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Alla scoperta della Grecìa Salentina: Martano

25 Giu
Piazza dei Caduti a Martano

Martano è il comune più popoloso (più di 8mila abitanti) e capoluogo della Grecìa Salentina, area di influenza dell’antica Grecia, in cui si parla ancora l’antico dialetto del grìko

monastero cistercense Martano

Il comune, abitato fin dalla preistoria, conserva testimonianze antichissime grazie al Menhir del Teofilo, il più alto della regione. Il centro storico, molto suggestivo, è detto Borgo Terra con vicoli, piazzette e case a corte. Bellissimi i palazzi dal XV al XIX secolo, tra cui quello Baronale un tempo Castello Aragonese, la Chiesa Maria SS. Assunta, l’ex Convento dei Domenicani, sede del Municipio e il seicentesco Monastero Cistercense di Santa Maria della Consolazione con la ricca biblioteca, la pinacoteca e la liquoreria.

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Alla scoperta della Grecìa Salentina: Carpignano Salentino

18 Giu
Carpignano Salentino, facciata palazzo

Con più di 3600 abitanti, Carpignano Salentino fa parte del territorio della Grecìa Salentina che conserva ancora l’antico dialetto conosciuto come grìko. A circa 25 km da Lecce, il comune dista una decina di minuti dalla costa adriatica, la cui località marina più vicina è la splendida Sant’Andrea.

Abitato fin dai tempi più remoti, Carpignano Salentino conserva le antiche testimonianze grazie alla presenza di alcuni menhir: il menhir Grassi e il menhir Croce Grande o Staurotomèa (in greco Σταυροτομέα). 

Carpignano Salentino, dettaglio

Da piazza Duca d’Aosta si entra nei vicoletti e si scopre l’antica Giudecca racchiusa da mura medievali con i giardini pensili, le case del ‘400, i balconi cinquecenteschi, la Chiesa Madre e il Palazzo Ducale. Da visitare è il frantoio ipogeo e la cripta di S. Cristina del IX-X secolo, un capolavoro con affreschi antichissimi e iscrizioni in greco. 

Il nome del paese deriverebbe da quello del centurione romano Carpinius, ma altrettanto accreditata è la tesi di una derivazione messapica della radice karp (“pietra”, “roccia”), per cui Carpignano significherebbe “luogo posto su un’altura”.

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Un tour fra i castelli del Salento: Gallipoli

21 Mag
Castello Gallipoli, Salento

Circondato quasi completamente dal mare, il Castello Angioino di Gallipoli si erge con la sua imponente mole all’estremità orientale dell’isola che ospita il borgo antico. Edificato, molto probabilmente, già dall’XI secolo su preesistenti fortificazioni romane, fu ricostruito nel XIII secolo in epoca bizantina.

Fu più volte rimaneggiato dai conquistatori che si susseguirono nel corso dei secoli. Posto a guardia della città e del porto, un tempo crocevia di fiorenti commerci, il maniero presenta una pianta quadrangolare con tre torrioni circolari e una torre poligonale. 

Castello di Gallipoli, Salento

LA STORIA – Costruito dopo il 265 a.C. come fortezza per alloggio dei legionari e difesa per la città, il Castello fu distrutto o gravemente danneggiato nel V secolo dai Vandali e dai Goti. Tra il XV e il XVI secolo, sotto i domini degli Angioini e degli Aragonesi, fu oggetto di sostanziali modifiche: venne isolato da un fossato su tutti i lati e, nel 1522, venne costruito il torrione angolare, detto il Rivellino, in passato anche cinema estivo all’aperto.

Progettato dall’architetto senese Francesco di Giorgio Martini, il quale lavorò per conto di Alfonso II di Napoli, era stato costruito per difendere la via d’ingresso alla città e per impedire un accampamento fisso a eventuali nemici che avessero attaccato da terra. Attualmente gli spazi recentemente restaurati della fortezza vibrano come tutto il borgo gallipolino, ospitando eventi culturali e grandi mostre. 

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A due passi dal Salento, cosa vedere in Valle d’Itria: Cisternino

12 Feb
Cisternino

Divisa tra le province di Bari, Taranto e Brindisi, la Valle d’Itria è una porzione della Puglia centrale, la cui peculiarità sono: i trulli, tipiche abitazioni in pietra a forma di cono, e il paesaggio rurale, caratterizzato dall’uso della pietra locale utilizzata per costruire muri a secco. I borghi più belli sono: Ostuni, Alberobello, Martina Franca e Cisternino.

