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Un tour fra i castelli del Salento: Gallipoli

21 Mag
Castello Gallipoli, Salento

Circondato quasi completamente dal mare, il Castello Angioino di Gallipoli si erge con la sua imponente mole all’estremità orientale dell’isola che ospita il borgo antico. Edificato, molto probabilmente, già dall’XI secolo su preesistenti fortificazioni romane, fu ricostruito nel XIII secolo in epoca bizantina.

Fu più volte rimaneggiato dai conquistatori che si susseguirono nel corso dei secoli. Posto a guardia della città e del porto, un tempo crocevia di fiorenti commerci, il maniero presenta una pianta quadrangolare con tre torrioni circolari e una torre poligonale. 

Castello di Gallipoli, Salento

LA STORIA – Costruito dopo il 265 a.C. come fortezza per alloggio dei legionari e difesa per la città, il Castello fu distrutto o gravemente danneggiato nel V secolo dai Vandali e dai Goti. Tra il XV e il XVI secolo, sotto i domini degli Angioini e degli Aragonesi, fu oggetto di sostanziali modifiche: venne isolato da un fossato su tutti i lati e, nel 1522, venne costruito il torrione angolare, detto il Rivellino, in passato anche cinema estivo all’aperto.

Progettato dall’architetto senese Francesco di Giorgio Martini, il quale lavorò per conto di Alfonso II di Napoli, era stato costruito per difendere la via d’ingresso alla città e per impedire un accampamento fisso a eventuali nemici che avessero attaccato da terra. Attualmente gli spazi recentemente restaurati della fortezza vibrano come tutto il borgo gallipolino, ospitando eventi culturali e grandi mostre. 

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Un tour fra i castelli del Salento: Corigliano D’Otranto

14 Mag

Uno dei più degli esempi più belli di architettura militare in epoca rinascimentale, il Castello di Corigliano d’Otranto segna il passaggio dalle torri quadrate medievali a quelle rotonde tipiche del ‘500. 

La facciata è un trionfo barocco con mensole decorative e figure antropomorfe. Le statue, poste all’interno di nicchie, rappresentano virtù e personaggi dell’epoca, mentre sugli architravi trionfano i motti di Andrea Peschiulli, ormai indecifrabili.

LA STORIA – Nel XVI secolo, su un preesistente edificio del ‘400, Giovan Battista delli Monti apportò importanti modifiche volte alla fortificazione militare. Al termine della casata Delli Monti, il castello passò alla famiglia Trani che, nel 1667, lo trasformò in palazzo ducale grazie agli interventi strutturali e decorativi dell’architetto Francesco Manuli.

Il castello de’ Monti di Corigliano d’Otranto, conosciuto anche con il nome di Castello Volante svela, dunque, il passaggio da fortezza medioevale a residenza ducale.

Il maniero, al suo interno, ospita oggi una biblioteca, un infopoint turistico, un bookshop e un bar ed è sede di iniziative culturali come mostre temporanee, rassegne musicali e spettacoli dal vivo.

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Un tour fra i castelli del Salento: Acaya

7 Mag

Emblema della piccola cittadella fortificata a soli 8 km da Lecce, il castello di Acaya è una preziosa testimonianza del feudalesimo nel Salento. Costruito nel 1506 dal cavaliere Alfonso d’Acaya, il maniero rappresenta uno dei migliori esempi di architettura difensiva rinascimentale di Terra D’Otranto.

La fortezza, a pianta trapezoidale, è accessibile tramite un unico ponte. Le mura fortificate sono rinforzate da due torri a forma circolare. Una scala conduce al piano superiore e alle stanze, tra cui la sala del bastione, che custodisce un dipinto raffigurante lo stemma dei re spagnoli, e una sala impreziosita dal fregio in pietra leccese ispirato allo stile classico.

Di grande bellezza l’affresco della Dormitio Virginis del XIV secolo che si può ammirare nel cortile e la Sala Ennagonale all’interno. Oggi, il castello è sede di mostre ed eventi.

