, percorrendo Corso Vittorio Emanuele, una delle principali vie di passeggio, ideali per lo shopping e per una pausa caffè. La Cattedrale, dedicata a Maria SS. Assunta, venne costruita nel 1144, ristrutturata nel 1230 per essere poi completamente ricostruita nel 1659 da Giuseppe Zimbalo.

All’architetto leccese si deve anche il campanile a cinque piani, l’ultimo dei quali è sormontato da una cupola ottagonale sulla quale è posta una statua in ferro raffigurante Sant’Oronzo. La facciata principale si presenta molto sobria rispetto a quella secondaria più sfarzosa, disegnata secondo le linee del barocco leccese, culminante con la statua di Sant’Oronzo tra le statue di San Giusto e San Fortunato, compatroni di Lecce. L’interno ha tre navate separate da pilastri a semicolonne.

VILLA COMUNALE – Per gli amanti del verde, consigliamo una sosta alla Villa Comunale, polmone della città, a due passi dalla piazza principale.

Lecce non è solo monumenti e chiese. La città barocca, infatti, è famosa anche per il fermento nelle strade cittadine. Consigliamo, durante il vostro tour, di fermarvi per un aperitivo o per gustare il pasticciotto, il dolce più famoso della zona.

Se vi trattenete fino all’ora di cena, mescolatevi alla movida serale nei numerosissimi locali del centro storico. Fermatevi a mangiare qualcosa in uno dei caratteristici pub fra piazzetta Santa Chiara e via Federico D’Aragona oppure degustare dell’ottimo vino in uno dei frequentatissimi bar che costeggiano Santa Croce.

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Itinerari inesplorati del Salento, i luoghi insoliti da visitare

1 Feb

Venite nel Salento ogni anno per le vostre vacanze e vi meritate, per questo, la cittadinanza onoraria, oppure siete qui per la prima volta, ma non siete i classici tipi da vacanza “mainstream” e piuttosto che le mete turistiche, vi piace scoprire posti di nicchia.

Abbiamo preparato per voi una guida “controcorrente” in cui vi consigliamo alcune mete che vi sorprenderanno, anche se conoscete il Salento come le vostre tasche, o che vi faranno vantare con gli amici di aver battuto gli angoli più nascosti della terra del mare, del sole e del vento!

TORRE SANT’EMILIANO – Con la sua forma troncoconica e 9 metri di diametro, è forse la torre costiera più antica del Salento e si erge sul litorale di Otranto, a metà strada fra Punta Palascìa e Porto Badisco. A 50 metri sul livello del mare, la torre fu costruita a scopo difensivo nel XVI secolo durante il regno di Carlo V.

Il panorama che si può ammirare in questo luogo è mozzafiato: la torre, infatti, che sporge dal costone roccioso, domina la baia sottostante, donando allo spettatore un senso di pace senza eguali. Il sito, inoltre, è meta immancabile per gli esperti di arrampicata sportiva, vista la possibilità di scalare su tre diversi settori nella falesia sottostante la torre.

SENTIERO DELLE CIPOLLIANE – Poco meno di un’ora di passeggiata, attraverso il paesaggio tipico della campagna salentina con muretti a secco e macchia mediterranea, vi condurrà alle Grotte Cipolliane, ovvero quattro ripari di roccia posti a circa 30 metri sul livello del mare. Le grotte sono un caso esemplare per lo studio del paleolitico superiore e conservano tracce di importanti ritrovamenti pertinenti a industria litica e a resti di vari animali.

Ciolo

Per arrivare dovete percorrere il cosiddetto “Sentiero Cipolliane”, a ridosso della litoranea Otranto – S.M. di Leuca (S.P. 358), sulla falesia tra Marina di Novaglie e il Ciolo. In passato, questo sentiero era percorso dagli abitanti del luogo per trasportare, con l’aiuto di asini e animali vari, il sale e altre merci dalla costa alle zone più interne del territorio.

MONTERUGA – Fra le campagne del nord Salento, fra San Pancrazio, Salice e Veglie c’è un affascinante villaggio-fantasma che conserva le memorie di un recente passato. Il centro abitato di Monteruga, che prende il nome dall’omonima frazione in cui sorge, porta con sé i segni del ventennio fascista, durante il quale nacque, e degli anni ’50, periodo in cui si sviluppò.