Panoramica di Cisternino

Cisternino

Premiato con la “Bandiera arancione” del Touring Club Italiano, Cisternino, arroccato sulla cosiddetta Murgia dei Trulli, è uno dei Borghi più belli d’Italia, dove passeggiare tra i vicoli lastricati di “chianche” e gustare carne alla brace in uno dei “fornelli pronti”. 

Il centro storico medievale, rimasto quasi intatto, ospita i quattro quattro quartieri di “Bère Vécchie”, “Scheledd”, “u Pantène”, “L’ìsule”, che con quello più esterno, chiamato “u Bùrie”, compongono il piccolo dedalo di vie e slarghi dove si alternano case bianche di calce, vicoli adorni di gerani, scalinate, logge e archi. Nella passeggiata si può seguire la via che conduce verso porta Piccola, attraverso l’ariosa piazza Vittorio Emanuele con la sua bella Torre dell’Orologio

Il centro di Cisternino

Sempre nel centro è possibile ammirare le dimore storiche, dal palazzo del Governatore, bellissimo esempio del barocco in Puglia, al cinquecentesco palazzo vescovile, da Palazzo Amati a Palazzo Lagravinese, fino a Palazzo Ricci-Capece con la Torre del Vento. 

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Weekend in Puglia, cosa vedere in 2 giorni in Salento

11 Dic

Il Salento è mare limpido, costa mozzafiato, architettura antica ed enogastronomia. Ci vorrebbero giorni per scoprire il fascino di ogni borgo e visitare ogni caletta sul mare. Come? Siete qui solo per un weekend? Non preoccupatevi!

Abbiamo riassunto per voi tutto quello che c’è da vedere nel Salento in due giorni. Un mini tour dal ritmo intenso che vi permetterà di assaporare le bellezze del territorio, in attesa che possiate ritornarci per godere appieno di tutto ciò che offre.

GIORNO 1 – la costa adriatica

Partite da Otranto, un gioiello incastonato sull’Adriatico a circa 40 km a Sud di Lecce. Trascorrete la mattinata in spiaggia a fare il bagno, godendovi un po’ di sole e relax per tornare a casa più abbronzati! Potete fare una sosta per pranzo in uno dei tantissimi locali del centro e approfittare per fare un giro nei caratteristici vicoletti della località.

Non perdete la visita alla Cattedrale, famosa per la cappella con i teschi degli 800 martiri che morirono resistendo all’invasione turca nel 1480 e per il mosaico pavimentale risalente alla metà del XII secolo.

Nel pomeriggio, dopo la siesta, sfruttate le ore più fresche della giornata, percorrendo in auto tutta la litoranea che collega Otranto a Leuca. Avrete l’opportunità di ammirare uno dei panorami più belli della costa salentina, una sorta di “balcone” sul mare. Fermatevi dove più vi aggrada, fra calette più o meno famose. Potete sostare per un tuffo al volo o anche soltanto per un aperitivo.

Proseguite fino a Leuca, la nostra ultima tappa per oggi. Si è fatta sera: godetevi quindi un’ottima cena e una passeggiata nel piccolo centro di Santa Maria di Leuca, dove ad attendervi ci sarà il faro, che sorge sul promontorio di uno dei più famosi santuari mariani della Puglia, quello della Madonna De Finibus Terrae.

GIORNO 2 – la costa ionica e Lecce

Ripartite da Leuca, riprendendo la litoranea che risale dal versante ionico e puntate verso Gallipoli. Arrivati nella “Città Bella”, fate subito sosta al mare. Vi consigliamo la spiaggia della Purità o Baia Verde. Dopo aver trascorso una manciata di ore a prendere il sole, fate un giro alla scoperta della “Perla dello Ionio”, soffermandovi sul Castello Angioino, la Cattedrale di Sant’Agata e la Fontana Greca.

Fermatevi per pranzo in uno dei tanti ristorantini del centro storico. Al calar del sole, ripartite alla volta di Lecce, ultima tappa del vostro weekend. 

Se scegliete di non optare per la strada panoramica, raggiungerete il capoluogo salentino in una mezz’oretta d’auto. Qui avrete tutto il tempo di assaporare Lecce dal punto di vista architettonico e di godere di una rigenerante passeggiata nel centro storico. Ad accogliervi sarà la sontuosità dello stile Barocco che permea le chiese e i monumenti della città.

