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Alla scoperta della Grecìa Salentina: Martano

25 Giu
Piazza dei Caduti a Martano

Martano è il comune più popoloso (più di 8mila abitanti) e capoluogo della Grecìa Salentina, area di influenza dell’antica Grecia, in cui si parla ancora l’antico dialetto del grìko

monastero cistercense Martano

Il comune, abitato fin dalla preistoria, conserva testimonianze antichissime grazie al Menhir del Teofilo, il più alto della regione. Il centro storico, molto suggestivo, è detto Borgo Terra con vicoli, piazzette e case a corte. Bellissimi i palazzi dal XV al XIX secolo, tra cui quello Baronale un tempo Castello Aragonese, la Chiesa Maria SS. Assunta, l’ex Convento dei Domenicani, sede del Municipio e il seicentesco Monastero Cistercense di Santa Maria della Consolazione con la ricca biblioteca, la pinacoteca e la liquoreria.

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A due passi dal Salento, cosa vedere in Valle d’Itria: Alberobello

29 Gen
trulli, Alberobello

Divisa tra le province di Bari, Taranto e Brindisi, la Valle d’Itria è una porzione della Puglia centrale, la cui peculiarità sono: i trulli, tipiche abitazioni in pietra a forma di cono, e il paesaggio rurale, caratterizzato dall’uso della pietra locale utilizzata per costruire muri a secco. I borghi più belli sono: Ostuni, Alberobello, Martina Franca e Cisternino.

Alberobello

Grazie all’impressionante distesa di trulli di cui ne sono il simbolo per eccellenza, Alberobello è dal 1996 riconosciuta come Patrimonio Mondiale dell’Umanità

tipici trulli alberobello

Immersa nel cuore della Murgia, a 50 km da Bari, il borgo di Alberobello è unico in tutto il mondo grazie alle abitazioni in pietra a secco, imbiancate con calce viva e dal tetto a forma di cono, costruito con pietre a vista. Croci, cuori trafitti e simboli zodiacali decorano il tetto di ogni trullo, che conserva, ancora oggi, intatto il suo mistero.

trulli da lontano ad Alberobello

Il centro storico è un dedalo di viuzze tortuose e piazzette caratteristiche che s’intrecciano nel Rione Monti, dove si distinguono i “trulli siamesi”, dall’originale copertura a due coni, la Chiesa di Sant’Antonio e il Trullo Sovrano. Da non perdere il Museo del Territorio, ospitato in un complesso di trulli comunicanti, e la Casa d’Amore, oggi prezioso punto d’informazione turistica, primo edificio nell’intera cittadina costruito con calce e malta.

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A due passi dal Salento, cosa vedere in Valle d’Itria: Ostuni

24 Gen
Colonna di Sant'Oronzo, Ostuni

Divisa tra le province di Bari, Taranto e Brindisi, la Valle d’Itria è una porzione della Puglia centrale, le cui peculiarità sono: i trulli, tipiche abitazioni in pietra a forma di cono, e il paesaggio rurale, caratterizzato dall’uso della pietra locale utilizzata per costruire muri a secco. I borghi più belli sono: Ostuni, Alberobello, Martina Franca e Cisternino.

Ostuni

Nota come la “Città bianca”, Ostuni è un labirinto di vicoli, palazzi con ringhiere barocche, lampioni d’epoca e scalinate con il mare sullo sfondo. Arroccato su tre colli, il paesino sorge a 218 m sul livello del mare e dista appena 8 km dalla costa adriatica su cui sventola la Bandiera Blu.

Vista della Città Bianca, Ostuni

Il borgo medievale deve il suo nome alle abitazioni imbiancate con la calce, pratica tuttora rigorosamente rispettata dai residenti. Il dedalo di viuzze che costituisce il centro storico della località ricorda una casbah araba. La città vecchia è detta la “terra” e si distingue dalla più recente detta “marina”. 

piazza, Ostuni

Botteghe artigiane, ristoranti tipici e negozietti decorano i vicoli pittoreschi. Al centro del borgo troneggia la quattrocentesca Cattedrale intitolata a Santa Maria dell’Assunzione, monumento nazionale dal 1902, che si erge sulla sommità del colle più alto della città bianca.

