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Salento, le spiagge più belle dello Ionio

29 Mag

Con una costa di circa 70 km, prevalentemente sabbiosa, la parte del Salento che si affaccia sul mar Ionio regala scenari di una bellezza incredibile. Le spiagge che si alternano, da Porto Cesareo fino al capo di Leuca, sono delle cartoline dal mare cristallino che vale la pena vedere se siete in vacanza nel Salento. In questa breve guida, vi segnaliamo le spiagge più belle dello Ionio.

PORTO CESAREO

All’estremità nord del litorale ionico leccese si trova l’incantevole Punta Prosciutto, con spiaggia di sabbia bianca e mare turchese che richiama panorami caraibici e che è riconosciuta come una delle dieci spiagge più belle al mondo.

Punta Prosciutto

Scendendo più a sud troviamo in ordine: Torre Castiglione, la Penisola della Strea, colle Belvedere.

Torre Castiglione deve il suo nome alla torre eretta nel XVI secolo dall’imperatore Carlo V, della quale però non resta che un cumulo di pietre. Si tratta di una cinquantina di metri di spiaggia, con solo un piccolo spazio di sabbia. Più a sud ci sono le dune di Padula Fede, con frequentatissimi stabilimenti balneari e una rigogliosa macchia mediterranea, e Torre Lapillo, una baia a forma di mezzaluna, dominata dalla omonima torre di avvistamento del XVI secolo.

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PORTO SELVAGGIO

Il nome richiama le caratteristiche che contraddistinguono la baia per la sua natura incontaminata, le sue pinete e la macchia mediterranea. La zona parte dell’area protetta del Parco Naturale Regionale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano.

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All’interno del parco, famosa la grotta naturale costiera calcarea, la Grotta del Cavallo, facente parte di un ampio sistema di caverne naturali presenti nell’area.

GALLIPOLI

Gallipoli

Percorrendo la costa in direzione meridionale si arriva a Gallipoli, “la perla dell’Ionio”, con alcune delle spiagge più belle di tutta la costa: Baia del Pizzo e Punta della Suina, caratterizzata da una pineta fitta e rigogliosa e mare dai riflessi azzurri e turchesi.

Punta della Suina

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TORRE PALI

Frazione di Salve, ultimo tratto del Tacco dello Stivale, la spiaggia di Torre Pali merita il suo successo non solo fra gli abitanti locali, ma anche per chi viene da fuori, grazie al suo litorale basso e sabbioso, caratterizzato dalla presenza di dune retrostanti.

Torre Pali

Particolarità: la torre cinquecentesca da cui prende il nome, a causa dell’erosione costiera, oggi si trova completamente circondata dalle acque del mare a circa 15 metri dalla costa. Grazie all’espansione turistica degli ultimi anni, la località offre sempre maggiori servizi per chi arriva da fuori.

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PESCOLUSE E LE “MALDIVE DEL SALENTO”

Il nome della spiaggia parla da sé, evocando scenari esotici bellissimi. La spiaggia di Pescoluse, una distesa di sabbia bianca, rosa e dorata, con dune naturali, è caratterizzata dall’acqua trasparente, con fondali bassissimi.

Pescoluse

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Otranto, Castro e Salve, le “Bandiere Blu” orgoglio del Salento

23 Mag

Siete partiti alla volta del Salento, avete in mente moltissime località da vedere che vi hanno consigliato amici e parenti, ma non sapete orientarvi su quale scegliere per prima. Per organizzare le vostre priorità, la “Bandiera Blu” può essere un ottimo criterio di selezione, che vi farà guadagnare tempo prezioso per la vostra vacanza, da spendere sdraiati al sole piuttosto che intenti a leggere le mappe!

Otranto, Salve e Castro sono i comuni del Salento insigniti del prestigioso riconoscimento che ogni anno la Foundation for Environmental Education (FEE) conferisce alle località costiere europee. Qualità delle acque, servizi offerti e pulizia delle spiagge sono i 3 parametri che garantiscono l’assegnazione del premio, che dal 1987 viene assegnato ogni anno a spiagge in 48 paesi del mondo in Europa, Sudafrica, Nuova Zelanda, Canada e nei Caraibi.