Spostatevi da piazza Sant’Oronzo verso la Basilica di Santa Croce, e poi ancora sul corso Vittorio Emanuele II verso il Duomo, passando per le numerosissime e incantevoli chiese (San Matteo, Sant’Irene, ecc). Fermatevi in uno dei tantissimi locali del centro storico a gustare del buon vino e una cena a base di prodotti tipici, lasciandovi allietare dai colori della “movida leccese”.

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I percorsi del gusto nel Salento: Zollino, Spongano, Seclì, Ortelle

17 Lug

Nelle trattorie di paese o nei ristoranti più eleganti, la cucina tipica del Salento è una vera e propria arte che viene celebrata su ogni tavola che si rispetti. Dai piatti di pesce, immancabili nelle località costiere, alla carne alla griglia tipici dell’entroterra, non avrete che da scegliere e scoprirete, attraverso i sapori, una parte fondamentale del territorio. In questa “road map del gusto” vi consigliamo dove andare e cosa mangiare.

ZOLLINO – Nelle campagne di Zollino, la selezione della semente ad opera degli agricoltori locali ha permesso di preservare alcuni particolari tipi di legumi che godono del marchio di garanzia De.Co. Il pisello nano e la fava (dall’aspetto più schiacciato e dal baccello con non più di 5 semi) sono annoverati nelle produzioni agroalimentari tradizionali della Regione Puglia.

Famosi sono anche il cece, il cece nero, la lenticchia e il fagiolo bianco. Ma Zollino non è solo terra di legumi. Simbolo di questo borgo è la “scéblasti”, impasto del pane condito con zucchine, olive, cipolla, capperi e peperoncino che in griko significa “senza forma”.

SPONGANO – E’ la patria della “cunserva mara”, una gustosa conserva casereccia ottenuta dall’essiccazione al sole di peperoni dolci, peperoncini piccanti e pomodori, che vengono poi mescolati in una salsa perfetta per essere spalmata sul pane di grano o sulle bruschette.

SECLI’ – E’ il borgo famoso per i “pezzetti” di carne di cavallo, a cui viene dedicata ogni anno, dopo Ferragosto, una sagra. Il piatto forte è accompagnato da altre ricette sempre a base di carne di cavallo, preparata dai macellai del paese.

ORTELLE – Ad ottobre Ortelle, in occasione della festa di San Vito, celebra il maialino Or.Vi., allevato secondo metodi antichi seguendo uno specifico protocollo. Il risultato è una carne delicata e saporita, con cui vengono confezionati salsiccia, costolette, spiedini e capocollo da grigliare oppure da fare lessi o al sugo. Tipica di Ortelle è anche la “pirilla”, un pane casereccio insaporito con pezzi di pomodoro, zucca, cipolla, olive nere e, a volte, uva passa. 

Per scoprire dove soggiornare per visitare questi e altri borghi del Salento, date un’occhiata qui:

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Otranto, Castro e Salve, le “Bandiere Blu” orgoglio del Salento

23 Mag

Siete partiti alla volta del Salento, avete in mente moltissime località da vedere che vi hanno consigliato amici e parenti, ma non sapete orientarvi su quale scegliere per prima. Per organizzare le vostre priorità, la “Bandiera Blu” può essere un ottimo criterio di selezione, che vi farà guadagnare tempo prezioso per la vostra vacanza, da spendere sdraiati al sole piuttosto che intenti a leggere le mappe!

Otranto, Salve e Castro sono i comuni del Salento insigniti del prestigioso riconoscimento che ogni anno la Foundation for Environmental Education (FEE) conferisce alle località costiere europee. Qualità delle acque, servizi offerti e pulizia delle spiagge sono i 3 parametri che garantiscono l’assegnazione del premio, che dal 1987 viene assegnato ogni anno a spiagge in 48 paesi del mondo in Europa, Sudafrica, Nuova Zelanda, Canada e nei Caraibi.

Andiamo a vedere perché queste tre meravigliose località si sono guadagnate il rinomato premio. 

OTRANTO – Non ha bisogno di presentazioni: il piccolo gioiello, proteso a Oriente, è incastonato su uno sperone roccioso a picco sul mare della costa adriatica. Il borgo, racchiuso dalle mura aragonesi, con le caratteristiche case bianche che si snodano in un dedalo di viuzze, lascia senza fiato.