La Cattedrale, il cuore di Ostuni, è in stile romanico-gotico su cui spicca un grande rosone a 24 raggi di rara bellezza.

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Weekend in Puglia, cosa vedere in 2 giorni in Salento

11 Dic

Il Salento è mare limpido, costa mozzafiato, architettura antica ed enogastronomia. Ci vorrebbero giorni per scoprire il fascino di ogni borgo e visitare ogni caletta sul mare. Come? Siete qui solo per un weekend? Non preoccupatevi!

Abbiamo riassunto per voi tutto quello che c’è da vedere nel Salento in due giorni. Un mini tour dal ritmo intenso che vi permetterà di assaporare le bellezze del territorio, in attesa che possiate ritornarci per godere appieno di tutto ciò che offre.

GIORNO 1 – la costa adriatica

Partite da Otranto, un gioiello incastonato sull’Adriatico a circa 40 km a Sud di Lecce. Trascorrete la mattinata in spiaggia a fare il bagno, godendovi un po’ di sole e relax per tornare a casa più abbronzati! Potete fare una sosta per pranzo in uno dei tantissimi locali del centro e approfittare per fare un giro nei caratteristici vicoletti della località.

Non perdete la visita alla Cattedrale, famosa per la cappella con i teschi degli 800 martiri che morirono resistendo all’invasione turca nel 1480 e per il mosaico pavimentale risalente alla metà del XII secolo.

Nel pomeriggio, dopo la siesta, sfruttate le ore più fresche della giornata, percorrendo in auto tutta la litoranea che collega Otranto a Leuca. Avrete l’opportunità di ammirare uno dei panorami più belli della costa salentina, una sorta di “balcone” sul mare. Fermatevi dove più vi aggrada, fra calette più o meno famose. Potete sostare per un tuffo al volo o anche soltanto per un aperitivo.

Proseguite fino a Leuca, la nostra ultima tappa per oggi. Si è fatta sera: godetevi quindi un’ottima cena e una passeggiata nel piccolo centro di Santa Maria di Leuca, dove ad attendervi ci sarà il faro, che sorge sul promontorio di uno dei più famosi santuari mariani della Puglia, quello della Madonna De Finibus Terrae.

GIORNO 2 – la costa ionica e Lecce

Ripartite da Leuca, riprendendo la litoranea che risale dal versante ionico e puntate verso Gallipoli. Arrivati nella “Città Bella”, fate subito sosta al mare. Vi consigliamo la spiaggia della Purità o Baia Verde. Dopo aver trascorso una manciata di ore a prendere il sole, fate un giro alla scoperta della “Perla dello Ionio”, soffermandovi sul Castello Angioino, la Cattedrale di Sant’Agata e la Fontana Greca.

Fermatevi per pranzo in uno dei tanti ristorantini del centro storico. Al calar del sole, ripartite alla volta di Lecce, ultima tappa del vostro weekend. 

Se scegliete di non optare per la strada panoramica, raggiungerete il capoluogo salentino in una mezz’oretta d’auto. Qui avrete tutto il tempo di assaporare Lecce dal punto di vista architettonico e di godere di una rigenerante passeggiata nel centro storico. Ad accogliervi sarà la sontuosità dello stile Barocco che permea le chiese e i monumenti della città.

Spostatevi da piazza Sant’Oronzo verso la Basilica di Santa Croce, e poi ancora sul corso Vittorio Emanuele II verso il Duomo, passando per le numerosissime e incantevoli chiese (San Matteo, Sant’Irene, ecc). Fermatevi in uno dei tantissimi locali del centro storico a gustare del buon vino e una cena a base di prodotti tipici, lasciandovi allietare dai colori della “movida leccese”.