Andiamo a vedere perché queste tre meravigliose località si sono guadagnate il rinomato premio. 

OTRANTO – Non ha bisogno di presentazioni: il piccolo gioiello, proteso a Oriente, è incastonato su uno sperone roccioso a picco sul mare della costa adriatica. Il borgo, racchiuso dalle mura aragonesi, con le caratteristiche case bianche che si snodano in un dedalo di viuzze, lascia senza fiato.

Dal “Lungomare degli Eroi”, attraversata Porta Alfonsina, si accede alla città vecchia, con tappa doverosa al Castello Aragonese (oggi vivace centro culturale grazie alle numerose mostre d’arte) e alla Cattedrale romanica con il pavimento musivo del XII secolo, raffigurante l’albero della vita e le reliquie degli 800 Martiri, massacrati dai Turchi nel 1480.

Appena fuori Otranto, sventola la Bandiera Blu su alcune delle più incantevoli spiagge di tutto il Salento. Verso nord si dispiegano le località di Conca Specchiulla, dei Laghi Alimini, della Baia dei Turchi. A sud si può far visita alla Baia delle Orte, a Torre Sant’Emiliano e all’insenatura di Porto Badisco, celebre per essere stata l’approdo di Enea.

  • Spiaggia Baia dei Turchi Otranto

Fuori dal centro abitato, merita una visita il laghetto verde smeraldo circondato dalle montagne rosse della ex Cava di Bauxite e il faro di Punta Palascìa, uno dei pochi ancora visitabili in Italia e punto più a Est dello Stivale. 

Lasciamo alle immagini, più che alle parole la descrizione di questi posti senza tempo.

SALVE – Un piccolissimo comune a 75 km a sud di Lecce che è diventato famoso soprattutto per le sue spiagge, ribattezzate addirittura come “Maldive del Salento”. Sabbia finissima, fondali bassi e trasparenti, incorniciati da morbide dune ricoperte dalla macchia mediterranea sono le caratteristiche delle spiagge di Pescoluse, Posto Vecchio e Torre Pali. Basterà poco per sentirsi catapultati in uno scenario tropicale, pur rimanendo ancora in Europa e in Italia.

La città vecchia di Salve è costellata di torri signorili e palazzi nobiliari, dove spicca la Chiesa Matrice dedicata a San Nicola Magno, dove si custodisce l’organo più antico di Puglia, il seicentesco Olgiati Mauro. Proprio in queste zone, sulle strade che conducono al mare, è stato ritrovato il cosiddetto “tesoretto” di Salve, ovvero le monete d’argento della Magna Grecia, oggi custodite nel Museo di Taranto.

CASTRO – Uno dei tratti più frastagliati della costa salentina, ma proprio per questo uno dei più suggestivi, Castro si sviluppa sulle ceneri di un antico borgo di pescatori. Grazie alle sue numerose grotte, la località offre la possibilità di fare memorabili escursioni in barca alla scoperta di queste bellissime cavità.

Grotta Romanelli è uno fra i più importanti giacimenti preistorici italiani con i graffiti a tinta rossa, mentre la Grotta Zinzulusa, visitabile anche da terra, prende il nome dal termine dialettale “zinzuli” (stracci, pezze), ovvero le stalattiti che si trovano al suo interno.

Arroccata sulla scogliera a picco sull’Adriatico, a circa 48 km da Lecce, la romana Castrum Minervae è sempre stata centro nevralgico del Salento. Oggi è un grazioso borgo con caratteristiche stradine e impreziosita da monumenti come l’ex Cattedrale del XII secolo con facciata romanica, i resti di una piccola chiesa bizantina del X secolo e il Castello Aragonese, dove è stata ritrovata la statuina di Atena Frigia, prova dell’esistenza del tempio della dea Minerva.

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Salento da pedalare, alla scoperta dei percorsi cicloturistici

15 Mag

Pedalate decise e veloci per sentire la brezza sulla pelle oppure pedalate più lente per osservare ogni dettaglio: la bici è senz’altro il mezzo più indicato per scoprire un territorio dalle sfumature variegate come il Salento. Vi presentiamo due percorsi differenti, per lunghezza e per tappe, ma facili da percorrere anche per i cicloappassionati meno esperti e che vi daranno l’imperdibile opportunità di conoscere il Salento da una prospettiva inconsueta.