IL BORGO – Chiamato originariamente Segine, il piccolo villaggio, abbracciato da mura e da un ampio fossato, sorge nei pressi di Vernole e deve il suo nome alla celebre famiglia d’Acaya che costruì l’intero complesso dandogli l’aspetto del borgo fortificato e ponendolo a capo dei suoi possedimenti.

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Un tour fra i castelli del Salento: Otranto

30 Apr

Importante crocevia tra Occidente e Oriente, il castello di Otranto è in stretta relazione con la cinta muraria della città con cui forma un unico apparato difensivo.

Il castello aragonese porta il nome della casata che si occupò della ricostruzione dopo l’attacco sferrato dai turchi nel 1480. Fu, infatti, sotto il duca Alfonso D’Aragona che nel 1481 il castello completamente recuperato. Tuttavia, della fase aragonese rimangono solo un torrione e parte delle mura. 

L’aspetto attuale del maniero si deve ai viceré spagnoli, che ne fecero un vero e proprio capolavoro di architettura militare: opere di difesa straordinaria furono attuate nel 1535 da Don Pedro di Toledo, di cui rimane lo stemma sul portale d’ingresso e sulla cortina esterna. I due bastioni poligonali aggiunti nel 1578 sul versante rivolto al mare, inglobarono il preesistente bastione aragonese. 

Oggi il fortilizio si presenta a pianta pentagonale, circondato da un ampio fossato e scandito da quattro torri: tre circolari in carparo e una con la punta protesa verso il mare; sul quinto lato, scoperto, si apre il ponte levatoio. Bellissimo da visitare, il castello attualmente è la sede di mostre d’arte temporanee e permanenti sulla storia locale e sulla Grotta dei Cervi di grande rilievo culturale.

CURIOSITA’ – Il castello diede il nome al primo romanzo gotico della storia, “The castle of Otranto”, scritto da Horace Walpole nel 1764. 

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Il Romanico Pugliese: alla scoperta delle testimonianze nordiche nel Salento

23 Apr

Tracce di architettura nordica possono trovarsi inaspettatamente anche nel profondo Sud del Salento: si tratta del Romanico Pugliese, stile artistico sviluppatosi fra XI secolo e la prima metà del XIII secolo. Di seguito, facciamo un breve tour fra gli esemplari d’eccellenza: la Cattedrale di Otranto, la Basilica di Santa Caterina D’Alessandria a Galatina e l’Abbazia di Santa Maria a Cerrate.

I caratteri tipici dell’arte Nord Europea (Francia, Germania, Normandia) rielaborati con elementi dell’arte bizantina e araba danno origine a un risultato originale e inedito che è il cosiddetto Romanico Pugliese. L’impronta nordica, e in particolare normanna, in queste zone si deve alla frequentazione dei porti pugliesi da parte dei pellegrini diretti in Terrasanta e che furono anche il punto di partenza per molti partecipanti alla Prima crociata nel 1090.

La cattedrale di Otranto

Un esempio importante di romanico pugliese è la cattedrale di Santa Maria Annunziata, edificata sui resti di una domus romana, di un villaggio messapico e di un tempio paleocristiano. Fu fondata nel 1068 dal vescovo normanno Guglielmo e consacrata al culto nel 1088. Al suo interno conserva un importante mosaico pavimentale eseguito, tra il 1163 e il 1166, dal monaco basiliano Pantaleone.

Nell’agosto 1480, la cattedrale fu teatro di una terribile carneficina: i Turchi espugnarono la città dopo alcuni giorni d’assedio ed entrarono nella chiesa sterminando il clero e i civili che vi si erano rifugiati, i cui resti sono tutt’ora conservati nella cripta. Venne trasformata in moschea e furono distrutti tutti gli affreschi risalenti al XIII secolo. 

L’abbazia di Santa Maria di Cerrate

Situata sulla strada provinciale Squinzano-Casalabate, è uno dei più significativi esempi di Romanico pugliese. L’abbazia fu fondata, secondo leggenda, alla fine del XII secolo da Tancredi d’Altavilla, conte di Lecce. La leggenda vuole che in questo luogo, durante una battuta di caccia, a Tancredi sia apparsa la Madonna fra le corna di un cervo, da cui il toponimo Cerrate o Cervate.