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Otranto, Castro e Salve, le “Bandiere Blu” orgoglio del Salento

23 Mag

Siete partiti alla volta del Salento, avete in mente moltissime località da vedere che vi hanno consigliato amici e parenti, ma non sapete orientarvi su quale scegliere per prima. Per organizzare le vostre priorità, la “Bandiera Blu” può essere un ottimo criterio di selezione, che vi farà guadagnare tempo prezioso per la vostra vacanza, da spendere sdraiati al sole piuttosto che intenti a leggere le mappe!

Otranto, Salve e Castro sono i comuni del Salento insigniti del prestigioso riconoscimento che ogni anno la Foundation for Environmental Education (FEE) conferisce alle località costiere europee. Qualità delle acque, servizi offerti e pulizia delle spiagge sono i 3 parametri che garantiscono l’assegnazione del premio, che dal 1987 viene assegnato ogni anno a spiagge in 48 paesi del mondo in Europa, Sudafrica, Nuova Zelanda, Canada e nei Caraibi.

Andiamo a vedere perché queste tre meravigliose località si sono guadagnate il rinomato premio. 

OTRANTO – Non ha bisogno di presentazioni: il piccolo gioiello, proteso a Oriente, è incastonato su uno sperone roccioso a picco sul mare della costa adriatica. Il borgo, racchiuso dalle mura aragonesi, con le caratteristiche case bianche che si snodano in un dedalo di viuzze, lascia senza fiato.

Dal “Lungomare degli Eroi”, attraversata Porta Alfonsina, si accede alla città vecchia, con tappa doverosa al Castello Aragonese (oggi vivace centro culturale grazie alle numerose mostre d’arte) e alla Cattedrale romanica con il pavimento musivo del XII secolo, raffigurante l’albero della vita e le reliquie degli 800 Martiri, massacrati dai Turchi nel 1480.

Appena fuori Otranto, sventola la Bandiera Blu su alcune delle più incantevoli spiagge di tutto il Salento. Verso nord si dispiegano le località di Conca Specchiulla, dei Laghi Alimini, della Baia dei Turchi. A sud si può far visita alla Baia delle Orte, a Torre Sant’Emiliano e all’insenatura di Porto Badisco, celebre per essere stata l’approdo di Enea.

  • Spiaggia Baia dei Turchi Otranto

Fuori dal centro abitato, merita una visita il laghetto verde smeraldo circondato dalle montagne rosse della ex Cava di Bauxite e il faro di Punta Palascìa, uno dei pochi ancora visitabili in Italia e punto più a Est dello Stivale. 

Lasciamo alle immagini, più che alle parole la descrizione di questi posti senza tempo.

SALVE – Un piccolissimo comune a 75 km a sud di Lecce che è diventato famoso soprattutto per le sue spiagge, ribattezzate addirittura come “Maldive del Salento”. Sabbia finissima, fondali bassi e trasparenti, incorniciati da morbide dune ricoperte dalla macchia mediterranea sono le caratteristiche delle spiagge di Pescoluse, Posto Vecchio e Torre Pali. Basterà poco per sentirsi catapultati in uno scenario tropicale, pur rimanendo ancora in Europa e in Italia.

La città vecchia di Salve è costellata di torri signorili e palazzi nobiliari, dove spicca la Chiesa Matrice dedicata a San Nicola Magno, dove si custodisce l’organo più antico di Puglia, il seicentesco Olgiati Mauro. Proprio in queste zone, sulle strade che conducono al mare, è stato ritrovato il cosiddetto “tesoretto” di Salve, ovvero le monete d’argento della Magna Grecia, oggi custodite nel Museo di Taranto.

CASTRO – Uno dei tratti più frastagliati della costa salentina, ma proprio per questo uno dei più suggestivi, Castro si sviluppa sulle ceneri di un antico borgo di pescatori. Grazie alle sue numerose grotte, la località offre la possibilità di fare memorabili escursioni in barca alla scoperta di queste bellissime cavità.

Grotta Romanelli è uno fra i più importanti giacimenti preistorici italiani con i graffiti a tinta rossa, mentre la Grotta Zinzulusa, visitabile anche da terra, prende il nome dal termine dialettale “zinzuli” (stracci, pezze), ovvero le stalattiti che si trovano al suo interno.