Il borgo, infatti, arrivò a contare fino a 800 abitanti nel secondo dopoguerra, quando, in seguito alla riforma fondiaria, molti terreni agricoli furono assegnati ai contadini che avessero deciso di trasferirsi nella zona. Negli anni ’80, il villaggio si spopolò fino a divenire completamente abbandonato. Oggi rimane una scuola, una chiesa intitolata a Sant’Antonio Abate, la piazza, il frantoio, le case dei contadini e un’atmosfera spettrale che gli amanti dell’horror sapranno apprezzare!

EREMO DI VINCENT – Vincent Brunetti, artista locale, ogni giorno accoglie numerosi visitatori nella sua casa museo alla periferia di Guagnano. L’esperienza è di quelle che vale la pena provare almeno una volta, se siete di passaggio nel Salento. Oltre ad ammirare (e, volendo, anche acquistare) uno dei dipinti dell’eccentrico pittore, potrete anche fare una visita (gratuita, si intende) nella dimora di Vincent: un labirinto dove mosaici, sculture e oggetti di qualsiasi genere (dal collezionismo al kitsch) faranno perdere lo spettatore in un percorso unico.

EX-MONASTERO DEGLI OLIVETANI –  Se cercate un angolo di quiete e di contemplazione, al riparo dalla frenesia cittadina, vi consigliamo di visitare l’ex convento dei monaci Benedettini Olivetani, all’ingresso di Lecce. Costruito nel XIV secolo, attualmente è sede della Facoltà di Beni Culturali dell’Università del Salento. L’edificio, ben conservato, presenta due chiostri contigui che rielaborano, in chiave cinquecentesca, il modello medioevale. Di grande fascino i frammenti di affreschi di epoca bizantina e il pozzo-baldacchino.

CONVENTO DEI MONACI CISTERCENSI – Il monastero di Santa Maria della Consolazione sorge fuori dal centro abitato di Martano, sulla via per Borgagne. L’edificio, che dal 1926 ospita i monaci cistercensi, fu costruito nel 1686 e occupato dai padri alcantarini fino al 1866. Dopo un lungo periodo di abbandono, nel quale veniva usato come deposito di paglia e ricovero durante le epidemie, l’edificio tornò alla sua originaria funzione nel 1926, quando vi si insediarono i monaci cistercensi.

Di notevole valore sono l’archivio e la biblioteca annessi che custodiscono numerosi documenti e libri di grande pregio. Particolarmente famosa è la liquoreria: i monaci, ancora oggi, producono l’amaro digestivo “San Bernardo”, e altri prodotti come olio e marmellate. Il posto è consigliatissimo se volete acquistare prodotti genuini del territorio.

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Sagre e feste popolari, alla scoperta del Salento

18 Gen

Il vino, il grano, le lumache, il polpo: cosa hanno in comune questi cibi? Facile a dirsi se sei salentino! Sono tutti i protagonisti di alcune delle sagre più famose del Salento.

In poche altre regioni di Italia si celebrano le tradizioni della tavola come avviene in questa terra. Soprattutto d’estate, l’agenda degli eventi diventa fittissima grazie alle numerosissime sagre e feste che si tengono in ogni comune, dove si rende omaggio a una specialità della gastronomia oppure ad un prodotto della terra.

Che sia un piatto della tradizione oppure materia prima come frutti e ortaggi, degustati e preparati in moltissime varianti, le sagre sono diventate un elemento caratteristico del Salento, un’esperienza imprescindibile se capitate da queste parti.

Oltre alle pietanze culinarie (ne troverete per tutti i gusti, dall’antipasto al dolce), troverete in ogni sagra la musica tradizionale locale e i balli tipici del Salento. E così cibo, pizzica e taranta diventano per una serata il connubio perfetto.

Se, oltre alle sagre, volete conoscere ancora di più dello spirito salentino, dovete prendere parte alle celebrazioni per il santo patrono. In questi casi, riti religiosi e tradizioni popolari si intrecciano fino a diventare un tutt’uno. A fare da cornice ad ogni festa popolare ci sono le luminarie, espressione di eccellenza delle maestranze salentine, esportate anche all’estero, e vere e proprie sculture luminose che si accendono a ritmo di musica.

Se siete nel Salento in estate, prendete carta e penna e segnate questi appuntamenti.

LUGLIO

La festa di Santa Domenica a Scorrano è famosa per le straordinarie luminarie che ogni anno vengono realizzate per devozione alla santa patrona. Scorrano è anche definita la capitale mondiale delle luminarie. Ogni anno vengono riprodotti i più famosi monumenti al mondo con migliaia di lucine al led.