LECCE – ACAYA – OTRANTO

Lunghezza 78 km; dislivello fino a 405 metri

Si parte da Lecce e si pedala per 12 km verso Sud, fino a raggiungere l’antico borgo fortificato di Acaya, col castello del ‘500 ancora intatto. Passando per la riserva naturale de “Le Cesine” si ha il privilegio di percorrere un sentiero fra gli alberi, prima di arrivare a ridosso delle spiagge di San Foca e di Torre dell’Orso.

Immancabile la tappa a Roca Vecchia e un tuffo nella Grotta della Poesia. Proseguendo sulla litoranea adriatica e superata la splendida Sant’Andrea con i suoi faraglioni, si pedala verso il piccolo centro di Borgagne. I laghi Alimini sono l’ultima tappa dell’itinerario prima di giungere a Otranto, la “Porta d’Oriente”.

MAGLIE – PUNTA PALASCIA – LEUCA – GALATINA

Lunghezza 186 km; dislivello fino a 1500 metri

Il secondo itinerario parte da Maglie, attraversando i comuni di Muro Leccese, Giurdignano e Otranto, da qui siete a due passi da Punta Palascìa, il punto più a Est d’Italia. Proseguendo sulla costa adriatica, si giunge alla piccola baia di Porto Badisco, dove approdò Enea in fuga da Troia e, infine, a Santa Maria di Leuca, dove i due mari, lo Ionio e l’Adriatico, si incontrano.

The famous lighthouse of Punta Palascìa

Da qui, siamo pronti a risalire per il versante ionico attraverso la medioevale Castrignano, Patù fino a Gallipoli, la “Città Bella”. Ultima tappa è Galatina con i suoi tesori, fra cui la cattedrale di Santa Caterina d’Alessandria, una delle espressioni più insigni dell’arte gotica e romanica in Puglia.

Qui, qualche consiglio su dove trascorrere le vostre vacanze nel Salento:

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La via Francigena nel Salento, gli itinerari a piedi

1 Mag

Zaino in spalla e scarpe comode, l’escursionista è il pellegrino del XXI secolo! Non è raro, infatti, che molti turisti scelgano di scoprire un territorio attraverso il passo lento delle camminate all’aperto, a contatto con la natura.

Per questo motivo segnaliamo al moderno viandante gli antichi percorsi, già battuti dai veri pellegrini, ormai secoli or sono. Si tratta dell’ultimo segmento della via Francigena, il sentiero che da Roma conduceva in Terra Santa. L’abbiamo suddiviso in itinerari con tappe con tanto di km e durata, per scoprire il Salento da una prospettiva insolita.

Itinerario 1: Percorso: 22km Durata: 6h 

Partendo dalla provinciale Squinzano-Casalabate (circa 15 km a Nord di Lecce) si arriva a Masseria Patricelli e Masseria Alcaini. Da qui, dopo aver attraversato un oliveto, si può ammirare l’Abbazia di Santa Maria a Cerrate, famosa per gli straordinari affreschi di età medievale e recentemente recuperata grazie al Fai (Fondo Ambiente Italiano).

Si giunge così a un parco eolico e poi a Surbo, centro abitato dal quale si esce tramite una pista ciclabile, dopo la quale vi è un centro commerciale. Da qui, siete all’entrata di Lecce, in zona Monastero degli Olivetani, all’interno del quale è presente la chiesa dei Santi Niccolò e Cataldo del secolo XI. La tappa si conclude in piazza Sant’Oronzo, caratterizzata dalla colonna su cui vi è la statua del Santo e dall’anfiteatro romano.

Itinerario 2: Percorso: 30 km -Durata: 8h30

Da Piazza Sant’Oronzo, nel cuore di Lecce, ci si sposta verso via Merine e, superati i Giardini di Athena, ci si dirige verso Acaya, splendido borgo fortificato medievale, che conserva intatto il suo castello. L’uscita dal centro, attraverso la chiesa di San Paolo, è contraddistinta da sentieri caratterizzati dalla presenza di muretti e costruzioni a secco che portano ad Acquarica di Lecce.