Arroccata sulla scogliera a picco sull’Adriatico, a circa 48 km da Lecce, la romana Castrum Minervae è sempre stata centro nevralgico del Salento. Oggi è un grazioso borgo con caratteristiche stradine e impreziosita da monumenti come l’ex Cattedrale del XII secolo con facciata romanica, i resti di una piccola chiesa bizantina del X secolo e il Castello Aragonese, dove è stata ritrovata la statuina di Atena Frigia, prova dell’esistenza del tempio della dea Minerva.

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Patrimonio dell’Unesco, la Puglia presente con 4 siti imperdibili

24 Apr

Cosa hanno in comune Alberobello, Castel Del Monte, la Basilica di San Michele Arcangelo e la Foresta Umbra? Beh, a parte il fatto che si trovano tutte in Puglia, forse non tutti sanno che i quattro siti sono inseriti nella lista Unesco come Patrimonio dell’Umanità.

La bellezza naturale, culturale e storica della Puglia è spesso sotto gli occhi degli attenti visitatori che ogni anno scelgono di trascorrere un periodo di vacanza in una delle regioni più a Sud d’Italia. Ma in questo caso, l’unicità dei luoghi è formalmente certificata dal riconoscimento del prestigioso ente internazionale delle Nazioni Unite. 

L’identificazione, la protezione, la tutela e la trasmissione alle generazioni future del patrimonio culturale e naturale di tutto il mondo sono tra le missioni principali dell’UNESCO. Non solo bellezze naturali, ma anche culturali costituiscono il patrimonio da tutelare e tramandare alle generazioni future secondo il celebre ente.

ALBEROBELLO – Inserita nella lista Unesco dal 1996, Alberobello è davvero unica in tutto il mondo per la distesa delle caratteristiche costruzioni a forma di cono. Si tratta di antiche abitazioni con il tetto a forma di cono fatto con pietre a vista, edificate con la tecnica del muretto a secco e imbiancate con calce viva. Croci, cuori trafitti e simboli zodiacali decorano la cima di ogni trullo.

The Trulli of Alberobello

Nel Rione Monti, fra i vicoli stretti si snodano circa 1000 trulli, fra cui svettano i “trulli siamesi”, dall’originale copertura a due coni, la Chiesa di Sant’Antonio con pianta a croce greca e il Trullo Sovrano. Da non perdere il Museo del Territorio, ospitato in un complesso di trulli comunicanti, e la Casa d’Amore, oggi prezioso punto d’informazione turistica, primo edificio nell’intera cittadina, costruito con calce e malta. 

CASTEL DEL MONTE – Piena di simbolismi e unica nel suo genere, la fortezza, a forma di corona ottagonale, è l’espressione del genio eccentrico di Federico II di Svevia, che l’ha fatta edificare secondo uno stile gotico e normanno. Ormai è ben noto che la ricorrenza del numero 8, nella forma delle stanze e in numerosi dettagli, non sia un caso, motivo per cui il Castello è considerato da alcuni alla stregua di un monumento esoterico.

Posto a ben 540 metri sul livello del mare, su una dolce collina a circa 20 km da Andria, il maniero offre una visione mozzafiato del tramonto. La fortezza, inserita nella lista Unesco nel 1996, fu utilizzata forse come osservatorio astronomico o imponente maniero di caccia.

BASILICA DI SAN MICHELE ARCANGELO – Custodita all’interno del piccolo comune del foggiano di Monte Sant’Angelo, la Basilica di San Michele è una preziosa testimonianza dell’arte longobarda in Italia. Una scalinata scavata nella roccia conduce nella Sacra Grotta, luogo dell’apparizione dell’Arcangelo e famosa meta di pellegrinaggio. 