La “Sagra de lu ranu” a Merine (fraz. di Lizzanello) è una delle sagre più longeve del territorio. Dedicata al grano, la sagra è un’occasione per mangiare alcuni dei piatti tipici più antichi della tradizione (ranu stumpatu, sagne ‘ncannulate, ecc).

AGOSTO

“Il mercatino del Gusto” a Maglie apre, ormai da venti edizioni, l’agenda salentina di agosto. Un labirinto di stand dal dolce al salato, dal vino alla birra artigianale fanno perdere gli avventori in un vortice di sapori.

“La sagra de lu purpu” è uno degli appuntamenti fissi dell’estate a Melendugno. Se cercate l’occasione per mangiare buon pesce fresco locale, questa è la festa che fa per voi.

“Birra&Sound” a Leverano: per la serie “anche il Salento ha il suo Oktoberfest”, non potete perdere la settimana di festeggiamenti della birra, da quella artigianale a quella industriale, da quella estera a quella locale!

“Sagra della Municeddhra (lumaca)” a Cannole. Se non siete salentini o francesi, probabilmente rimarrete perplessi, ma le lumache cotte alla griglia o con il soffritto vi sapranno regalare emozioni inaspettate. Provate per credere!

La “Festa di San Rocco” a Torre Paduli (fraz. di Scorrano) è uno di quegli appuntamenti delle feste patronali a cui non si può mancare. La tradizionale “danza delle spade”, inscenata dagli abitanti locali in ogni angolo del paese, richiama il ballo di origini pagane che simula antichi combattimenti con le spade tra due uomini, con gesti e movimenti precisi (senza l’uso di armi), che ricordano quasi le arti marziali.

“La notte della Taranta” è l’evento più celebre del Salento che chiude il mese di agosto. Il concertone di Melpignano conclude la rassegna di pizzica e musica popolare che si celebra in diverse tappe per tutta l’estate attraverso numerosi comuni salentini. Sia che siate amanti del genere, sia che siate appassionati di musica non potete non unirvi alla frenesia e al ritmo della folla danzante fino all’alba.

SETTEMBRE

“La festa de lu mieru” è la sagra più antica del Salento e si celebra ogni anno a Carpignano Salentino, piccolo comune della Grecìa salentina. Un’enorme installazione con un grappolo di uva vi dà il benvenuto a questa imperdibile festa, dove viene celebrato uno dei prodotti simbolo della tradizione enogastronomica della nostra terra.

Per qualche consiglio su dove alloggiare durante le vacanze, guarda qui:

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Cellulari –> (+39) 392/0202233 – (+39) 328/4617633

Salento, cosa vedere in 3 giorni nel Salento sullo Ionio

11 Gen

Se cercate un’oasi di pace per scappare dalla frenesia di tutti i giorni, il Salento è un’ottima destinazione, a metà strada fra la vacanza culturale, l’esperienza enogastronomica e il relax del mare. Mettete che riusciate ad allontanarvi da lavoro, amici e parenti per soli 3 giorni, ecco la guida che fa per voi per poter sfruttare al meglio il tempo a disposizione, scoprendo quello che c’è da vedere sulla costa ionica.

Se, invece, avete a disposizione più tempo cliccate qui. Oppure siete amanti dell’Adriatico, trovate qualche info utile leggendo questo articolo.

Lecce

GIORNO 1, LECCE – Se arrivate in aereo o in autostrada, fate la prima tappa a Lecce, capoluogo salentino, per avere un assaggio di quello che questa terra può offrirvi fra arte, tradizione culinaria, divertimento e nightlife. Il centro storico della città è un museo a cielo aperto: l’Anfiteatro Romano vi farà fare un salto indietro nel tempo; la Basilica di Santa Croce e il Duomo con il suo campanile vi daranno una dimostrazione eccezionale dell’arte Barocca; i caffè e i locali del centro vi regaleranno ottimi momenti di relax e vi daranno un assaggio della movida serale della città.