Dal “Lungomare degli Eroi”, attraversata Porta Alfonsina, si accede alla città vecchia, con tappa doverosa al Castello Aragonese (oggi vivace centro culturale grazie alle numerose mostre d’arte) e alla Cattedrale romanica con il pavimento musivo del XII secolo, raffigurante l’albero della vita e le reliquie degli 800 Martiri, massacrati dai Turchi nel 1480.

Appena fuori Otranto, sventola la Bandiera Blu su alcune delle più incantevoli spiagge di tutto il Salento. Verso nord si dispiegano le località di Conca Specchiulla, dei Laghi Alimini, della Baia dei Turchi. A sud si può far visita alla Baia delle Orte, a Torre Sant’Emiliano e all’insenatura di Porto Badisco, celebre per essere stata l’approdo di Enea.

  • Spiaggia Baia dei Turchi Otranto

Fuori dal centro abitato, merita una visita il laghetto verde smeraldo circondato dalle montagne rosse della ex Cava di Bauxite e il faro di Punta Palascìa, uno dei pochi ancora visitabili in Italia e punto più a Est dello Stivale. 

Lasciamo alle immagini, più che alle parole la descrizione di questi posti senza tempo.

SALVE – Un piccolissimo comune a 75 km a sud di Lecce che è diventato famoso soprattutto per le sue spiagge, ribattezzate addirittura come “Maldive del Salento”. Sabbia finissima, fondali bassi e trasparenti, incorniciati da morbide dune ricoperte dalla macchia mediterranea sono le caratteristiche delle spiagge di Pescoluse, Posto Vecchio e Torre Pali. Basterà poco per sentirsi catapultati in uno scenario tropicale, pur rimanendo ancora in Europa e in Italia.

La città vecchia di Salve è costellata di torri signorili e palazzi nobiliari, dove spicca la Chiesa Matrice dedicata a San Nicola Magno, dove si custodisce l’organo più antico di Puglia, il seicentesco Olgiati Mauro. Proprio in queste zone, sulle strade che conducono al mare, è stato ritrovato il cosiddetto “tesoretto” di Salve, ovvero le monete d’argento della Magna Grecia, oggi custodite nel Museo di Taranto.

CASTRO – Uno dei tratti più frastagliati della costa salentina, ma proprio per questo uno dei più suggestivi, Castro si sviluppa sulle ceneri di un antico borgo di pescatori. Grazie alle sue numerose grotte, la località offre la possibilità di fare memorabili escursioni in barca alla scoperta di queste bellissime cavità.

Grotta Romanelli è uno fra i più importanti giacimenti preistorici italiani con i graffiti a tinta rossa, mentre la Grotta Zinzulusa, visitabile anche da terra, prende il nome dal termine dialettale “zinzuli” (stracci, pezze), ovvero le stalattiti che si trovano al suo interno.

Arroccata sulla scogliera a picco sull’Adriatico, a circa 48 km da Lecce, la romana Castrum Minervae è sempre stata centro nevralgico del Salento. Oggi è un grazioso borgo con caratteristiche stradine e impreziosita da monumenti come l’ex Cattedrale del XII secolo con facciata romanica, i resti di una piccola chiesa bizantina del X secolo e il Castello Aragonese, dove è stata ritrovata la statuina di Atena Frigia, prova dell’esistenza del tempio della dea Minerva.

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Il Salento non è solo spiagge, Corigliano D’Otranto e Specchia “Bandiere arancioni”

17 Apr

Corigliano D’Otranto e Specchia: cosa hanno in comune i due piccoli borghi del Salento distanti una trentina di km l’uno dall’altro? Non tutti lo sanno, ma queste due località si sono aggiudicate la “Bandiera Arancione”, il premio per l’eccellenza dei comuni dell’entroterra assegnato dal Touring Club.

Ebbene sì, il Salento è famoso soprattutto per le spiagge e per i chilometri di costa, ma a chi viene in vacanza nel Tacco d’Italia non sarà sfuggito di notare quanta bellezza e tradizione ci sia anche nei piccoli borghi, quelli lontani dalla costa, pieni di storia e di tradizione.

La “Bandiera arancione”, assegnata dal 1998, è marchio di qualità turistico-ambientale. Bellezza del patrimonio storico-culturale e qualità nell’accoglienza dei turisti hanno fatto di Specchia e Corigliano d’Otranto i due fra i borghi più belli di tutta la Puglia.