Attraverso una pista ciclabile si giunge nella piazza di Vernole, al centro della quale si erge la colonna di Sant’Anna. L’itinerario si conclude alle porte di Martano, caratteristico centro della Grecìa Salentina, con la visita al Monastero dei Padri Cistercensi dove è possibile ammirare la chiesa di Santa Maria della Consolazione e dove i monaci producono, prodotti locali come amari, olio e marmellate.

Itinerario 3: Percorso: 29,7 km – Durata: 8h30

Da Martano, per raggiungere il centro di Carpignano Salentino è necessario arrivare alla Chiesa della Madonnella e da qui attraversare un percorso fatto di antiche carraie. Sfruttando il percorso cicloturistico si arriva Serràno e poi a Cànnole. Imboccando la strada vicinale Scoppelle, si arriva alla Masseria Torcito, immersa in una pineta.

Sempre attraversando delle carraie, si esce dal tratto boschivo per proseguire fino al Santuario di Montevergine, importante luogo collegato ai pellegrinaggi, dal quale, attraverso una discesa, si giunge al centro di Palmariggi. Si prosegue sulla via vecchia per Giurdignano, giungendo in prossimità della Masseria Quattro Macine, un antico casale medievale abbandonato, dal quale si giunge in un’area in cui si possono apprezzare dolmen e menhir. Dopo Giurdignano, la via Francigena attraversa splendidi uliveti e una lecceta, per poi arrivare al centro di Otranto con la splendida Cattedrale e la chiesa bizantina dedicata a San Pietro.

Itinerario 4: Percorso: 21,9 km –  Durata: 6h

Si riparte dal porto di Otranto, dove, appena fuori dalla cittadina, si può raggiungere la suggestiva ex cava di Bauxite, con il suo paesaggio dai colori lunari. Attraverso una strada sterrata si arriva a Uggiano la Chiesa e poi Cocumola. Dopo aver ammirato il menhir della Croce, si percorre un rettilineo immerso tra ulivi e pini e si giunge a Vitigliano, dove possiamo visitare la chiesa di San Michele Arcangelo. Si prosegue fino all’ultima tappa di Vignacastrisi.

Itinerario 5: Percorso: 14,3 km – Durata: 4h

Uscendo dal centro abitato di Vignacastrisi e superata la Cappella della Madonna di Costantinopoli, si procede fino a Marittima. Attraversata la strada provinciale e dopo aver imboccato una sterrata, si arriva in prossimità delle rovine della Torre del Sasso. Andando oltre, si incontra un bosco di eucalipti, di pini e querce vallonee, tipiche di quest’area. Si raggiunge, infine, un incrocio che indica il porto di Tricase, ultima tappa di questo itinerario.

Itinerario 6 – Percorso: 17,5 km, Terreno: sterrato, asfaltato, Durata: 5h

Dopo Tricase, si prosegue per Tiggiano con il suo splendido Palazzo Baronale e Corsano. Proseguendo per un percorso in aperta campagna disseminato di muretti a secco, si entra a Gagliano del Capo, con l’immancabile chiesa di San Rocco e il Convento di San Francesco di Paola. Attraverso una strada comunale si giunge, attraversando la campagna, al Santuario di Leuca, ultima propaggine della penisola italica nell’Adriatico. I due angeli che accolgono il viandante sono il simbolo di un viaggio che si conclude e l’inizio di un percorso ancora da battere che porta fino a Gerusalemme.

Qui, qualche spunto dove soggiornare lungo i percorsi: 

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Salento, cosa fare se siete in vacanza a Maggio

10 Apr

Temperature miti, giornate lunghe e bel tempo: Maggio è il preludio dell’estate. Cosa c’è di meglio, quindi, di anticipare le vacanze e visitare il Salento?

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Chi sogna un soggiorno tutto spiagge e mare potrà godersi i posti più incantevoli. Oltre alla tintarella, però, a Maggio, ci sono un sacco di cose da fare per chi vuole conoscere e vivere da vicino le tradizioni di questa terra.

Tour enogastronomici e percorsi cicloturistici a contatto con la natura sono alcune delle attività che amerete fare se venite in vacanza nel Salento a maggio.