La località fu un importante polo religioso e culturale fino al XVI secolo e successivamente trasformata in masseria. Nel 1711 l’abbazia venne saccheggiata dai pirati turchi e cadde in uno stato di abbandono, proseguito fino al restauro del 1965 curato dalla Provincia di Lecce. Il complesso rimase di proprietà dell’ente locale fino al 2012, anno in cui è passato al Fondo Ambiente Italiano.

La Basilica di Santa Caterina d’Alessandria a Galatina

Si tratta di uno dei più insigni monumenti dell’arte romanica pugliese e gotica e fu realizzata tra il 1369 e il 1391, per volontà di Raimondello Orsini del Balzo. Questi, in uno dei suoi numerosi viaggi, di ritorno dalle crociate, si spinse sino alla sommità del Monte Sinai per rendere omaggio al corpo di santa Caterina; secondo la leggenda, nel ripartire, baciò la mano della Santa, strappandole il dito con i denti.

Tornato in Italia portò con sé la reliquia che, incastonata in un reliquiario d’argento, tuttora si conserva nel tesoro della chiesa. L’edificio, alla morte di Raimondello avvenuta nel 1405, sarà completato dalla moglie, la principessa Maria d’Enghien, e poi dal figlio, Giovanni Antonio Orsini Del Balzo.

L’edificio fu costruito su una preesistente chiesa bizantina di rito greco risalente al IX-X secolo le cui tracce sono ben visibili nel muro esterno della navata destra in cui è stata inglobata, forse per risparmiare materiale edilizio, l’abside.  La decorazione pittorica riveste grande importanza artistica: l’interno, infatti, fu completamente affrescato verso la fine del Trecento da maestranze locali coprendo in alcune parti lacerti più antichi.

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Il Salento “sotterraneo”: la cripta del Duomo a Lecce

16 Apr

Al di là delle spiagge e del mare che rendono i panorami del Salento uno straordinario paradiso dal fascino esotico, la “Terra fra i due mari” nasconde dei luoghi segreti che raccontano di testimonianze artistiche e architettoniche preziose. Il Salento “sotterraneo” è un tour che vi presentiamo alla scoperta dei luoghi nascosti del Tacco d’Italia. Leggete qui per scoprire di più.

La cripta del Duomo a Lecce 

Composta da tre ampie navate, con pianta a croce greca e piccole volte a crociera sul soffitto, la Cripta poggia su ben 92 colonne alla cui sommità si possono ammirare capitelli finemente decorati. La cripta presenta caratteristiche tipiche dello stile dell’originaria struttura costruita dai Normanni nel XIV secolo per volere del Vescovo Roberto Volturio.

Lecce

Capoluogo salentino, Lecce è soprattutto la citta del Barocco dove lo stile architettonico permea l’intero centro storico con i suoi palazzi, chiese e monumenti. Imperdibile la piazza centrale (Piazza Sant’Oronzo) con la colonna dedicata al Santo Patrono e il Sedile. Incantevoli la Basilica di Santa Croce e il Duomo. Oltre alla cultura e all’arte, la città è un cuore pulsante grazie ai numerosi eventi e alla movida serale. 

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Il Salento “sotterraneo”: la cripta della Cattedrale di Otranto

9 Apr

Al di là delle spiagge e del mare che rendono i panorami del Salento uno straordinario paradiso dal fascino esotico, la “Terra fra i due mari” nasconde dei luoghi segreti che raccontano di testimonianze artistiche e architettoniche preziose. Il Salento “sotterraneo” è un tour che vi presentiamo alla scoperta dei luoghi nascosti del Tacco d’Italia. Leggete qui per scoprire di più.

La cripta della Cattedrale

Si snoda nell’area sottostante dell’abside, del presbiterio e di parte dell’aula, ed è una miniatura della celebre Cisterna di Teodosio o della Moschea di Cordova. La cripta è costruita su 42 colonne, diverse per stile e qualità, che regalano all’ambiente un’atmosfera suggestiva. L’anno di origine risale all’XI secolo

Otranto

E’ un gioiello che si affaccia sulla costa Adriatica, a circa 40km da Lecce. Il dedalo di viuzze colorate che incornicia il centro storico custodisce il Castello Aragonese e la Cattedrale con il mosaico pavimentale di origine medievale. 