CORIGLIANO D’OTRANTO – Uno dei comuni più caratteristici della Grecìa Salentina, grazie alle tipiche case a corte che impreziosiscono il centro storico e fulcro culturale salentino di grande fermento, grazie alle attività che si svolgono all’interno del Castello De’ Monti, antico maniero dalla nobile facciata barocca. 

A soli 25 km da Lecce, la ricchezza delle tradizioni del piccolo comune si rispecchia persino nella lingua locale, il griko, antica eredità della dominazione ellenica. Di derivazione bizantina sono anche i nomi delle vie. L’Arco Lucchetti, che sormonta l’entrata di una piccola corte, racconta, attraverso i simboli bizantini intagliati nella pietra, l’amore di un uomo per la sua sposa.

SPECCHIA – Il piccolo comune del Sud Salento (circa 54 km da Lecce) vanta già un prestigioso riconoscimento, ovvero la menzione fra i “Borghi più belli d’Italia”. In effetti, passeggiando per le assolate viuzze, dove il tempo sembra essersi fermato e dove la vita scorre lenta, non si fa fatica a capire perché il borgo si sia meritato questi riconoscimenti. 

Un dedalo di vicoli intricati, di case a corte dai balconi in fiore e di incroci impreziositi dalle tradizionali nicchie con i santi: il centro storico di Specchia, oggi albergo diffuso, è un’esperienza per gli occhi! 

A suggellare questo splendore gli edifici più famosi: Castello Risolo, il Convento dei Francescani Neri e la Colonna dell’Immunità, così chiamata perché bastava toccarla per garantirsi l’immunità dall’arresto. Comune dalle mille virtù, Specchia è nota per la sua qualità della vita, per l’uso di fonti rinnovabili e per i frantoi ipogei. 

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Vacanze 2021, ville con piscina le soluzioni più cercate. Scegli quella che fa per te!

9 Gen
Villa code m990

Pulizia, privacy, pace: le tre P che faranno tendenza nelle vacanze 2021! Anche per la prossima stagione, gli italiani sceglieranno un posto che garantisca un elevato standard di pulizia e di igienizzazione degli ambienti, uno spazio riservato, al riparo dalla frenesia del ritmo cittadino, e una location che assicuri tranquillità e comodità. Le ville con piscina sono le soluzioni ideali per non rinunciare alle vostre vacanze!

“I tempi stanno cambiando” cantava Bob Dylan nel 1964, affermazione quanto mai attuale anche in questo periodo, almeno per il settore turistico. I requisiti per scegliere una soluzione adatta alle proprie vacanze stanno mutando rispetto alle tendenze degli ultimi anni.

Villa code m900

Soggiorni più lunghi, in luoghi che abbiano pochi spazi in comune e che garantiscano una certa tranquillità, con particolare attenzione alla pulizia degli ambienti. Il trend della vacanza 2021 sarà ancora la scelta di residenze ad uso esclusivo per la propria famiglia o per la ristretta cerchia con cui si è scelto di andare in vacanza.

Villa code m595

Le ville con piscina sono la soluzione che meglio incarna tutti i “must” per un soggiorno indimenticabile. Si tratta infatti di residenze bellissime che coniugano al fascino degli ambienti la sicurezza degli spazi.

Villa code m780

Meticolosamente igienizzate, con uso esclusivo della piscina e con esterni di dimensioni considerevoli (spesso sono giardini o vere e proprie campagne sterminate), le ville con piscina sono un ideale microcosmo, perfettamente autosufficiente, per chi vuole staccare dalla routine senza correre alcun rischio. 

Villa code m770

L’area relax a bordo piscina è l’ideale per prendere il sole, mentre la veranda coperta, al riparo dalla calura del sole estivo, vi concederà dei momenti di assoluto relax per pranzi e cene all’aperto oppure semplicemente per leggere un libro. Il giardino che abbraccia la villa è la location ideale per lunghe passeggiate o corsette mattutine.

Villa code m590

Da Lecce al basso Salento, tutte ad appena pochi minuti d’auto dalle spiagge più famose, sia di sabbia sia rocciose, ce n’è per tutti i gusti. Scegliete la villa che fa per voi, qui:

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Case vacanza: imposta di soggiorno, chi la richiede e chi la paga?

18 Giu

Quando vai in vacanza ti sarà certamente capitato di dover pagare l’imposta di soggiorno, oltre al prezzo dell’alloggio, ma se sei il proprietario di un immobile, che affitti come casa vacanze a scopo turistico per brevi periodi dell’anno, sai quando come e quando riscuotere l’imposta di soggiorno? E ancora, come si fa a dare comunicazione al comune di appartenenza?