Le temperature ancora non troppo calde vi permetteranno inoltre di fare delle escursioni alla scoperta dei parchi naturali del Salento. E così, dopo un tuffo nelle acque cristalline potete perdervi nel verde della Macchia Mediterranea e osservare specie di fiori e animali che crescono sul territorio.

Raccomandiamo anche le visite ai borghi di Corigliano D’Otranto e Specchia, comuni insigniti della “Bandiera Arancione” del Touring Club Italiano.

Lecce, il capoluogo barocco, merita una visita anche in questa stagione. Con le sue bellezze architettoniche disseminate per il centro storico della città, la capitale del Barocco vi regalerà dei percorsi inediti fra chiese, monumenti e stradine impreziosite da piccoli negozi di artigianato e locali.

Lecce

 

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Tornare a viaggiare presto con il passaporto vaccinale ed individuando chi non può contagiare

3 Apr

Più di 3 milioni di persone vaccinate e quasi 10 milioni di italiani che hanno già ricevuto la prima dose: sono questi i numeri che, se in costante crescita, ci porteranno fuori dal tunnel della pandemia. Nonostante il ritorno alle numerose restrizioni di queste settimane per via della terza ondata di contagi da Covid-19, possiamo intravedere una via di uscita che ci incoraggia a pianificare il futuro prossimo. La campagna vaccinale sta procedendo e con essa si rende sempre più necessaria e urgente l’entrata in vigore del passaporto vaccinale che consentirà alle persone già immuni di tornare a viaggiare in sicurezza. Oltre ad essa, sarebbe importante capire se chi ha già contratto il covid sia in grado o meno di contagiare, perché qui la platea si allargherebbe ulteriormente…

Il Ministro della Salute Roberto Speranza tende la mano all’intero comparto del turismo che può guardare all’immediato futuro con fiducia. L’aumento progressivo del numero di vaccinati nei prossimi mesi avrà un impatto significativo sulla curva dei contagi e potrebbe consentire presto nuove aperture e meno limitazioni agli spostamenti.

“La campagna di vaccinazione è il fattore di svolta che mi porta ad essere più ottimista. Confido in un’estate diversa dai giorni che stiamo vivendo ora” – ha affermato il Ministro in un’intervista al Messaggero. L’altra novità che accompagnerà l’aumento degli immunizzati sarà l’entrata in vigore del passaporto vaccinale, fondamentale per tornare a viaggiare presto e in sicurezza. Anche questo provvedimento dovrebbe essere emanato entro l’estate.

“A livello europeo si sta lavorando ad un Green pass connesso prima di tutto alle vaccinazioni” – ha spiegato Speranza. Virtuoso è l’esempio della Regione Lazio che ha iniziato ad emettere certificati vaccinali (senza però ancora nessun utilizzo specifico) ai suoi residenti che si sono sottoposti al richiamo del vaccino. In questo senso sono tanti i Paesi che hanno già adottato il passaporto sanitario come metodo per tracciare coloro che sono immunizzati e che possono spostarsi con più facilità. 

Pasqua 2021 arriva in un momento ancora delicato, ma che racchiude in sé i germogli della speranza che sbocceranno nei prossimi mesi. Lo staff di Ville Salento vi augura una felice Pasqua con l’auspicio di ricominciare a viaggiare presto!

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Oasi del Salento, il Parco “Isola di Sant’Andrea e Litorale di Punta Pizzo”

27 Mar

Il Parco Naturale Regionale Isola di Sant’Andrea e Litorale di Punta Pizzo, istituito nel 2006, comprende il territorio sud di Gallipoli (Punta Pizzo) e la vicina isola di Sant’Andrea, dove è presente una colonia nidificante del Gabbiano corso, unica in tutta Italia.

L’isola, con un diametro di soli 4,5 km, è priva di promontori e facilmente esposta alle intemperie del mare. Durante la stagione invernale, la parte centrale, essendo sotto il livello del mare, resta coperta d’acqua.

Il litorale di Punta Pizzo si presenta come un mosaico ambientale composto da distese sabbiose, protette da dune, macchia mediterranea, ambienti umidi e acquitrinosi. Dal corbezzolo alla ginestra spinosa, dal mirto al lentisco, dal rosmarino al timo l’habitat della flora presente.