Nel quartiere Junno, la zona più antica del borgo, ci si perde fra i vicoli dove si respira il profumo della tradizione delle tipiche “ostie ripiene”, ovvero dolcetti farciti di mandorle e miele. Imperdibile la visita al castello normanno, residenza di Federico II, la Tomba di Rotari e il complesso di San Francesco. Mentre a 8 km dal centro abitato, tra decine di eremi scavati nella roccia, sorge l’Abbazia di Santa Maria di Pulsano, arroccata su uno spuntone affacciato sul golfo.

FORESTA UMBRA – A dispetto del nome, le faggete della foresta Umbra, nel cuore del promontorio del Gargano, non hanno nulla a che vedere con la regione dell’Italia centrale, ma devono il nome dalla derivazione latina di “umbra”, ovvero cupa e ombrosa.

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Inserita nella lista Unesco dal 2017, l’area delle faggete, che si estende per un perimetro di 399 ettari, fa parte di un patrimonio naturale dall’alto valore ecologico, storico e culturale: le maestose piante sono tra le più vecchie d’Europa e raggiungono un’altezza di quasi 50 metri. Il sito, inoltre, vanta un altro prestigioso riconoscimento: l’inserimento nella lista tra i cinque boschi più belli al mondo da parte della celebre rivista National Geographic.

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Il Salento non è solo spiagge, Corigliano D’Otranto e Specchia “Bandiere arancioni”

17 Apr

Corigliano D’Otranto e Specchia: cosa hanno in comune i due piccoli borghi del Salento distanti una trentina di km l’uno dall’altro? Non tutti lo sanno, ma queste due località si sono aggiudicate la “Bandiera Arancione”, il premio per l’eccellenza dei comuni dell’entroterra assegnato dal Touring Club.

Ebbene sì, il Salento è famoso soprattutto per le spiagge e per i chilometri di costa, ma a chi viene in vacanza nel Tacco d’Italia non sarà sfuggito di notare quanta bellezza e tradizione ci sia anche nei piccoli borghi, quelli lontani dalla costa, pieni di storia e di tradizione.

La “Bandiera arancione”, assegnata dal 1998, è marchio di qualità turistico-ambientale. Bellezza del patrimonio storico-culturale e qualità nell’accoglienza dei turisti hanno fatto di Specchia e Corigliano d’Otranto i due fra i borghi più belli di tutta la Puglia.

CORIGLIANO D’OTRANTO – Uno dei comuni più caratteristici della Grecìa Salentina, grazie alle tipiche case a corte che impreziosiscono il centro storico e fulcro culturale salentino di grande fermento, grazie alle attività che si svolgono all’interno del Castello De’ Monti, antico maniero dalla nobile facciata barocca. 

A soli 25 km da Lecce, la ricchezza delle tradizioni del piccolo comune si rispecchia persino nella lingua locale, il griko, antica eredità della dominazione ellenica. Di derivazione bizantina sono anche i nomi delle vie. L’Arco Lucchetti, che sormonta l’entrata di una piccola corte, racconta, attraverso i simboli bizantini intagliati nella pietra, l’amore di un uomo per la sua sposa.

SPECCHIA – Il piccolo comune del Sud Salento (circa 54 km da Lecce) vanta già un prestigioso riconoscimento, ovvero la menzione fra i “Borghi più belli d’Italia”. In effetti, passeggiando per le assolate viuzze, dove il tempo sembra essersi fermato e dove la vita scorre lenta, non si fa fatica a capire perché il borgo si sia meritato questi riconoscimenti. 

Un dedalo di vicoli intricati, di case a corte dai balconi in fiore e di incroci impreziositi dalle tradizionali nicchie con i santi: il centro storico di Specchia, oggi albergo diffuso, è un’esperienza per gli occhi! 

A suggellare questo splendore gli edifici più famosi: Castello Risolo, il Convento dei Francescani Neri e la Colonna dell’Immunità, così chiamata perché bastava toccarla per garantirsi l’immunità dall’arresto. Comune dalle mille virtù, Specchia è nota per la sua qualità della vita, per l’uso di fonti rinnovabili e per i frantoi ipogei. 