Per queste e altre domande abbiamo preparato una breve guida in cui spieghiamo cos’è l’imposta di soggiorno, chi la deve richiedere e chi la deve pagare.

COS’E’ L’IMPOSTA DI SOGGIORNO?

L’imposta di soggiorno, chiamata impropriamente anche tassa di soggiorno, è un’imposta applicata su chi soggiorna in strutture ricettive alberghiere o extra-alberghiere di determinate città italiane o straniere.  E’ un’imposta e non una tassa, perché chi la paga non ha in cambio un servizio. I ricavati dell’imposta, in questo caso, infatti, dovranno essere re-investiti dai comuni esclusivamente per attività di tutela e recupero dei beni culturali, a scopo turistico.

Non tutti i comuni hanno il diritto di applicare l’imposta di soggiorno. Al comma 1 dell’articolo 4 del dl n.23 del 14 marzo 2011, infatti, si specifica che: “I comuni capoluogo di provincia, le unioni dei comuni, nonché i comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d’arte possono istituire con deliberazione del consiglio, una imposta di soggiorno”.

CHI PAGA L’IMPOSTA DI SOGGIORNO?

L’imposta è esclusivamente a carico del turista che soggiorna nelle strutture ricettive che si trovano sul territorio del comune che ha adottato tale strumento fiscale.

Ad eccezione di:

  • bambini fino ai 10 anni, a volte 14 anni ma anche 18
  • chi pernotta presso gli ostelli della gioventù
  • malati
  • disabili
  • accompagnatori di persone malate o disabili (di solito uno per paziente)
  • genitori di malati minori di diciotto anni
  • autisti e gli accompagnatori turistici (di solito uno ogni 20/25 partecipanti)
  • residenti e a volte anche gli iscritti all’anagrafe (quindi gli aire)
  • forze armate

QUANTO COSTA?

Il costo viene fissato dal comune di competenza, ma comunque non può superare i 5 euro. Di solito i prezzi variano da 1 a 5 euro a notte, in base alla tipologia d’alloggio e alle stelle dell’albergo. In ogni caso, la tassa di soggiorno va pagata direttamente presso la struttura dove si alloggia.

SONO PROPRIETARIO DI UNA CASA VACANZE, COSA DEVO FARE?

I proprietari di case vacanze hanno il ruolo di agente contabile, in seguito alla delibera della Corte dei Conti n. 19/2013. L’host, infatti, ha l’obbligo di riscuotere l’imposta di soggiorno trasmettendo al comune, entro il 30 gennaio di ogni anno, il conto della gestione relativo all’anno precedente, redatto su un apposito modello (modello 21) per il successivo inoltro alla Corte dei Conti.

Gli obblighi dei gestori sono:

  • verificare le generalità del cliente e se non abbia diritto all’esenzione
  • calcolare l’importo effettivo dell’imposta di soggiorno per ogni cliente
  • chiedere e ricevere il pagamento dell’imposta
  • fare e rilasciare una copia della ricevuta di pagamento dell’imposta al cliente
  • versare al comune le somme riscosse nei modi specificati dal regolamento comunale
  • conservare le ricevute dei pagamenti dell’imposta di soggiorno e la documentazione per esenzione per un periodo di 5 anni ed esibirle quando richieste dal comune

COME E QUANDO VIENE INTRODOTTA L’IMPOSTA DI SOGGIORNO?

L’imposta di soggiorno è stata introdotta per la prima volta nel 1910 per essere abolita alla fine degli anni ’80, con lo scopo di ridurre i costi del turista e portare a un aumento delle presenze turistiche.

In seguito alla riforma sul federalismo fiscale (legge n° 42/2009), l’imposta è stata reintrodotta, dando ai comuni la possibilità di istituire i cosiddetti “tributi comunali di scopo”, tra cui l’introduzione dell’imposta di soggiorno. I proventi della tassa di soggiorno quindi devono essere reinvestiti dal comune solo ed esclusivamente nell’ambito turistico, a sostegno del settore.

Per saperne di più puoi contattare noi di Ville Salento a questi recapiti:

e-mail –> info@villesalento.it

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Se vuoi avere altre informazioni utili per affittare la tua casa vacanze, consulta la nostra sezione “Affittare in sicurezza” e leggi questo articolo.

 

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