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Il Salento “sotterraneo”: la cripta Madonna del Gonfalone a Tricase

2 Apr

Al di là delle spiagge e del mare che rendono i panorami del Salento uno straordinario paradiso dal fascino esotico, la “Terra fra i due mari” nasconde dei luoghi segreti che raccontano di testimonianze artistiche e architettoniche preziose. Il Salento “sotterraneo” è un tour che vi presentiamo alla scoperta dei luoghi nascosti del Tacco d’Italia. Leggete qui per scoprire di più.

Cripta Madonna del Gonfalone

Scavata nel tufo e risalente ai secoli IX–XI, fu un monastero italo– greco e poi una grangia dell’Abbazia di S. Maria de Amito. Il soffitto è sorretto da ben 19 pilastri e sulle pareti s’intravede una Vergine Addormentata.

Tricase

Situato a circa 40 km a sud di Lecce, il comune comprende le splendide località marine di Tricase Porto e Marina Serra. L’origine del nome è incerta: si ipotizza che sia dovuta all’unione di tre casali differenti oppure che il nome Tricase derivi da “inter casas”, vale a dire, un paese formatosi in mezzo ad altri casali.

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Il Salento “sotterraneo”: Santa Maria della Croce a Casarano

26 Mar

Al di là delle spiagge e del mare che rendono i panorami del Salento uno straordinario paradiso dal fascino esotico, la “Terra fra i due mari” nasconde dei luoghi segreti che raccontano di testimonianze artistiche e architettoniche preziose. Il Salento “sotterraneo” è un tour che vi presentiamo alla scoperta dei luoghi nascosti del Tacco d’Italia. Leggete qui per scoprire di più.

Santa Maria della Croce

Tra i più antichi luoghi di culto cristiano, la chiesa fu edificata tra il V e il VI secolo in località Casaranello e possiede splendidi mosaici paleocristiani, come la volta stellata con croce di tessere d’oro sulla cupola e il colorato tappeto musivo a motivi zoomorfi e fitomorfi della volta a botte. Presenti anche meravigliosi affreschi bizantini e gotici.

Casarano

Comune di quasi 20 mila abitanti situato nel Salento sud-occidentale a circa 50 km da Lecce, Casarano affonda le sue origini romane nella storia e nella leggenda: si narra, infatti, che attorno al I secolo a.C., queste terre furono assegnate al centurione romano Caesar per meriti militari, conseguiti durante le guerre civili.

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Il Salento “sotterraneo”: la cripta dei Santi Stefani a Vaste

19 Mar

Al di là delle spiagge e del mare che rendono i panorami del Salento uno straordinario paradiso dal fascino esotico, la “Terra fra i due mari” nasconde dei luoghi segreti che raccontano di testimonianze artistiche e architettoniche preziose. Il Salento “sotterraneo” è un tour che vi presentiamo alla scoperta dei luoghi nascosti del Tacco d’Italia. Leggete qui per scoprire di più.

Cripta dei Santi Stefani e Cripta di S. Maria degli Angeli

Nel Parco Archeologico di Vaste, nella roccia, a tre navate, la cripta, che deve il suo nome a una triplice raffigurazione di Santo Stefano, conserva varie raffigurazioni del primo martire della cristianità e affreschi databili tra il X e il XVI secolo, tra cui i ritratti di alcuni apostoli. 

A Poggiardo degna di nota è la cripta di S. Maria degli Angeli, i cui affreschi sono nel Museo in piazza Episcopo, tra cui la Madonna tra i due arcangeli. La cripta, resa fruibile nel 1929, ha forma basilicale, a tre navate che si concludono in altrettante absidi curve. La volta è sorretta da quattro pilastri ma due di questi sono crollati e ne rimangono i basamenti. Il pavimento è in terra battuta.

Poggiardo e Vaste – Situato nel Salento sud-orientale, Poggiardo dista circa 40 km da Lecce e comprende la frazione di Vaste, l’antica “Bastae”, centro messapico che dista solo pochi km dalla famosa Santa Cesarea Terme.

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