Per scoprire dove soggiornare per visitare questi e altri borghi del Salento, date un’occhiata qui:

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Oasi del Salento, il Parco “Isola di Sant’Andrea e Litorale di Punta Pizzo”

27 Mar

Il Parco Naturale Regionale Isola di Sant’Andrea e Litorale di Punta Pizzo, istituito nel 2006, comprende il territorio sud di Gallipoli (Punta Pizzo) e la vicina isola di Sant’Andrea, dove è presente una colonia nidificante del Gabbiano corso, unica in tutta Italia.

L’isola, con un diametro di soli 4,5 km, è priva di promontori e facilmente esposta alle intemperie del mare. Durante la stagione invernale, la parte centrale, essendo sotto il livello del mare, resta coperta d’acqua.

Il litorale di Punta Pizzo si presenta come un mosaico ambientale composto da distese sabbiose, protette da dune, macchia mediterranea, ambienti umidi e acquitrinosi. Dal corbezzolo alla ginestra spinosa, dal mirto al lentisco, dal rosmarino al timo l’habitat della flora presente.

In prossimità delle aree umide quali il canale Li Foggi, invece, è possibile sbirciare i colori dell’avifauna acquatica tra cui spicca il Cavaliere d’Italia. Per scoprire gli altri parchi naturali del Salento, leggi qui.

Se volete visitare il parco, qui alcune soluzioni per le vostre vacanze:

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Oasi naturali del Salento, il parco “Litorale di Ugento”

6 Mar

Istituito nel 2007, il Parco Naturale “Litorale di Ugento” si estende per circa 1600 ettari nella zona fra Torre San Giovanni e di Lido Marini. La riserva è caratterizzata da una profonda varietà di paesaggi che da sabbiosi diventano rocciosi.

Dalla località conosciuta come “Pazze” fino a Torre San Giovanni, infatti, la costa si mostra come bassa e rocciosa, mentre da Torre San Giovanni fino a Lido Marini diventa sabbiosa e si caratterizza per una serie di basse dune. Tipiche di quest’oasi sono infatti le cosiddette “gravinelle”, ovvero canaloni carsici scavati nella roccia dall’acqua.

Come per le Cesine, anche questo parco è ideale per fare birdwatching, dal momento che nelle zone umide si possono ammirare uccelli migratori come aironi, garzette e tarabusi. Molti altri animali popolano i boschi come la volpe, il riccio, la faina e il tasso.

Il Parco “Litorale di Ugento” è ricco di habitat naturali. Tra rosmarino, ginepro coccolone e pinete spiccano le rare e colorate orchidee.

Il Parco Naturale “Litorale di Ugento” è raggiungibile da Lecce imboccando la tangenziale ovest in direzione Gallipoli e con la Strada Statale 274 Gallipoli-Santa Maria di Leuca con uscita a Felline. Il centro visite è in piazza Adolfo Colosso a Ugento. Per conoscere gli altri parchi del Salento, leggi qui.

Per soggiornare nei dintorni, invece, potete dare un’occhiata qui:

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Oasi naturali del Salento: “Le Cesine”

27 Feb

Spiagge di sabbia e mare con fondale digradante caratterizzano la Riserva Naturale “Le Cesine”, che si estende per 620 ettari lungo la costa adriatica a sud di San Cataldo, fino a Vernole. E’ il parco di istituzione più antica (1980) ed è perfetto per praticare “birdwatching”. Qui, infatti, gli uccelli, soprattutto quelli acquatici, vi sostano lungo le rotte migratorie.

All’interno del parco troviamo una vasta pineta con aree umide con grandi acquitrini. Nella riserva ci sono due stagni separati dal mare da dune, “Pantano Grande” e “Salapi”, che sopravvivono grazie a falde sotterrane e all’acqua piovana.

Tante le specie di uccelli che sostano su questi stagni. “Armati” di binocolo e di pazienza sarà possibile ammirare, dagli appositi rifugi in legno, specie come il fenicottero, il germano reale, il falco di palude e il falco pescatore, l’airone pellegrino, il pellicano. Per conoscere gli altri parchi naturali del Salento, leggi qui.

Per le vostre vacanze, potete soggiornare in una di queste case:

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