In prossimità delle aree umide quali il canale Li Foggi, invece, è possibile sbirciare i colori dell’avifauna acquatica tra cui spicca il Cavaliere d’Italia. Per scoprire gli altri parchi naturali del Salento, leggi qui.

Se volete visitare il parco, qui alcune soluzioni per le vostre vacanze:

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Oasi del Salento, il Parco “Costa Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase”

20 Mar

Gli zinzuli (le stalattiti) che danno il nome alla Grotta della Zinzulusa e i pittogrammi preistorici della Grotta dei Cervi sono solo alcune delle mete più famose che racchiude il parco, una distesa di oltre 3000 ettari che sorge in uno dei tratti più spettacolari della costa salentina, lungo il litorale orientale.

Istituito nel 2006, il parco ricade nel territorio di ben 12 comuni costieri salentini, da Otranto fino a Tricase, passando per Castro. Questo offre una varietà dei panorami che vanno dalle acque cristalline dell’Adriatico, con tratti di costa alta e rocciosa, fino ai campi punteggiati di muretti delle campagne.

Sulla strada che da Tricase conduce verso il mare si erge la “Vallonea dei cento cavalieri”, esemplare di quercia plurisecolare unico in Europa occidentale.

Ricchissima e variegata, la flora del parco comprende numerose rarità, dal Fiordaliso di Leuca all’Alisso e dalla Veccia di Giacomini fino alle orchidee. Senza dimenticare le distese di finocchio marino e salicornia fruticosa che ricoprono le falesie a picco sul mare. La Foca monaca ha fatto proprio qui la sua ultima apparizione in territorio regionale, mentre nutrite colonie di chirotteri abitano gli antri umidi di diverse grotte. Per scoprire gli altri parchi naturali del Salento, leggi qui.

Per soggiornare nelle vicinanze, clicca qui

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Oasi naturali del Salento, il Parco “Bosco e Paludi di Rauccio”

13 Mar

Alle porte di Lecce, da cui dista appena 9 km, il Parco di Rauccio rappresenta l’ultimo esempio del grande sistema di boschi ed acquitrini che in passato si estendeva lungo la costa tra Brindisi e Lecce.

Istituito nel 2002, il parco si estende per una superficie di oltre 1500 ettari, il cui paesaggio è caratterizzato da stagni retrodunali, dove spicca il breve corso dell’Idume

Il bosco è costituito da una lecceta fitta e intricata e da un ricco sottobosco dove prosperano il lentisco, il mirto e il caprifoglio mediterraneo. Nelle radure aperte si formano acquitrini colonizzati da rari anfibi come il tritone italico, il rospo smeraldino e la raganella italica.

La parte più conosciuta del parco è proprio quella del bosco di lecci (“bosco di Rauccio”), incredibilmente sopravvissuto ad un disboscamento totale avvenuto negli anni Trenta per ricavarne legna, e oggi meta famosa per le scampagnate nelle giornate di sole. Per scoprire gli altri parchi naturali del Salento, leggi qui.

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Oasi naturali del Salento: “Le Cesine”

27 Feb

Spiagge di sabbia e mare con fondale digradante caratterizzano la Riserva Naturale “Le Cesine”, che si estende per 620 ettari lungo la costa adriatica a sud di San Cataldo, fino a Vernole. E’ il parco di istituzione più antica (1980) ed è perfetto per praticare “birdwatching”. Qui, infatti, gli uccelli, soprattutto quelli acquatici, vi sostano lungo le rotte migratorie.

All’interno del parco troviamo una vasta pineta con aree umide con grandi acquitrini. Nella riserva ci sono due stagni separati dal mare da dune, “Pantano Grande” e “Salapi”, che sopravvivono grazie a falde sotterrane e all’acqua piovana.

Tante le specie di uccelli che sostano su questi stagni. “Armati” di binocolo e di pazienza sarà possibile ammirare, dagli appositi rifugi in legno, specie come il fenicottero, il germano reale, il falco di palude e il falco pescatore, l’airone pellegrino, il pellicano. Per conoscere gli altri parchi naturali del Salento, leggi qui.

Per le vostre vacanze, potete soggiornare in una di queste case:

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