Gallipoli

GIORNO 2, GALLIPOLI –  Per il secondo giorno del vostro mini-viaggio, prendete la strada statale 101 oppure spostatevi con le linee del servizio “Salento in bus” e puntate su Gallipoli, una delle mete più frequentate dell’estate salentina. Il centro storico, racchiuso dalle mura e circondato dal mare, vi lascerà incantati per la bellezza dal sapore orientale, inevitabile risultato delle influenze, nei secoli passati, di normanni svevi e bizantini. Il porto vi regalerà un quadro folkloristico delle tradizioni salentine. Gallipoli non è soltanto il centro storico, ma è anche uno dei tratti di costa più belli dello Ionio. Vi consigliamo di passare almeno una mezza giornata sulle incantevoli spiagge di Punta Prosciutto e Punta della Suina.

Leuca

GIORNO 3, LEUCA –  Concludiamo il nostro piccolo itinerario con la punta estrema del Tacco d’Italia. Prima, però, spostandovi più a Sud, fate una sosta nelle marine di Pescoluse, Torre Vado e Torre Suda. Lì, le distese di sabbia bianca e il mare cristallino non hanno nulla a che invidiare alle mete tropicali, non a caso Pescoluse è stata ribattezzata “Maldive del Salento”.

Dopo una giornata passata in spiaggia, spostatevi a Santa Maria di Leuca, il punto dove i due mari (Ionio e Adriatico) si incontrano. Il piccolo paese, che sorge su un promontorio, ha un fascino tutto particolare. Visitate il Santuario e il faro e salutate il Salento, dandovi appuntamento alla prossima vacanza.

Se non sapete dove alloggiare nel Salento, qui troverete qualche consiglio utile:

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Salento, cosa vedere in 3 giorni sull’Adriatico

4 Gen

Vi siete ritagliati un weekend per scappare dalla routine e avete scelto il Salento per godere del clima caldo, del sole e delle spiagge meravigliose. Ok, tre giorni di vacanza non sono tanti, ma possono essere comunque abbastanza per apprezzare le bellezze del Tacco d’Italia.

Abbiamo preparato per voi una mini-guida delle cose da vedere nel Salento in 3 giorni, se siete capitati per una toccata e fuga nel basso Adriatico. Se invece avete pianificato una vacanza più lunga, leggete qui.

Lecce

GIORNO 1, LECCE – Il capoluogo salentino è senz’altro il primo posto da cui partire con il nostro itinerario. Si sa che il Salento è sinonimo di spiagge e mare, ma una visita alla città Barocca può rivelarsi piena di piacevoli sorprese. E allora, iniziamo con un giro nella centralissima Piazza Sant’Oronzo, cuore pulsante della città con il suo Anfiteatro Romano.

Perdetevi per le vie del centro storico alla scoperta delle numerose chiese, fra cui la Basilica di Santa Croce, San Matteo e il Duomo, simboli del Barocco leccese. Ricordatevi sempre che siete in vacanza e concedetevi delle lunghe pause caffè (rigorosamente in ghiaccio con pasticciotto!) nei caratteristici bar del centro.

Otranto

GIORNO 2, OTRANTO – Da Lecce prendete la litoranea e andate finalmente verso il mare in direzione Otranto. Prima di arrivare, però, concedetevi una rinfrescante sosta a Roca Vecchia per ammirare le rovine del castello e del santuario, ma soprattutto per immergervi nelle acque cristalline della Grotta della Poesia, una vera e propria piscina naturale.

Rimettetevi in macchina e, con ancora il sale sulla pelle, fate tappa a Otranto, il piccolo gioiello dell’Adriatico. Il centro storico, pieno di viuzze e botteghe artigianali, fa da cornice alle bellezze architettoniche della città: la Cattedrale con la cappella dei martiri e il Castello Aragonese, sede di importanti mostre d’arte.

Castro

GIORNO 3, CASTRO/TRICASE – Per l’ultimo giorno di viaggio, spingetevi ancora più a sud per ammirare uno dei tratti di costa più belli d’Italia. Da Otranto, lungo la litoranea, incontrerete Santa Cesarea Terme, poi Castro.

Fermatevi qui per mangiare dell’ottimo pesce e visitate la Grotta della Zinzulusa, che prende il nome dagli “zinzuli”, ovvero le formazioni carsiche di stalattiti che come “stracci” pendono dal soffitto.

Lasciatevi guidare dalla strada e, ammirando l’incantevole paesaggio, arriverete fino a Tricase e la sua Marina Serra, dove potete concludere l’itinerario con un bagno nelle acque delle piscine naturali. Qui, infatti, il mare, delimitato dalla scogliera bassa, raggiunge una profondità dai 20 ai 70 cm, dandovi l’impressione di nuotare in una vasca.

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